Giovedì, 16 Settembre 2021
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Sanità lombarda, Formigoni indagato per corruzione

Sviluppi nell'inchiesta di Milano sui presunti fondi neri alla Fondazione Maugeri: la procura di Milano ha notificato un avviso di garanzia al presidente della Regione. Al centro, benefit incassati tra il 2001 e il 2011

L'inchiesta sui presunti fondi neri alla Fondazione Maugeri travolge la Regione Lombardia. La procura di Milano ha notificato un avviso di garanzia e invito a comparire al presidente Roberto Formigoni: l'ipotesi di reato è di corruzione aggravata dalla transnazionalità del reato.

Come anticipato a suo tempo dal Corriere della Sera, il nome di Formigoni era stato iscritto nel registro degli indagati il 14 giugno scorso - ha spiegato il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.

L'ACCUSA - al centro dell'inchiesta dei pm milanesi ci sarebbe anche la somma mezzo milione di euro che Formigoni avrebbe ricevuto per le elezioni Regionali del 2010.

L'inchiesta però non si ferma al Roberto Formigoni 'persona' - punto sul quale il governatore ha sempre incentrato la sua difesa - ma investirebbe il Roberto Formigoni 'presidente': al centro del lavoro dei magistrati ci sono infatti direttamente alcune delibere varate dalla Giunta lombarda "nell'interesse" della Fondazione Maugeri.

Da qui l'ipotesi di reato di corruzione, ipotesi dovuta a una serie di atti che hanno ritoccato in eccesso i rimborsi per le prestazioni sanitarie a favore della Fondazione Maugeri.

Atti in cambio dei quali Formigoni avrebbe incassato viaggi di lusso e altri "benefit". Tutti pagati dal faccendiere Daccò.

IL RINVIO A GIUDIZIO - Da quanto si è saputo, la contestazione dell'aggravante per Formigoni è legata alle condotte delle persone arrestate ad aprile nell'inchiesta sul caso Maugeri, tra cui Pierangelo Daccò e l'ex assessore Dc Antonio Simone. Secondo l'accusa, infatti, sarebbe stata messa in piedi un'associazione per delinquere che operava anche attraverso conti all'estero, e in particolare in Svizzera e riconducibili a Daccò e al suo collaboratore Giancarlo Grenci.

Da qui l'aggravante della transnazionalità. Inoltre, a Formigoni vengono contestati fatti commessi tra Milano e l'estero dal 2001 al novembre del 2011, lo stesso periodo in cui, secondo le indagini, avrebbe operato l'associazione che drenava fondi dalle casse della Maugeri per dirottarli all'estero. L'invito a comparire, con contestuale informazione di garanzia, è stato notificato al legale di Formigoni, l'avvocato Salvatore Stivala.

L'INVITO A COMPARIRE - Due pagine di 'invito a comparire' rischiano di sconvolgere le sorti della Lombardia. Perché è in queste righe che sono elencati, uno ad uno, tutti i 'benefits' che il presidente della Regione, Roberto Formigoni, avrebbe ricevuto in cambio dell'approvazione da parte della sua Giunta di quindici delibere riguardanti le 'funzioni sanitarie non tariffabili'.

Ed è proprio grazie a queste delibere che la Fondazione Maugeri avrebbe ottenuto rimborsi per un totale di 200 milioni di euro tra il 2000 e il 2010.

I BENEFIT - Vacanze di lusso ai Caraibi da 800mila euro tra soggiorni e aerei tra il 2006 e il 2011; 3,7 milioni di euro per due imbarcazioni di lusso tra il 2007 e il 2011; 4 milioni di euro sotto forma di "sconto" per l'acquisto di una villa in Sardegna acquistata da Alberto Perego, amico di Formigoni. Sono questi solo alcuni 'benefits' incassati da Roberto Formigoni dal faccendiere Pierangelo Daccò.

L'elenco ricalca praticamente in tutto e per tutto il contenuto dell'informativa trasmessa dalla polizia giudiziaria ai pm di Milano.

Ad aggravare la posizione di Formigoni la 'trasformazione' del 'finanziamento illecito' ai partiti (circa 600 mila euro per la campagna elettorale del 2010) in 'corruzione', reato ben più grave.

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