Venerdì, 14 Maggio 2021
POLITICA / Milano

Formigoni non si dimette: rimpasto al Pirellone

L'arresto dell'assessore Zambetti, accusato di legami con la 'ndrangheta, ha scatenato la tempesta, ma il governatore lombardo resiste e promette la riduzione della giunta

ROMA - Alt, Roberto Formigoni non molla la poltrona. "Ci sono sempre io, non mi dimetto. Ci sarà una forte riduzione nei numeri della giunta". Non è disposto a fare passi indietro ma promette un rinnovamento, il "Celeste", che oggi nella sede del Pdl a Roma ha incontrato il segretario Angelino Alfano e Roberto Maroni. Arrivando al vertice il presidente della Lombardia, all'indomani dell'arresto dell'assessore lombardo Zambetti accusato di aver pagato 200 mila euro alla 'ndrangheta per acquistare un pacchetto di 4mila preferenze, ha annunciato che il gesto che intende fare nei prossimi giorni consiste in una "forte riduzione" dei membri della giunta. Giunta che, come spiegato dallo stesso governatore in serata, è stata azzerata. "Indipendentemente da tutti, poiché il presidente eletto sono io e voglio dare risposte ai cittadini lombardi - ha spiegato il governatore lombardo - ci sarà una forte discontinuità che metterò in atto già nei prossimi giorni, una riduzione molto forte della giunta che sarà fortemente rinnovata nella sua composizione".

I RAPPORTI CON LA LEGA - In merito ai suoi rapporti con il Carroccio che ieri sera ha chiesto l'"azzeramento" della giunta lombarda, il governatore ha detto: "Questa mattina abbiamo cominciato a dialogare con Maroni, mi sembra un atteggiamento molto positivo, ma dobbiamo continuare a parlare". E' sulla questione azzeramento che si concentra il braccio di ferro con la Lega, Formigoni non è convinto che occorra azzerare l'intera giunta per costituirne un'altra completamente nuova e, di fatto, a tempo. Ma soprattutto, il presidente della Lombardia, chiede al Carroccio di ritirare le dimissioni prima di dar vita a gesti di discontinuità. Già prima di arrivare nella sede Pdl aveva ribadito: "Dimissioni? Io non ho commesso alcun errore", sottolinenado che con la Lega "c'è un accordo politico" e quindi "non c'è alcun ricatto alla Lega". Su Zambetti, l'assessore arrestato per voto di scambio, ha dichiarato: "Mi aveva giurato solennemente due volte che aveva la coscienza pulita, prendo atto che è spergiuro e ha tradito la fiducia mia e degli alleati".

FORMIGONI RISPONDE ALLA LEGA: GUARDA IL VIDEO

IL LEGHISTA SALVINI - "Lasciamo a Formigoni la scelta se fare un passo indietro o uno di lato - aveva detto Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Lombarda, al termine di un incontro con i consiglieri al Pirellone - ci aspettiamo quanto meno l'azzeramento dell'intera giunta, l'eventuale dimezzamento dei nuovi assessori, eventualmente con un altro presidente di Regione". Salvini ha quindi affermato: "Siamo consci del fatto che si andrà a votare il prima possibile, probabilmente ad aprile. Comunque - ha aggiunto - la Regione Lombardia non arriverà a fine mandato".

FORMIGONI INTERVISTATO A MATTINO 5 - Roberto Formigoni, intervenendo telefonicamente a Mattino 5 su Canale 5, replica alle dimissioni degli assessori leghisti in Regione Lombardia dopo gli scandali e il caso Zambetti: "La Lega ieri ha annunciato le proprie dimissioni - ha detto Formigoni a Maurizio Belpietro - io ne ho preso atto, ho lavorato tutta notte per fare che queste cose siano presidiate. Se la Lega conferma che si tira fuori dai giochi prenderò le mie decisioni, andrò a un rinnovamento completo della Giunta, come ho annunciato. O rinnovamento completo o si andrà a elezioni. Ma la Lega deve scegliere se è dentro o è fuori. Se si dimette ovviamente non avrà più responsabilità. I lombardi hanno eletto Formigoni, come nelle altre regioni si elegge il governatore. Gli altri, quasi nessuno sa chi sono". "Se invece la Lega - ha aggiunto il governatore lombardo - intende continuare a condividere questo patto politico decideremo insieme il da farsi e anche in questo caso la mia volontà è molto netta, o giunta nuova o si va a elezioni. Il fatto che la 'Ndrangheta abbia deciso di infiltrarsi nelle istituzioni è un fatto gravissimo e a questo ho detto e dirà uno stop definitivo".

IL CASO ZAMBETTI E LE 'NDRINE - Secondo gli inquirenti di Milano, avrebbe pagato 200 mila euro alla 'ndrangheta per acquistare un pacchetto di 4.000 preferenze. Accuse "estremamente gravi" per Formigoni, ma che "riguardano Zambetti, già sollevato dal suo incarico". In tutto sono 20 le persone arrestate (una ai domiciliari e 19 in carcere) nella maxi operazione che ha coinvolto l'assessore. I reati contestati sono oltre al voto di scambio, il concorso esterno in associazione mafiosa ('ndrangheta) e la corruzione. L'ordinanza di arresto ha raggiunto anche Ambrogio Crespi, fratello minore di Luigi, ex sondaggista preferito di Silvio Berlusconi. Era Crespi, secondo l'accusa, a rastrellare i voti nei quartieri periferici di Milano, grazie ai suoi numerosi contatti con la malavita organizzata.

TERREMOTO PDL - Lo scandalo che sta scuotendo il Pdl lombardo, dopo l'arresto dell'assessore regionale Zambetti, sta minando le fondamenta del partito. A riecheggiare, oggi, sono le parole della consigliera 'anti-Minetti', Sara Giudice, che ha urlato ai quattro venti la sua rabbia per quello che ritiene "un agguato". Suo padre è indagato con l'accusa di aver comprato 400 voti per garantire alla figlia di essere eletta in Consiglio comunale. "Hanno voluto incastrarmi, sono stati quelli del Pdl. Io faccio una battaglia interna al mio partito, che era fortissimo con Berlusconi saldamente in sella, gridando allo scandalo per la candidatura della Minetti. Me ne vado e mi candido in una lista civica e àtutti mi chiedono se sono matta. Le pare - osserva - che la 'ndrangheta potesse essere interessata a una così, che stava facendo una battaglia per la pulizia e la legalità?".

"E' evidente - aggiunge - che non stavo simpatica a molte persone nel mio ex partito. L'hanno fatto per incastrarmi ma non ci sono riusciti" perchè "mio padre ha detto no a quelle richieste di soldi in cambio di voti. I quattrini non li avevo neppure per attaccare i manifesti". Però "sono riuscita a spaventare un sistema di potere e continuo a spaventarmi, questa storia rappresenta gli ultimi colpi di coda di un sistema marcio".
 

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