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Lunedì, 20 Maggio 2024
L'intervista

"Fai un figlio e diventi povero, così crolla tutto"

Gli Stati generali della natalità, istituzioni e mondo delle imprese per bloccare l’inverno demografico. Gigi De Palo a Today.it: "La nascita di un figlio è la seconda causa di povertà, serve una fiscalità che tenga conto dei carichi famigliari"

Il paradosso è tutto qui: l’Italia è congelata da un “inverno demografico” che continua a stringere sempre di più la sua morsa. Ma in Italia, "la nascita di un figlio è la seconda causa di povertà. Fai un figlio e diventi povero". Un circolo vizioso che apre a scenari che all’apparenza potrebbero sembrare apocalittici, esagerati. E invece rischiano di diventare drammaticamente reali.

"Serve un piano, altrimenti qui crolla tutto". Gigi De Palo, già assessore del Comune di Roma ed ex presidente del Forum nazionale delle associazioni famigliari, marito e padre di cinque figli, oggi è presidente della Fondazione per la natalità. È al lavoro per gli ultimi ritocchi degli Stati generali: si parla di figli e futuro a Roma, la prossima settimana 11 e 12 maggio, all’Auditorium della Conciliazione. Tra gli ospiti il ministro della famiglia, Eugenia Roccella, quello dell’economia Giancarlo Giorgetti, ma anche il presidente della Cei, cardinale Matteo Maria Zuppi, e il past presidente dell’Istat, Giancarlo Blangiardo.

Perché i numeri sono lo strumento più concreto attraverso il quale fotografare una situazione difficilissima. Nel 2022 in Italia sono nati meno di 400mila bambini, picco negativo mai toccato dall’unità del Paese. I morti sono stati oltre 710mila. "Abbiamo perso una città come Bari. E l’anno prima, una come Firenze", mette in guardia De Palo, che pone l’accento su due fattori da utilizzare come leva per tentare di invertire la rotta: cultura e fisco. "Chi vuole dividere le due cose, sbaglia”. Primo, perché fare un figlio “non è soltanto un fatto privato, ma pubblico. Riguarda tutti". "I figli rappresentano un capitale umano, sociale e lavorativo". Ancora, un "bene prezioso lasciato in eredità alle generazioni future".

gigi de palo

Ma a questo va accompagnata una analisi seria "sull’aspetto economico" che è rilevante. E di fronte al quale è ora di far crollare "scuse e alibi". "L’assegno unico – rileva De Palo – è stato un buon risultato. Ma non basta: non è stato sufficiente a far ripartire le nascite. Servono sostegni più corposi, serve soprattutto una fiscalità che tenga conto dei carichi famigliari".

Da sempre promotore del "fattore famiglia", De Palo riflette sul fatto che in Italia si tassa il reddito ma non si tiene conto della composizione famigliare: una stortura che va superata, così come va superato l’Isee, indicatore della situazione economica, "uno strumento del tutto iniquo, che per di più non viene utilizzato in nessun altro Paese europeo, e che appunto non tiene conto delle dinamiche famigliari".

Alle culle vuote, si aggiunge un altro elemento che contribuisce ad aumentare il crollo demografico: gli italiani "con la valigia". Lo scorso anno se ne sono andati all’estero in oltre 130mila. "Assistiamo ad uno spopolamento da nord a sud del Paese", commenta De Palo, che ribadisce i rischi di questa "trappola demografica", quando al contrario i giovani possono rappresentare "speranza ed energia" nella società e nel mondo del lavoro.

E va contestualmente sviluppata una "via italiana all’immigrazione" che non è una "partita ideologica" ma può rappresentare una opportunità se inquadrata nell’opportuno contesto della "formazione".

Istituzioni, mondo delle imprese, banche: gli Stati generali puntano dunque a riflettere su un tema che deve essere capace di "unire tutto il sistema Paese". A provare a fare "proposte concret" per invertire il trend demografico e ad "immaginare una nuova narrazione della natalità". Partendo da un traguardo concreto: quota cinquecentomila nascite entro il 2023. "Abbiamo dieci anni di tempo: è un obiettivo credibile. Ma serve impegno da parte di tutti e servono risorse. Non abbiamo più alibi".

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