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Martedì, 23 Aprile 2024
Le dichiarazioni

Reti clandestine e squadra Fiore, Meloni: scoprire responsabili e mandanti

La premier torna sullo scandalo dossieraggi a cui Today.it ha dedicato un'inchiesta: "Conosciamo la punta di un iceberg, bisogna andare fino in fondo"

"La punta di un iceberg". Così la premier Giorgia Meloni ha definito lo scandalo "dossieraggi" nell'intervista rilasciata a Roberto Inciocchi per Agorà, su Rai3. Il tema, scoperchiato dall'indagine aperta a Perugia sul caso Striano, è tornato d'attualità dopo l'inchiesta realizzata per Today.it da Fabrizio Gatti che ha svelato i presunti affari di militari ed ex militari, alle dipendenze della Presidenza del consiglio o del ministero della Difesa (la così detta 'squadra Fiore'), che avrebbero sfruttato la loro posizione per accedere alle banche dati dello Stato (qui l'inchiesta completa).

Dossieraggi, Meloni: "Conosciamo la punta di un iceberg"

Interpellata sul caso, la premier si è detta "indignata". "Sono assolutamente convinta che conosciamo la punta di un iceberg - ha spiegato la presidente del consiglio -, più che preoccupata sono molto indignata di qualcosa che aleggiava, abbiamo visto particolarmente in quest'anno le cose a orologeria, le paginate".

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"Penso che bisogna andare fino in fondo" ha proseguito Meloni, "penso che la questione sia molto più ampia, e che ci siano gruppi di potere che hanno utilizzato le informazioni riservate per fare gli interessi propri. Penso che non sia possibile che accada in Italia, bisogna andare fino in fondo, tirare fuori tutti i responsabili e soprattutto i loro mandanti".

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L'obiettivo per le europee e il nodo del premierato

Altro tema urgente sono le prossime europee, per le quali la premier esplicita gli obiettivi fissati per Fratelli d'Italia: "Vittoria per me sarebbe confermare il risultato che mi ha portato al governo".  Il che significa che l'asticella è puntata al 26%: un risultato in linea con i sondaggi, che tuttavia rilevano una flessione.

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"Non sto qui per sopravvivere, resto se posso incidere: devo sapere che sto cambiando qualcosa". E il riferimento al tema del premierato è chiaro: "Non riguarda il presente: questa è una riforma sul futuro della nazione ed è su questo che gli italiani saranno chiamati a decidere che cosa vogliono fare". E aggiunge: il tentativo "della sinistra di schermarsi dietro la benevolenza del presidente della Repubblica" per attaccare la riforma "non regge perché questa riforma costituzionale, in ogni caso, entrerà in vigore nella prossima legislatura. Praticamente, tra una cosa e l’altra, nel 2028. Ora, nel 2028 sono contenta che la sinistra dia per scontato che ci sarà ancora Giorgia Meloni, si vede che non si vedono proprio messi benissimo - ironizza - Ma insomma, non lo darei per scontato. E dico di più: nel 2028 anche il mandato del presidente Mattarella sarà verso il termine, quindi questa riforma non riguarda né Giorgia Meloni né Sergio Mattarella".

"Dopodiché, che cosa vedo io? Vedo una sinistra allo sbando, che cerca di schermarsi dietro la benevolenza del Presidente della Repubblica, che è una figura unificante, perché non sa come spiegare la sua contrarietà a una riforma che vuole banalmente consentire agli italiani di scegliere direttamente da chi farsi governare. E quindi loro, non sapendo come dire che preferiscono fare i governi all’interno del palazzo, cercano altre tematiche, altre ragioni, ma non regge". "Rinuncerò alla guida della nazione quando dovessi rendermi conto che non ho più il consenso degli italiani", dichiara. E aggiunge: "C'è solo una persona al mondo che potrebbe convincermi a lasciare, mia figlia Ginevra, se dovessi rendermi conto che sta pagando un prezzo alto. Ma lei è una bambina intelligente, forte, comprensiva e stiamo facendo del nostro meglio per non perderci in questa tempesta".

Fisco "amico", sanità e la spallata alle opposizioni

"A proposito di condoni" e dell'accusa di essere "amici degli evasori: il 2023 è stato l'anno record nel recupero dell'evasione fiscale, l'Agenzia delle Entrate ha incassato 25 miliardi 4,5 miliardi in più rispetto al precedente, numeri mai registrati: ora se noi che abbiamo fatto questi numeri siamo amici degli evasori chi c'era prima di noi e non li ha fatto cosa dovrebbe essere?" ha detto la presidente del Consiglio.

"Avere un fisco amico - illustra la presidente del Consiglio - significa avere un fisco che non opprime famiglie e imprese con regole astruse e con un livello di tassazione insostenibile che non corrisponde al livello dei servizi che con i proventi di quella di tassazione vengono erogati, un fisco amico è quello che ti chiede di pagare le tasse giuste e che pretende che tu lo faccia con tempi sostenibili e che non utilizza i proventi di quella tassazione per cose inutili ma li utilizza con un principio con cui opererebbe un buon padre di famiglia".

"Non accetto, come ho sentito, la leader del Pd dire che la sanità, che si paga con le tasse, è bellissima: sono d'accordo ma dare lezioni anche no perché è stato questo governo a portare il fondo sanitario al suo massimo storico" ha proseguito la premier. Parola chiave, per Meloni, "responsabilità" nell'utilizzare i proventi delle tasse: "Non prendere i soldi di chi non aveva una casa per consentire a chi ne aveva due di ristrutturarla gratuitamente, non è il mio modello". 

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