Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Terremoto, Gentiloni ringrazia i soccorsi: ma il Senato è tristemente vuoto

L'informativa del premier sull'emergenza in corso nel Centro Italia, tra neve, terremoto e il dramma dell'hotel Rigopiano: ma i senatori sono rimasti a casa. In pochi hanno ascoltato l'intervento

ROMA - L'assemblea del Senato, chiamata questa mattina ad ascoltare il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni che ha riferito sulla situazione di emergenza in Centro Italia, sconvolto dai terremoti e dal maltempo, ha risposto tiepidamente all'impegno. L'emiciclo appare infatti semivuoto e veramente pochi sono i senatori che hanno partecipato al dibattito che segue alle comunicazioni del premier. Moltissime le poltrone vuote, in vari settori dell'aula. Ancora una volta l'immagine che arriva dai palazzi del potere è desolante, nonostante l'importanza dell'intervento del primo ministro che, prima di iniziare il suo discorso, ha voluto esprimere il "commosso cordoglio dell'aula del Senato" ai "nostri concittadini" del Centro Italia, sconvolto dal terremoto e dal maltempo. I pochi senatori presenti si sono alzati in piedi e hanno applaudito. Subito dopo è iniziato l'intervento del premier sulla situazione.

I FONDI PER LA RICOSTRUZIONE - Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha iniziato il suo intervento spiegando che "le risorse per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto ci sono: 4 miliardi nella legge di bilancio e altri ci saranno come ho anticipato personalmente al presidente della commissione europea Jean Claude Juncker". 

UN NUOVO DECRETO - "La prossima settimana vareremo un decreto" ha proseguito Gentiloni. "Nessuno immagini che sarà un ritorno all'indietro. Sarà un passo avanti molto mirato nei suoi obiettivi: cioè a prevenire su alcuni punti, su alcuni gangli decisivi, l'accumulo di ritardi che finora non ci sono stati ma che potrebbero verificarsi. Le risorse ci sono". 

IN LINEA CON RENZI - "Rivendico le decisioni prese dal governo presieduto da Matteo Renzi a partire dalla prima crisi, quella di fine agosto" ha sottolineato, "e penso che bisogna muoversi in continuità con quelle scelte. Abbiamo fatto le scelte giuste e necessarie". Gentiloni ha terminato la sua relazione a Palazzo Madama citando "un grande abruzzese", Ignazio Silone, che "ammoniva con parole amarissime sulle conseguenze del terremoto che era fenomeno abituale nelle sue terre: passata la paura la disgrazia si trasforma in occasione per l'ingiustizia". 

E' nelle nostre mani evitare che, passata la disgrazia, questa si trasformi in ulteriore ingiustizia. Lo abbiamo fatto in tanti luoghi del nostro Paese, lo faremo anche in queste regioni del centro Italia.

IL GRAZIE AI SOCCORRITORI - "Nella nostra memoria - il messaggio di Gentiloni ai soccorritori - rimarranno impresse le immagini delle catastrofi e dei lutti che ci hanno colpito ma rimarranno le immagini anche dei soccorritori, cittadini italiani esemplari" e le "immagini della generosità e del senso del dovere, dello Stato che mobilita tutte le sue energie".

L'HOTEL RIGOPIANO - Quindi, il punto sui soccorsi all'hotel Rigopiano: "Ogni sforzo possibile è stato messo in atto per raggiungere l'hotel colpito dalla slavina" e "salvare vite umane. All'inizio le operazioni sono state ritardate per le condizioni della viabilità e l'impossibilità di usare alcuni mezzi per il rischio slavine ha aggiunto" ma poi "abbiamo raggiunto quel posto anche con le pelli di foca e lavorato con l'ultima generazione di sonde a vapore". Quindi, un altro ringraziamento. Stavolta alla Protezione civile, che "non è di destra o di sinistra è un patrimonio italiano che dobbiamo tenerci stretto".

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