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Venerdì, 27 Maggio 2022
Politica Genova

G8 di Genova, nuova condanna di Strasburgo: "A Bolzaneto fu tortura"

Gli atti commessi dalle forze dell'ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 sono atti di tortura. La Corte europea dei diritti umani ha condannato l'Italia evidenziando anche come non siano state condotte indagini efficaci

La Diaz, Bolzaneto, la morte di Carlo Giuliani: il G8 di Genova del 2001 è passato alla storia come una macchia scura nel profilo internazionale dell'Italia. Una macchia che oggi diventa ancora più scura e deve scontare l'onta della decisione della Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia per gli atti di violenza che sono stati consumati nella caserma Bolzaneto.

Il governo è stato condannato a versare indennizzi che vanno da 10mila euro a 85mila ai ricorrenti. Non è la prima volta che l'Italia viene condannata per i fatti di Genova. Ad aprile 2015 c'era stata la condanna per gli atti commessi dalla polizia con lo sgombero della scuola Diaz. A giugno di quest'anno era venuta un'altra condanna.

Bolzaneto, luglio 2001: tre giorni di vessazioni e abusi 

"Un completo accantonamento dei principi-cardine dello Stato di diritto": così la Corte di Cassazione definì il trattamento riservato dagli agenti di Polizia agli oltre 300 manifestanti portati alla caserma di Genova Bolzaneto, durante il vertice del G8 del luglio 2001.

La caserma fungeva da centro per l'identificazione dei fermati che poi sarebbero stati trasferiti in diverse carceri italiane, ma dalle inchieste è emerso che per tre giorni si trasformò in un luogo di vessazioni e abusi che secondo le vittime sconfinarono nella tortura. Il personale delle forze dell'ordine fu accusato di violenze fisiche e psicologiche e di mancato rispetto dei diritti fondamentali, quali quello a essere assistiti da un legale o di informare qualcuno del proprio stato di detenzione; gli arrestati riferirono inoltre di essere stati costretti a stare ore in piedi, con le mani alzate, senza avere la possibilità di recarsi al bagno, cambiare posizione o ricevere cure mediche. 

Per i giudici di Strasburgo gli atti commessi dalle forze dell'ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 sono atti di tortura. L'Italia è stata condannata anche perché, come ravvisano i giudici, lo Stato non ha condotto un'indagine efficace.

La pronuncia dopo il ricorso presentato da sessantacinque cittadini tra italiani e stranieri. Per tutti è stato riconosciuto il diritto a ricevere tra i 10mila e 85mila euro a testa per i danni morali.

"A Bolzaneto furono commessi atti che sono qualificabili come tortura". Questa la chiara sentenza emessa oggi dalla Corte europea dei diritti umani, alla quale avevano fatto ricorso un gruppo di vittime, contro l'Italia per il trattamento subito dalle persone arrestate e portate al centro temporaneo di Bolzaneto durante il G8 di Genova del 2001. La struttura di detenzione temporanea (con ambulatorio e matricola) messa in piedi nella caserma di Bolzaneto, tra il 12 e il 22 luglio, prese in carico 222 persone, che poi sono state smistate in diversi carceri del nord Italia.

La sentenza della Corte dei diritti umani prende atto che "i tribunali interni hanno stabilito con esattezza, senza ragionevole dubbio i cattivi trattamenti subiti dalle persone presenti all'interno della caserma di Bolzaneto". A partire da queste e da una serie di testimonianze e documenti medici, la sentenza fa una descrizione delle violenze subite da tutti i ricorrenti.

Lo Stato italiano ha violato il loro diritto a non essere sottoposti a maltrattamenti e tortura e si denuncia l'inefficacia dell'inchiesta penale sui fatti di Bolzaneto.

L'Italia è stata condannata anche per le torture subite nel carcere di Asti da due detenuti, nel 2004, da parte di alcune guardie carcerarie.

Continua a leggere: i "fatti di Genova"

Il G8 di Genova del 2001 (Foto ANSA)

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