Domenica, 24 Ottobre 2021
Legge elettorale

E alla fine Giachetti mangiò

Il deputato Pd che portava avanti lo sciopero della fame contro il Porcellum ha interrotto il digiuno: "Ora una nuova legge elettorale si può fare". Ma minaccia: "Sono pronto a ricominciare"

ROMA - E dopo sessantotto giorni di digiuno venne il giorno in cui Giachetti mangiò. Il deputato Pd che aveva cominciato lo sciopero della fame il sette ottobre scorso contro la legge elettorale ha annunciato che ha terminato il digiuno di protesta. 

La decisione della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale il Porcellum, gli ha fornito un assist al bacio. "Ora la legge si può fare e stavolta i ricatti di chi minaccia una crisi di governo non attaccano perché i numeri per trovare un nuovo sistema di voto ci sono" ha chiarito il democratico in una conferenza nella sede romana del Pd. 

"Ho sospeso lo sciopero della fame nella speranza che si passi dalle parole ai fatti - ha continuato sotto la sguardo del neo segretario Matteo Renzi, seduto in prima fila - Ma se questo non dovesse avvenire lo riprenderò". 

Nonostante il lungo digiuno, Giachetti ha ancora forze: "Una legge elettorale si deve fare prima del 29 maggio. Sono pronto a ricominciare da capo se questo impegno non viene rispettato".

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