Domenica, 9 Maggio 2021
Il celeste esulta

Il vitalizio restituito a Formigoni: essere condannati in via definitiva per corruzione non basta più per lo stop?

La commissione Contenziosa del Senato, presieduta da Giacomo Caliendo (Forza Italia), accoglie il ricorso dell'ex governatore lombardo. L'organismo guidato dall'ex sottosegretario alla Giustizia, ha di fatto annullato lo stop. C'è un piccolo problema: la delibera Grasso-Boldrini non prevede alcuna deroga. Attesa per le motivazioni

Roberto Formigoni nel suo vecchio ufficio al 39/o piano del Palazzo della Regione il 29 settembre 2011. ANSA / PIER MARCO TACCA

Roberto Formigoni ha diritto, per legge, alla pensione. O almeno, è quel che ha deciso ieri sera la commissione Contenziosa del Senato, presieduta da Giacomo Caliendo (Forza Italia), accogliendo il ricorso dell'ex governatore lombardo. L'organismo guidato dall'ex sottosegretario alla Giustizia, ha annullato la cosiddetta delibera Grasso e la sua decisione non riguarderebbe solo Formigoni, ma anche altri politici.

La decisione della commissione contenziosa del Senato è di carattere generale, non riguarda - va specificato - solo il "Celeste", anche ad esempio Ottaviano Del Turco, l’ex governatore abruzzese coinvolto nella cosiddetta sanitopoli regionale. Del Turco è molto malato, e la presidente Elisabetta Casellati aveva già ottenuto la sospensione dello stop in attesa di ulteriori valutazioni.

Le motivazioni della decisione saranno depositate a breve. "Ora l'Ufficio di presidenza del Senato -spiega  l'avvocato dell'ex governatore abruzzese Del Turco, Maurizio Paniz- dovrebbe prendere atto della decisione della Commissione Contenziosa e disporre la prosecuzione del pagamento del vitalizio all'ex senatore Del Turco, altrimenti sarà la stessa Commissione a disporlo, essendo già stato presentato il relativo ricorso".

Perché Formigoni avrebbe diritto al vitalizio

"Spero anche che l'annullamento della delibera Grasso -sottolinea Paniz - venga recepito dagli organi giurisdizionali della Camera per eliminare l'omologa delibera Boldrini, impugnata dal alcuni ex parlamentari, tra cui l'ex ministro De Lorenzo che io assisto". Delibera, ricorda Paniz, che l'ex ministro napoletano "ha impugnato oltre quattro anni fa...".

Non passano che pochi secondi della decisione della commissione, che Formigoni commenta:  "Una decisione giusta, che pone rimedio ad un errore clamoroso". L'ex presidente della Regione Lombardia, raggiunto al telefono dall'agenzia Adnkronos, spiega di aver raccolto la decisione "senza nessuna particolare reazione". Del resto, afferma, "ero convinto del mio diritto; per cui ringrazio che si sia posto rimedio ad un errore clamoroso, non solo nei miei confronti, ma anche neri confronti di tanti".

Formigoni si era visto revocare la pensione e il vitalizio nel 2019, in seguito alla conferma della condanna per corruzione nell’ambito del processo Maugeri-San Raffaele (nel 2019 Formigoni e altri sono stati condannati a 47,5 milioni di risarcimento erariale).

Il consiglio di presidenza di palazzo Madama aveva dato atto a una delibera approvata nel 2015 che prevede la sospensione della erogazione di pensioni e vitalizi per i parlamentari condannati in via definitiva. La decisione di riassegnargli il vitalizio, secondo Formigoni, "riconosce quindi la fondatezza del ricorso" presentato dai suoi legali dopo il provvedimento che aveva congelato pensione e vitalizio, portandolo a vivere, come lui stesso spesso ha denunciato, in "gravi ristrettezze economiche".

C'è un piccolo problema: a quel che risulta, la delibera Grasso-Boldrini, approvata sei anni fa dai due rami del Parlamento, non prevede alcuna deroga per malattia o difficoltà economiche: i vitalizi devono essere sospesi a tutti quegli ex parlamentari condannati in via definitiva per "reati di particolare gravità". La corruzione rientra tra questi. Evidentemente da adesso essere condannati in via definitiva per corruzione non basta più.

M5s: "Il vitalizio a un condannato come Formigoni rimane una vergogna"

Formigoni ha segnato un'era in Lombardia. E' stato presidente della Regione Lombardia dal 22 aprile 1995 al 18 marzo 2013. Condannato in via definitiva a 5 anni e 10 mesi di reclusione per corruzione, è stato detenuto nel carcere di Bollate dal 22 febbraio al 22 luglio 2019, quando gli è stata concessa la detenzione domiciliare, in quanto ultrasettantenne, come richiesto dalla difesa.

"Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza emessa dalla Commissione Contenziosa del Senato, ma vedere riconosciuto il privilegio del vitalizio a un condannato come Formigoni rimane una vergogna - affermano le senatrici e i senatori del Movimento 5 Stelle nel consiglio di presidenza del Senato - La delibera votata nel 2015 dal Consiglio di Presidenza, la cosiddetta delibera Grasso, stabilisce che il vitalizio debba essere negato a chi viene condannato in via definitiva per reati gravi. E' una misura doverosa che qualsiasi cittadino italiano approverebbe e che anzi per il MoVimento 5 Stelle poteva essere ancora più severa. E' sconfortante assistere a questa restaurazione, proprio mentre tutto il Paese affronta una durissima crisi sanitaria, economica e sociale".

Scatenato Alessandro Di Battista in un lungo post su Facebook: "La restituzione del vitalizio a Formigoni non è altro che l'ultimo tassello della sua indegna riabilitazione". "Una riabilitazione che parte da lontano. In un certo senso inizia ancor prima che Formigoni fosse condannato. E' sempre la stessa storia, la casta politico/mediatica che protegge se stessa - dice l'ex deputato M5s -. I politici di centro-destra hanno fatto leggi su leggi per impedire che alcuni dei loro culi illustri e flaccidi finissero dietro le sbarre. Il centro-sinistra quelle leggi non le ha toccate. Non l'ha fatto sia per non disturbare gli uomini del 'principale esponente dello schieramento a loro avverso' e sia perché un giorno, chissà, le natiche sarebbero potute diventar le loro". "Formigoni il carcere l'ha visto poco, troppo poco", scrive tra l'altro Di Battista aggiungendo: "Ma è l'Italia, per l'appunto, il Paese della riabilitazione dei corrotti e della demonizzazione dei disperati che urlano la loro disperazione".

Sui social oggi l'hashtag #formigoni spopola. Le voci a sostegno della restituzione del vitalizio all'ex governatore si contano sulle dita di una mano. Il vitalizio del parlamentare in Italia è una erogazione mensile godibile, al termine del mandato parlamentare, in base al conseguimento di alcuni requisiti di anzianità di permanenza nelle funzioni elettive. L'erogazione di un trattamento economico vitalizio, alla cessazione della carica e comunque al superamento di una soglia di età anagrafica, è un istituto che nell'ordinamento italiano è riservato ai deputati, ai senatori e ai consiglieri regionali. 

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