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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Il summit

Il G20 a Roma: le "tre P" e cosa aspettarsi dal vertice italiano

In una capitale blindata si tiene il primo summit sotto la presidenza italiana. Clima ed energia i nodi principali. Tra i temi anche pandemia e questione afghana. Cosa c'è da sapere

I "grandi" della Terra si riuniscono, con il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi a fare da padrone di casa. Il vertice del G20 quest’anno si tiene, per la prima volta dalla sua nascita nel 1999, in Italia, a Roma, il 30 e il 31 ottobre, sotto la presidenza italiana. Riunisce 20 Paesi che, insieme, rappresentano il 60% della popolazione mondiale, il 75% del commercio globale e oltre l’80% del Pil internazionale.

Il G20 del 2021 a Roma

Partecipano i capi di Stato e di governo dei singoli Stati e i presidenti di Commissione europea e Consiglio europeo per l’Ue, quest’anno quindi rappresentati da Ursula von der Leyen e Charles Michel. Il vertice finale rappresenta il punto di arrivo di una serie di incontri svolti durante tutto l’anno di riferimento attraverso riunioni ministeriali, gruppi di lavoro, incontri a cui partecipano anche rappresentanti di attori sociali rilevanti per i temi in discussione. Palazzo Chigi ha rilanciato i numeri ufficiali dell’anno di presidenza italiana del G20. Nel 2021 si sono svolti 175 eventi, 62 riunioni dei gruppi di lavoro, 60 riunioni del finance track, 20 riunioni ministeriali, 8 "engagement group" e due riunioni dei leader su Afghanistan e salute.

Le riunioni quest’anno si tengono al Roma Convention Center-Nuvola di Fuksas, nel quartiere romano dell’Eur, area che è già stata dichiarata dal governo italiano “di massima sicurezza”, dove è stata “delimitata una zona rossa” attorno alle sedi del vertice per motivi di ordine pubblico. L’Italia ha organizzato i lavori seguendo tre pilastri: persone, pianeta e prosperità. Nel corso dell’anno ai temi già in calendario (Covid-19, ambiente, energia, diritti, commercio globale, lotta alla povertà) si è aggiunto quello dell’Afghanistan, riconquistato dopo vent’anni dai talebani, saliti al potere con la presa di Kabul lo scorso 15 agosto.

L’Italia detiene la presidenza del G20 dal 1° dicembre 2020, dopo la fine dell’esperienza saudita, culminata nel vertice virtuale, causa pandemia, di Riad del 21 e 22 novembre dello scorso anno. Al momento del passaggio di mano tra Arabia Saudita e Italia, il premier in carica era Giuseppe Conte a cui il 13 febbraio 2021 è succeduto Mario Draghi. Un ulteriore banco di prova politico importante per il tecnico ex presidente della Banca Centrale Europea per la tenuta della credibilità italiana come leader internazionale. Tra gli sforzi messi in campo dal presidente del Consiglio in questa ottica c'è stato il tentativo di coinvolgere tutte le potenze mondiali nei dibattiti su temi divisivi, come la sfida ambientale e la situazione afghana, mediando tra divergenze di Paesi come “il blocco occidentale” da un lato - Unione Europea e Stati Uniti in primis - e Russia e Cina dall’altro.

I temi del G20: le tre P

Il vertice romano si articolerà principalmente intorno alle discussioni sui temi che la presidenza italiana riassume nelle “tre P”: persone, pianeta e prosperità. Al centro del primo ambito, gli effetti che la pandemia da Covid-19 ha avuto sugli equilibri economici e sociali del mondo. L’obiettivo è quello di ridurre le disuguaglianze globali rese ancora più evidenti dalla la crisi sanitaria, cercando vie per tutelare le fasce di popolazione più vulnerabili - donne, giovani e lavoratori precari - lavorando su temi come l’accesso all’istruzione e le disparità di opportunità e condizioni di vita nei diversi Paesi del mondo. Centrale il tema dei vaccini contro il coronavirus, con Paesi che hanno ormai raggiunto alte soglie di popolazione già immunizzata e vaste aree del mondo dove invece solo poche fasce sono state vaccinate.

Altro tema centrale per il G20 è quello della crisi ambientale. Il vertice di Roma si pone come ulteriore appuntamento di fondamentale importanza nel percorso verso la Cop26. Al G20 Interfaith Forum dello scorso settembre, Draghi ha sottolineato come i Paesi partecipanti al vertice siano responsabili “di circa quattro quinti delle emissioni globali”, ma che gli effetti dei cambiamenti climatici si riversano in modo particolare “sugli Stati più poveri. Nove dei dieci Stati più colpiti da eventi meteorologici estremi tra il 1999 e il 2018 non sono infatti economie avanzate. Questi Paesi hanno beneficiato meno di altri del nostro modello di sviluppo, ma ne sono le principali vittime”.

Nell’incontro su ambiente, clima ed energia che si è tenuto a Napoli, il 13 e il 14 settembre scorso, Draghi ha ricordato che “il G20 ha riaffermato l'impegno a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi e a raggiungere zero emissioni nette entro il 2050”, oltre che a “raccogliere finanziamenti pari a almeno 100 miliardi di dollari l'anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo nella transizione ecologica”.

Terzo grande ambito di lavoro del G20 è quello della “prosperità”, ossia come risolvere la crisi economica che, trainata dagli effetti della pandemia, ha colpito molti Paesi del mondo. Di nuovo, parlando ai presidenti dei Parlamenti, Draghi ha sottolineato come “la ripresa sia ancora fragile e disomogenea, anche a causa della diversa intensità nelle risposte di politica economica alla crisi”. I Parlamenti “possono fare la loro parte, promuovendo provvedimenti che rilancino gli investimenti, rimuovano ostacoli alla crescita e aiutino economicamente i Paesi più fragili. Dobbiamo impegnarci, tutti insieme, per una ripresa dell'economia globale sostenuta, durevole, e che non lasci indietro nessuno”.

E si discute della questione afghana. Da subito la presa del potere dell’Afghanistan da parte dei talebani si è dimostrata ulteriore motivo di divisione tra le potenze mondiali. Alcuni Paesi, come Russia e Cina, ne hanno subito riconosciuto la legittimità come attori internazionali. Altri, come gli Stati europei, si sono mostrati più restii a farlo, soprattutto per la complicata questione del rispetto dei diritti umanitari, in primo luogo quelli delle donne.

Un G20 straordinario solo sull’Afghanistan si è tenuto lo scorso 12 ottobre. In quell’occasione, Draghi ha detto che la sensazione degli Stati del vertice è che “questa sia una vera crisi, una colossale crisi umanitaria, quindi la necessità di agire è immediata”. Gli sforzi del G20, secondo Draghi, dovranno essere quelli di “ricostruire le istituzioni, perché il governo talebano non ha mostrato capacità amministrative straordinarie”, inviare nel Paese dosi di vaccini anti Covid-19, scongiurare il rischio terrorismo e organizzare corridoi umanitari per chi lascia l’Afghanistan.

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