Domenica, 1 Agosto 2021
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Forza Italia è il secondo partito con più transfughi: la federazione per non estinguersi

Uno dei partiti più legati alla figura del leader è Forza Italia che, alla fine di un percorso simile a quello delle montagne russe, arriva al 2021 divisa, ai minimi storici di consenso e con tanti alfieri persi per strada

Silvio Berlusconi - foto Ansa

Se escludiamo il Movimento 5 Stelle, Forza Italia è il partito più spolpato dall’interno dai cambi di casacca perché sono tanti i parlamentari che, in questa Legislatura, hanno lasciato la maglia azzurra per indossare quella di altri partiti. Un bel problema per Forza Italia, lontanissima dai vecchi fasti, quando Silvio Berlusconi riempiva le piazze e Fi era il partito trainante del centrodestra capace di Governare il Paese. Oggi Forza Italia viaggia intorno al 7% dei consensi nei sondaggi, si è diviso, con anche schermaglie, su temi come la famiglia e il Ddl Zan e non si può dire che sia riuscito a realizzare i propri impegni di governo. Tuttavia fa parte del Governo Draghi e, forse anche per problemi che arrivano da molto lontano, vede il Cavaliere spingere per una federazione della destra con la Lega di Salvini, oltre ad esprimere tre Ministri: Renato Brunetta per la Pubblica amministrazione, Maria Stella Gelmini per gli Affari regionali e le autonomie e Mara Carfagna per il Sud e la coesione territoriale. 

Da Forza Italia a Coraggio Italia, così Toti e Brugnaro vogliono raccogliere l'eredità di Berlusconi

Teoricamente Forza Italia non è lo stesso partito ideato nel 1994 perché è stato rifondato nel 2013 dopo la fine del Popolo della Libertà e la scissione dell'area di Angelino Alfano, passata invece al Nuovo Centrodestra. E’ sempre stato un partito liberale e di tradizione moderata. Sui diritti civili ci sono spesso posizioni differenti, basti guardare il recente dibattito interno sulla legge Zan, per cui si contano almeno 3 posizioni. I grandi capisaldi del partito Berlusconiano sono sempre stati l’abbassamento delle tasse, una posizione di collaborazione e rilancio in Europa, per un'Europa unita e l’euro; in politica estera, una inequivocabile linea: quella atlantistica con Stati Uniti grandi amici dell'Italia. Anche se, negli anni 2000, Berlusconi era stato l'unico ad allacciare un vero rapporto di fiducia e amicizia con Vladimir Putin, presidente della Russia. In campagna elettorale nel 2018, Forza Italia era saldamente all’interno di una alleanza formata dalla Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni con obiettivi precisi:

  • Flat tax, come strumento per una forte riduzione fiscale a vantaggio del ceto medio, mantenendo in ordine i conti pubblici e consentendo un aumento del gettito fiscale. (Non raggiunto)
  • Via la tassa di successione e bollo auto, con dei limiti per chi, citando testualmente il Cavaliere "non si può andare in Ferrari e pretendere di essere esentati dal bollo sull'auto". (Non raggiunto).
  • Meno vincoli in Europa. (Non raggiunto).
  • Riforma della giustizia. (Non raggiunto).
  • Immigrazione: piano Marshall per l’Africa e rimpatrio di tutti i clandestini. (Non raggiunto)

Programma Forza Italia 2018

Forza Italia, come è cambiato dal 2018 ad oggi

Intorno a questo progetto di riforme si erano uniti i candidati forzisti che fecero prendere al partito il 14% dei voti alla Camera e il 14,43% al Senato, conquistando 104 seggi alla Camera dei Deputati e 57 a Palazzo Madama. Le promesse elettorali non sono state mantenute perché effettivamente in questi due anni e mezzo è difficile trovare qualcosa del programma di Fi che sia stato fatto. Anche nell’immigrazione, grande tema nazionale e nella quale si scontrano le più grandi partite del consenso, abbiamo sempre sentito parlare Tajani di un grande piano Marshall per l’Africa di cui non si è mai saputo niente però e poi l’espulsione di tutti gli immigrati che è sempre più utopia per chi ci crede davvero. 

Sicuramente sarà più difficile oggi portare a casa qualche risultato con le truppe decimate. Infatti in Parlamento Forza Italia ha visto andarsene tante persone dalla Casa Azzurra. Oggi alla Camera conta 78 deputati (26 in meno) mentre al Senato 51 (-6). Merito, o colpa seconda di come la si guarda, soprattutto del progetto di Coraggio Italia, il nuovo partito di Giovanni Toti e Luigi Brugnaro che, in un colpo solo, ha perso 11 parlamentari. A parte Veronica Giannone, passata dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia, ecco tutti i nomi degli ex forzisti:

  • Felice Maurizio D'Ettore (Coraggio Italia)
  • Manuela Gagliardi (Coraggio Italia)
  • Raffaele Baratto (Coraggio Italia)
  • Marco Marin (Coraggio Italia)
  • Guido Germano Pettarin (Coraggio Italia)
  • Cosimo Sibilia (Coraggio Italia)
  • Simona Vietina (Coraggio Italia)
  • Elisabetta Ripani (Coraggio Italia)
  • Stefano Mugnai (Coraggio Italia)
  • Michaela Biancofiore (Coraggio Italia)
  • Claudio Pedrazzini (Coraggio Italia)
  • Giorgio Silli (Coraggio Italia)
  • Vittorio Sgarbi (Misto)
  • Alessandro Sorte (Misto)
  • Gaetano Quaglieriello (Misto)
  • Alessandrina Lonardo (Misto)
  • Mariarosaria Rossi (Misto)
  • Andrea Causin (Misto)
  • Raffaele Fantetti (Misto)
  • Paolo Romani (Misto)
  • Massimo Vittorio Berutti (Misto)
  • Stefano Benigni (Misto)
  • Antonino Minardo (Lega)
  • Benedetta Fiorini (Lega)
  • Laura Ravetto (Lega)
  • Antonino Germanà (Lega)
  • Maurizio Carrara (Lega)
  • Federica Zanella (Lega)
  • Davide Bendinelli (Italia Viva)
  • Donatella Conzatti (Italia Viva)
  • Galeazzo Bignami (Italia Viva)
  • Francesco Scoma (Italia Viva)
  • Vincenzo Carbone (Italia Viva)

Nel futuro di Forza Italia è difficile guardare perché alla fine della Legislatura ne uscirà sicuramente indebolito, non solo per l'emorragia interna agli eletti, ma anche perché i numeri dei consensi mettono il partito in un ruolo di stampella del vincitore della maglia da leader fra Meloni e Salvini. Questo per un patto non scritto interno al centrodestra che vede il candidato a Presidente del Consiglio il leader del partito più votato. Anche per questo la federazione: un modo per recuperare potere da parte di Forza Italia che, da una parte offre a Salvini l'opportunità di mettere all'angolo Fratelli d'Italia e dall'altra consente a Silvio Berlusconi di liberarsi di una serie di dirigenti a lui non più graditi

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