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Lunedì, 15 Aprile 2024
Il vertice a Roma

Il timido accordo sul clima al G20

Nella giornata conclusiva del summit trovata l'intesa sull'emergenza climatica. L'obiettivo emissioni zero sarà raggiunto "entro o intorno a metà secolo". I Paesi del G20 termineranno entro l'anno i finanziamenti a nuove centrali a carbone

È stato raggiunto al G20 di Roma l'accordo sulla dichiarazione finale, compreso il capitolo più annoso sul clima, che conferma a 100 miliardi lo stanziamento ai Paesi più fragili per affrontare nei prossimi anni la sfida della transizione ecologica. L'obiettivo emissioni zero, portando a compimento il processo di decarbonizzazione, sarà raggiunto "entro o intorno a metà secolo". Questa la formula che figura nella dichiarazione conclusiva (qui il testo integrale). Il tetto al surriscaldamento del pianeta nel documento finale resta inoltre fissato a 1,5 gradi. In sostanza, i leader dei principali Paesi sviluppati hanno ribadito di voler rispettare gli accordi di Parigi sul contrasto al cambiamento climatico, ma senza scadenze più stringenti. Un accordo timido, limitato. I leader continueranno comunque i negoziati alla Cop26, la conferenza sul clima organizzata dall'Onu a Glasgow, in Scozia. I Paesi del G20 termineranno entro l'anno i finanziamenti a nuove centrali a carbone.

G20, accordo sul clima: tetto massimo di 1,5 gradi per il riscaldamento globale

Nella dichiarazione finale del G20 la formula scelta è "metà secolo" per l'obiettivo di "carbon neutrality" e non il 2050 come auspicato da alcuni Paesi del G20. Il compromesso sarebbe stato raggiunto per venire incontro alla situazione di diversità tra i Paesi, alcuni dei quali hanno ancora bisogno del carbone. Con questa dichiarazione finale, si spiega, si punta ad un obiettivo comune ma con un po' di flessibilità per tenere in considerazione le diverse situazioni.

Anche l'obiettivo comune di una riduzione del target da 2 a 1,5 gradi per il riscaldamento globale resta confermato, così come l'impegno per portare al finanziamento climatico a 100 miliardi. Nella dichiarazione finale c'è l'accordo anche sui vaccini e sulla solidarietà ai Paesi del sud e africani, oltre che sulla global minimum tax. I leader del G20 si impegneranno per garantire l'accesso tempestivo, equo e universale a vaccini sicuri ed efficaci, in particolare ai Paesi a basso e medio reddito, e confermando l'obiettivo di vaccinare almeno il 40% della popolazione mondiale nel 2021, e il 70% entro la fine del 2022.

Le parole di Draghi

"La crisi climatica è il problema decisivo dei nostri tempi. Mette in pericolo il nostro sostentamento, minaccia la nostra prosperità, mette a rischio il nostro futuro. Con lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento del livello del mare e gli eventi meteorologici estremi che si verificano sempre più frequentemente, ci troviamo di fronte a una scelta semplice. Possiamo agire ora o pentircene in seguito". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, rivolgendosi ai leader del G20 in apertura della seconda e ultima giornata di lavori del vertice.

"Con l'accordo di Parigi, ci siamo impegnati ad affrontare collettivamente il riscaldamento globale. Ma i passi in avanti che abbiamo intrapreso da allora si sono rivelati insufficienti. Gli scienziati ci dicono che con le politiche attuali le conseguenze del cambiamento climatico per l'ambiente e la popolazione mondiale saranno catastrofiche. Il costo dell'azione, per quanto alto possa sembrare - è banale rispetto al prezzo dell'inerzia", ha aggiunto Draghi. "Ieri ho affermato che le questioni globali più urgenti richiedono una risposta multilaterale. La lotta al cambiamento climatico coinvolge, letteralmente, il mondo intero. Restiamo uniti, nel successo e nel fallimento. E, come G20, abbiamo la responsabilità di mostrare leadership e guidare il mondo verso un futuro più sostenibile", ha concluso Draghi.

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