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Lunedì, 6 Dicembre 2021
realpolitik

Non sciolgono più Forza Nuova?

Sembrava che fosse una battaglia all’ultimo sangue, un'urgenza. Invece, forse, non se ne farà nulla a stretto giro di posta: ecco perché c'è chi parla di "marketing politico"

Le mozioni sono state approvate, sembrava che fosse una battaglia all’ultimo sangue, un'urgenza. Invece, forse, non se ne farà nulla a stretto giro di posta. Perché lo scioglimento di Forza Nuova rischia di non concretizzarsi? Iniziamo dai fatti.

Passano entrambi al Senato sia l'odg unitario di Pd, M5S, Iv e Leu che chiede al governo lo scioglimento di Forza Nuova, sia la mozione del centrodestra che chiede un impegno a contrastare tutte le forze eversive. Nel caso dell'odg unitario hanno votato a favore Pd, M5S, Iv e Leu mentre Lega e Fi si sono astenuti e Fdi ha votato contro. Sulla mozione del centrodestra, invece, ad astenersi sono stati Pd, M5S, Iv e Leu. Si sono registrati solo due voti contrari quello del dem Andrea Marcucci e di Sandro Ruotolo del Misto. Entrambe le votazioni sono avvenute per alzata di mano.

"Passa al Senato mozione di Pd-M5S-Leu per lo scioglimento di Forza Nuova e altre organizzazioni fasciste. Astenuti Forza Italia e Lega. Contraria Meloni. E’ evidente che una destra che non recide i legami con il neofascismo non è adatta a governare. Oggi l’ennesima conferma". Così il coordinatore di Art.1, Arturo Scotto, su Twitter. In realtà più che un'accelerata, è stata la conferma di una mezza frenata.

Non è una vera e propria retromarcia

Non è una vera e propria retromarcia, certo, ma con la trasformazione delle mozioni che chiedevano lo scioglimento di Forza nuova e delle organizzazioni politiche di matrice fascista in un odg, la linea dura giocoforza si ammorbidisce secondo la Stampa. E' un'operazione di realpolitik quella attuata da Pd, Leu, Psi, M5s, Iv e delle Autonomie al Senato, che nel testo presentato in sostituzione delle mozioni si "impegna il governo a valutare le modalità per dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente, adottando i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Fn e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione fascista, artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana".

La mozione del Pd, così come quella depositata dal M5S con lo stesso dispositivo, impegnava invece il "Governo a dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente, adottando i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana".

L'odg essendo un atto parlamentare di indirizzo rivolto al governo, in pratica si riallinea alle norme previste nell'articolo 3 della cosiddetta Legge Scelba del 20 giugno 1952 che vieta la ricostruzione dei partiti di ispirazione fascista. "Qualora - recita il testo della legge Scelba - con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il ministro per l'Interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell'associazione o movimento. Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell'art. 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell'art. 77 della Costituzione".

Lo scioglimento di Forza Nuova

Forse davvero non ha tutti i torti chi parla di "marketing politico - come scrive oggi la Stampa -  Le mozioni del Senato su Forza Nuova alla fine si annacquano e diventano inoffensive. La via d’uscita di una maggioranza che sulle sorti di Forza Nuova pareva dovesse implodere, è così un generico rinvio al governo affinché adotti 'i provvedimenti di sua competenza – come è scritto nella mozione unitaria del centrosinistra – per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista'. Nella versione del centrodestra, invece, sono 'ogni misura prevista dalla legge per contrastare tutte, nessuna esclusa, le realtà eversive che intendano perseguire il sovvertimento dei valori fondamentali dell’ordinamento costituzionale'. A sinistra non c’è più la perentorietà ostentata fino a qualche giorno fa".

Solo pochi giorni fa parte della maggioranza spingeva per procedere allo scioglimento senza attendere le sentenze della magistratura, e per decreto del Cdm. Possibile, ma solo in casi di eccezionale gravità. Lo scioglimento per decreto d’urgenza non è mai stato applicato dal 1946 a oggi.

Ceccanti (Pd): "Non è uno scolorimento delle mozioni originarie"

"Ieri è accaduta un'incredibile distorsione comunicativa: è passato un messaggio del tutto infondato in termini di diritto parlamentare. Non è ben chiaro chi abbia diffuso per primo questa tesi priva di basi reali. Al Senato c'erano 4 mozioni diverse dei gruppi di centrosinistra sullo scioglimento di Forza Nuova che sono state unificate in un testo chiamato, ai sensi del Regolamento del Senato, 'ordine del giorno'". Così Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in commissione Affari Costituzionali alla Camera. "E' stato interpretato come uno scolorimento delle mozioni originarie, ma in realtà il grado di vincolo è esattamente lo stesso (sono testi di indirizzo che vincolano solo politicamente, senza conseguenze giuridiche automatiche, ordine del giorno è il nome della mozione fusa) e il contenuto è identico a quello originario (si richiede lo scioglimento, lasciando al Governo la scelta dei tempi e dei modi tra i due possibili nella legge Scelba, decreto-legge più o meno immediato o decreto ministeriale dopo una sentenza; anche lì però c'è chi aveva sbagliato dicendo che nella mozione c'era scritto solo decreto-legge, che in realtà nel testo non c'è e non c'era)". "In ogni caso l'errore non si potrà ripetere oggi: alla Camera si chiama mozione, è unica e i contenuti sono sempre quelli. La distorsione sarà durata solo dodici ore".

"Non vi è alcun passo indietro sulla nostra richiesta di scioglimento di Forza Nuova. Lo dico con la massima chiarezza possibile rispetto a fantasiose interpretazioni che leggo in giro" scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta. 

Fatto sta che che le mozioni e gli ordini del giorno danno "solo" un indirizzo politico al governo che - come avrebbe lasciato intendere il premier Draghi - propende per l’interpretazione della legge Scelba che vede l’esecutivo valutare le modalità di scioglimento in seguito a un pronunciamento della magistratura. Che non c’è.

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