Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

Movimento 5 stelle, che cosa c'è dietro la "fuga" di alcuni senatori verso la Lega

Sempre più evidente la divisione tra i parlamentari della prima ora e quelli che non hanno mai fatto militanza. Di Maio: "Mercato delle vacche". Il confronto interno sarà inevitabile e il risultato del voto in Emilia Romagna e Calabria segnerà il momento della verità

Il leader M5s in una foto Ansa

Le ormai certe defezioni nel gruppo pentastellato al senato segnano uno dei momenti più complicati nella storia recente del Movimento 5 stelle. "Scendo da un bus su cui c'era scritto Palermo e invece va a Como: la direzione è completamente sbagliata" ha detto il senatore Ugo Grassi (M5s) che ieri ha votato in dissenso dal gruppo sulla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte, parlando con i cronisti.

A Luigi Di Maio che dice "mercato delle vacche, mi auguro che a questo mercato non partecipi nessuno", Grassi replica così: è "volgare" parlare di poltrone, Di Maio "preferisce toni che io non utilizzo. Io parlo di politica. Il parlamentare non è una poltrona ma una persona che rappresenta la nazione, un ruolo importante che è stato mortificato. Io mi aspettavo ben altro". Grassi non annuncia il passaggio alla Lega, come ipotizzato da molti, ma ammette che "nella precedente esperienza di governo mi sono accorto che con i leghisti è possibile svolgere un dibattito politico, la Lega è in grado di intrattenere un dialogo politico".

Anche il senatore Stefano Lucidi lascia il Movimento 5 stelle. "Ho deciso, me ne vado: tra poche ore - dice al Messaggero - sarà tutto chiaro, molto chiaro". Non teme le critiche per la scelta di passare alla Lega: "So che sarò massacrato da tutti ma non ho paura".

I senatori Ugo Grassi e Francesco Urraro, apprende l'Adnkronos, ieri sono andati a cena con un gruppo di colleghi leghisti in un ristorante a pochi passi da Palazzo Madama. Colloqui tra colleghi, non tra compagni di partito (per il momento).

Che cosa sta succedendo nel Movimento 5 stelle?

Che cosa sta succedendo nel Movimento 5 stelle? Allo stato attuale delle cose in tre, a Palazzo Madama, potrebbero passare alla Lega. Ma c'è qualcuno che ipotizza che i nomi possano essere cinque. Solo voci, fin quando non ci saranno annunci ufficiali.

Il fatto è che appare sempre più evidente come ci sia una sorta di divisione all'interno del M5s tra i parlamentari della prima ora e quelli che invece non hanno mai fatto militanza. Gianluigi Paragone ieri ha votato contro la risoluzione di maggioranza ma non lascerà il M5s.  Ed è un segnale importante. Paragone è considerato vicino ad Alessandro Di Battista: tra i due c'è sempre stata sintonia e la decisione di Paragone di stare dentro al Movimento significa secondo il Giornale che l'ala movimentista "sta sempre col fucile puntato". Per adesso la linea governista "ha prevalso, grazie al voto sul Mes, alla conferma del candidato Aiello in Calabria (come chiedeva il capo politico) e all'elezione, dopo due mesi, del nuovo capogruppo alla Camera, Davide Crippa". Ma la pace sembra fragile.

M5s, possibile resa dei conti dopo le regionali 2020

La manovra è in sicurezza, il governo non è sull'orlo di una crisi e il Movimento 5 stelle è sempre più il movimento di Luigi Di Maio.  Ci sono tanti parlamentari ormai palesemente insofferenti della gestione attuale, altri "responsabili" non lo mettono per ora in discussione ma chiedono al leader di aprire un vero confronto interno. Il confronto interno sarà inevitabile a inizio 2020, e il risultato del voto in Emilia Romagna e Calabria segnerà con ogni probabilità il momento della verità.

In Emilia Romagna il M5s riuscì a far eleggere il primo sindaco di un capoluogo di provincia (Pizzarotti a Parma nel 2012). Otto anni più tardi, in caso di risultato negativo alle regionali, proprio dall'Emilia potrebbe partire una nuova fase nella storia pentastellata. Fase nella quale dovrebbe avere un ruolo di primo piano Alessandro Di Battista, ormai pronto a tornare in scena.

Paradosso Movimento 5 stelle: mai così lacerato, ma Di Maio cade sempre in piedi 

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