La Francia richiama l'ambasciatore: "Dall'Italia attacchi e ingerenze inaccettabili"

Parigi reputa "senza precedenti" la situazione che si è venuta a creare all'indomani dell'incontro tra i vertici del Movimento 5 stelle e alcuni rappresentati dei gilet gialli. Ma la crisi diplomatica nasce ben più lontano

Rapporti tesi tra Italia e Francia negli ultimi mesi

Il governo francese ha deciso di richiamare l'ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, per consultazioni, alla luce di una situazione che Parigi reputa "senza precedenti".

L'ambasciatore francese tornerà a Roma solo una volta che "da parte italiana ci sarà stata un'azione chiara per ripristinare il rapporto di amicizia tra i due Paesi". Lo riferisce l'Adnkronos da fonti informate che sottolineano come l'incontro di Luigi Di Maio con alcuni rappresentanti dei gilet gialli sia stata "solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso".

Lo si legge in una nota della portavoce del ministero degli Esteri di Parigi. È la prima volta dalla seconda guerra mondiale che accade e a questo punto possiamo dire che è il punto più basso nelle relazioni tra i due paesi dalla dichiarazione di guerra del 1940.

"La campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto per ogni popolo o la sua democrazia. Tutti questi atti creano una situazione seria che mette in discussione le intenzioni del governo italiano nei confronti della sua relazione con la Francia".

La Francia invita l'Italia ad agire per ripristinare il rapporto di amicizia e rispetto reciproco, in linea con la nostra storia e del nostro destino comune".

"La Francia e l'Italia sono unite da una storia comune - esordisce la dichiarazione della portavoce del Quai d'Orsay - condividono un destino. Hanno costruito insieme l'Europa e hanno operato per la pace. La Francia è profondamente legata a questa relazione d'amicizia che alimenta cooperazioni in tutti i settori e una vicinanza tra i nostri popoli. L'amicizia franco-italiana è più che mai indispensabile per accettare le sfide che sono le nostre nel XXI secolo".

Nel comunicato del ministero degli Esteri di Parigi ribadisce che "le ultime ingerenze costituiscono una provocazione supplementare e inaccettabile" e "violano il rispetto dovuto alla scelta democratica fatta da un popolo amico ed alleato". Esse "violano il rispetto che deve esistere tra governi democraticamente e liberamente eletti".

"È una manifestazione di malumore" spiega il ministro francese degli Affari europei, Nathalie Loiseau, all'emittente FranceInfo. "Abbiamo chiesto al nostro ambasciatore di tornare a Parigi per consultazioni, per alcuni giorni, perché c'è stato un comportamento da parte di un membro del governo italiano che abbiamo ritenuto insolito, ostile e che viene dopo una serie di dichiarazioni ufficiali italiane".

Francia, Quirinale: "Grande preoccupazione"

Grande preoccupazione suscita nel Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la situazione creatasi nei rapporti con la Francia, dopo il richiamo dell'ambasciatore transalpino. Fonti qualificate del Quirinale sottolineano che l'auspicio del Capo dello Stato, appena rientrato a Roma dalla visita in Angola, è che si ristabilisca immediatamente un clima di fiducia con i Paesi amici e alleati.

Un obiettivo che richiede la considerazione dei reciproci interessi nazionali e il pieno rispetto delle dinamiche istituzionali di ciascun Paese. Mattarella, ribadiscono le stesse fonti, sostiene quindi con forza la necessità di difendere e preservare i consolidati e preziosi rapporti di amicizia e collaborazione con la Francia.

Moavero: "Dossier Francia al rientro di Conte"

Il ministro degli Esteri Enzo Moavero assicura: "La difesa e il confronto sui rispettivi interessi e punti di vista, nonché il dibattito politico per le prossime elezioni per il Parlamento Europeo, non possono incidere e non incideranno sulle solide relazioni che ci uniscono da decenni". Moavero lo spiega parlando da Montevideo, dove partecipa alla riunione del Gruppo di Contatto sul Venezuela.

"Al rientro a Roma del presidente del Consiglio dalla missione all'estero sono certo che verrà esaminata, con la massima attenzione, la decisione del Governo francese di richiamare a Parigi per consultazioni l'ambasciatore Christian Masset. Francia e Italia sono nazioni alleate e profonda è l'amicizia fra i due popoli".

Di Maio rivendica incontro con gilet gialli: "Pienamente legittimo"

"Il mio incontro come capo politico del Movimento 5 Stelle, con esponenti dei Gilet Gialli e con alcuni candidati della lista Ric è pienamente legittimo". Il vicepremier e ministro Luigi Di Maio rivendica "il diritto di dialogare con altre forze politiche che rappresentano il popolo francese" in un lungo post su Facebook.

"Così come En Marche, il partito di governo francese, è alleato in Europa con il Pd, partito d'opposizione in Italia - scrive Di Maio - così il Movimento 5 Stelle incontra una forza politica di opposizione al Governo francese (Ric). Sono europeista. Ed essere in un'Europa senza confini, significa libertà anche per i rapporti politici non solo per lo spostamento delle merci e delle persone".

"Per me quell'incontro non rappresenta una provocazione nei confronti del governo francese attuale, ma un importante incontro con una forza politica con cui condividiamo tante rivendicazioni a partire dall'esigenza della democrazia diretta per dare maggiori poteri ai cittadini".

M5s: "Parigi provoca, non siamo sudditi"

I senatori M5S della commissione Affari esteri di Palazzo Madama prendono le difese di Di Maio: "Dalla Francia al Venezuela, il principio di non-ingerenza è sacro per il Movimento 5 Stelle. Come ha spiegato Luigi Di Maio, è del tutto legittimo che esponenti di un governo abbiano un dialogo con forze politiche di opposizione di un altro Paese, come sono i 'gilet gialli' che si sono costituiti nella lista Ric".

"Nessuno, lo scorso fine settembre, ha invocato una crisi diplomatica con Parigi quando Macron ha firmato con il capo dell'opposizione italiana Matteo Renzi un manifesto 'contro i populismi'"

Salvini: "Pronto ad incontrare Macron"

"Oggi abbiamo un piccolissimo problema con la Francia, si sono offesi". Lo dice, tra gli applausi in Abruzzo il vicepremier e ministro Matteo Salvini. "Io non voglio litigare con nessuno, però negli ultimi due anni, al confine tra Italia e Francia, i signori generosi e accoglienti ci hanno rispedito 60mila immigrati e da decenni ospitano 15 terroristi che dovrebbero essere in galera in Italia".

"La smettano di ospitare questi delinquenti, la smettano di rispedirci indietro i clandestini e torneremo a parlare con tutti. Faccio bene? La risposta ai francesi arriva da questa piazza".

Il ministro dell'Interno dopo che la Francia ha richiamato l'ambasciatore a Roma si era detto disponibile a incontrare il presidente Macron e il governo francese "sederci a un tavolo e affrontare, per quanto riguarda le mie competenze, tre questioni fondamentali".

"Stop con i respingimenti alle frontiere, risultano essere oltre 60 mila dal 2017 a oggi compresi bambini e donne abbandonate nei boschi; stop con terroristi italiani, una quindicina, condannati ma che fanno la bella vita con residenza in Francia e basta, infine, danneggiare i nostri lavoratori pendolari che sono letteralmente vessati ogni giorno alle frontiere francesi da controlli che durano ore. Noi siamo pronti e disponibili con spirito costruttivo a voltare pagina per il bene del nostro popolo".

Francia - Italia: un anno ad alta tensione

Il richiamo dell'ambasciatore a Roma, Christian Masset arriva al culmine di una tensione diplomatica sull'asse Roma-Parigi, che il 21 gennaio scorso aveva visto la convocazione al ministero degli Esteri francese della nostra ambasciatrice a Roma, Teresa Castaldo, dopo le parole del vice premier Luigi Di Maio sulla 'moneta coloniale'.

Il "franco coloniale"

Il capo politico del M5s, durante una manifestazione del M5S in Abruzzo, aveva affermato che "la Francia continua ad avere delle colonie di fatto, con il franco". Parigi, secondo il ministro, usa tali risorse "per finanziare il suo debito pubblico" e parallelamente "indebolisce le economie di quei paesi da dove, poi, partono i migranti". Dichiarazioni che il Quai d'Orsay, ricevendo l'ambasciatrice, aveva definito "inaccettabili".

L'incontro con i gilet gialli

Le tensioni delle ultime ore - con le dichiarazioni di ieri della portavoce del ministero per gli Affari europei, che aveva definito "una provocazione inaccettabile" l'incontro del giorno prima tra Di Maio e una delegazione di gilet gialli a sud di Parigi - costituiscono il nuovo capitolo di un rapporto che, dallo scorso anno, è stato condizionato da un confronto spesso aspro sul tema dell'immigrazione.

Il caso Bardonecchia

A marzo era esploso il primo caso Bardonecchia, legato agli sconfinamenti contestati agli agenti francesi che si sono ripetuti anche in autunno.

"A seguito di quanto accaduto a Bardonecchia nella serata di venerdì 30 marzo, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha immediatamente chiesto spiegazioni alle autorità francesi, sia tramite l'Ambasciata di Francia a Roma, sia tramite la nostra Ambasciata a Parigi", spiegava un anno fa la Farnesina. "Non avendo ricevuto alcuna giustificazione per il grave atto (considerato del tutto al di fuori della cornice della collaborazione tra Stati frontalieri), si è deciso di convocare oggi pomeriggio, alla Farnesina, l'ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset", aggiungeva il ministero degli Esteri.

macron conte bruxelles-2

All'epoca, "il Direttore Generale per l'Unione Europea, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha rappresentato all'ambasciatore la ferma protesta del Governo italiano per la condotta degli agenti doganali francesi, ritenuta inaccettabile e ha manifestato, al contempo, disappunto per l'assenza di risposte alle nostre richieste di spiegazioni".

La tensione sull'Aquarius

A giugno, invece, i toni si sono alzati in relazione alla vicenda che ha coinvolto la Aquarius. La nave, dopo la chiusura dei porti italiani, ha attraccato a Valencia. La posizione del governo italiano è stata criticata in Francia ai più alti livelli.

Il 13 giugno, quindi, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato alla Farnesina l'ambasciatore Masset e, data la sua assenza da Roma, ha ricevuto l'Incaricata d'Affari, Claire Anne Raulin. Moavero, come ha spiegato la Farnesina, nella circostanza "ha comunicato che il governo italiano considera inaccettabili le parole usate nelle dichiarazioni pubbliche rese" il 12 giugno "a Parigi, anche a livello governativo, sulla vicenda della nave Aquarius. Il ministro Moavero ha chiarito che simili dichiarazioni stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia".

Nella nota, venivano stigmatizzati i toni "ingiustificabili, tenuto conto che da molti mesi ormai il nostro Paese ha pubblicamente denunciato l'insostenibilità dell'attuale situazione di latitanza di un approccio coordinato e coeso a livello europeo circa la gestione dei flussi migratori, rispetto ai quali l'Italia non si è mai tirata indietro".

Richiamo dell'ambasciatore: il precedente

Il richiamo dell'ambasciatore francese non ha precedenti storici nel dopoguerra. Bisogna dunque tornare indietro nella storia all'11 giugno del 1940, quando l'allora ambasciatore francese André Francois Poncet lasciò Roma per far ritorno in patria.

Il giorno prima il ministro degli Esteri italiano Galeazzo Ciano lo aveva convocato per consegnarli la dichiarazione di guerra. Ex ambasciatore nella Germania nazista, Poncet arrivò come ambasciatore a Roma nel 1938 e si impegnò per evitare l'ingresso in guerra dell'Italia. A questo fine si era adoperato per stringere stretti rapporti con Ciano. Del loro ultimo incontro rimane, rimase il commento della "coltellata alle spalle" che pronunciò Poncet dopo aver ricevuto la dichiarazione di guerra.

Meloni: "Rapporto compromesso dal 2011"

"La Francia ha compromesso il rapporto di amicizia con l'Italia nel 2011 quando ha mosso guerra alla Libia per cancellare gli accordi di approvvigionamento energetico siglati tra Italia e Libia". Lo dichiara il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

"Dopo 7 anni di ingerenze, acquisizioni predatorie dei nostri asset strategici e atti ostili nei nostri confronti, la Francia si sarebbe dovuta aspettare una perdita di simpatia e di credibilità da parte dei cittadini e delle forze politiche italiane. Fratelli d'Italia si augura che il richiamo dell'ambasciatore francese possa segnare la fine della logica di potenza regionale tenuta da Parigi, strategia indegna del processo di integrazione europea".

Il video del fuorionda Conte-Merkel a Piazzapulita

Per spiegare il difficile rapporto tra Italia e Francia non va dimenticato l'ormai noto video del fuorionda del premier Giuseppe Conte che conversa con il cancelliere tedesco Angela Merkel durante il world economic forum di Davos.

Nel filmato si sente ancora la Merkel che domanda a Conte "qual è il focus dei 5stelle?". Lui replica: "Nella campagna elettorale ora ci sono molti nel partito che dicono 'il nostro amico è la Germania e quindi dobbiamo fare la campagna contro la Francia!'. La cancelliera ride, poi risponde: "E' un approccio molto semplicistico!". "Io penso che sarà... siamo all'inizio", dice Conte. Merkel chiede ancora: "Quindi Salvini è contro Francia e Germania e Di Maio è contro la Francia?". E Conte conclude: "Salvini è contro tutti".

L’Italia spiegata alla Germania. Il dialogo tra il premier a Giuseppe Conte e la cancelliera Angela Merkel a Davos. Salvatore Gulisano.

Conte a Merkel: "Dobbiamo fare la campagna contro la Francia"

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Commenti (7)

  • Imparassero a fasse er bidè, sti franzosi

  • ma cosa sta succedendo

  • macron:coion!

  • Ma che faccia o feccia di c....

  • Se lo tengano pure, il loro ambasciatore...

  • i soliti francesi merdosi

  • In che mani stiamo.

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