Venerdì, 24 Settembre 2021
politica estera

Ministro Gentiloni: "Pronti a fermare i terroristi anche con le armi"

Secondo il ministro degli Esteri l'intervento militare contro il terrorismo è possibile, ma "è l'ultima opzione". "Intervenire contro la persecuzione dei cristiani e a sostegno delle minoranze religiose si deve fare in tutti modi e senza escludere l'opzione militare"

ROMA - L'opzione militare contro il terrorismo è possibile, ma prima ci sono ancora diverse opzioni percorribili. Lo ha precisato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, parlando stamattina a Radio Anch'io, dopo che oggi non ha escluso l'ipotesi di intervento militare in un'intervista al Corriere della Sera.

"Nell'ambito di questo fenomeno terroristico c'è anche l'opzione militare. Noi siamo già dentro, perché facciamo parte della coalizione militare anti Daesh (Isis, ndr.)", ha detto Gentiloni. "So benissimo - ha aggiunto - che parlare di opzione militare fa titolo. Noi non dobbiamo anche però immaginare che questa sia l'unica risposta o decisiva".

Il capo della diplomazia ha detto che "per contrastare il mix egoismo e ignavia" che attanaglia l'Occidente rispetto alle stragi contro i cattolici nel mondo, "ci sono tante cose da fare prima: cooperazione economica, aiuto ai rifugiati, collaborazioni tra università". In questo ambito - ha detto ancora Gentiloni - "ci sono tante cose da fare di più e meglio, superando questo atteggiamento che dice prendiamo il bello del mondo attuale e i rischi li teniamo fuori dalla porta chiudendoci a chiave". Quindi, ha proseguito il ministro, "intervenire contro la persecuzione contro i cristiani, contro tutte le intolleranze contro le minoranze religiose. Si deve fare in tanti modi, senza escludere l'opzione militare".

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