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Domenica, 23 Giugno 2024
Verso le elezioni

Meloni alla manifestazione dell'ultradestra spagnola: "Il green deal è una follia"

La presidente del consiglio è intervenuta in collegamento durante l'evento "Europa Viva 24" a Madrid da Vox, il partito guidato dall'alleato Santiago Abascal

È durato poco meno di 15 minuti l'intervento di Giorgia Meloni in collegamento con la manifestazione "Europa Viva 24" organizzata da Vox a Madrid, il partito spagnolo guidato di Santiago Abascal, a tre settimane dalle elezioni europee dell'8 e 9 giugno. La premier è stata l'ultima degli ospiti europei a prendere la parola, dopo Viktor Orban e Marine Le Pen. Il suo non è stato un messaggio registrato, perché - ha spiegato -  Dopo di loro è stato il turno del presidente argentino, Javier Milei. Meloni ha toccato i temi più cari all'ultradestra europea, dai migranti al cosiddetto "pensiero unico". Mentre i leader si sono riuniti, nella città spagnola si è svolta una partecipata manifestazione di movimenti antifascisti. 

"Quando la storia chiama, quelli come noi non si tirano indietro"

Come già successo in altre occasioni, la presidente del Consiglio, parlando con i militanti della destra spagnola, ha dismesso i panni istituzionali tornando a vestire quelli della leader politica. E i toni sono tornati epici e aggressivi, come ai tempi dell'opposizione: "Avete avuto il coraggio di non lasciarvi influenzare dal pensiero unico dominante", ha esordito la premier, che poi ha ribadito con orgoglio: "Avete deciso che i valori conservatori sarebbero stati sempre i pilastri della nostra vita. Avete scelto di battervi per ciò in cui credete. Voi siete l'unico futuro possibile per l'Europa. Un continente stanco, remissivo, viziato, che ha pensato di poter barattare l'identità con l'ideologia, la libertà con la comodità, e oggi inevitabilmente paga il prezzo delle sue scelte. Ma non tutto è perduto. Quando la storia chiama, quelli come noi non si tirano indietro".

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"Fin dal primo momento - ha continuato -  hanno provato a denigrarci. Hanno provato ad isolarci. Hanno provato a dividerci. E hanno finito per rafforzarci. Dicevano che non saremmo stati all'altezza. Che volevamo distruggere l'Europa. Dicevano che non saremmo mai diventati credibili abbastanza per contare, per essere decisivi. E mentre loro si crogiolavano sulle loro tranquillizzanti certezze, noi lavoravamo e guadagnavamo terreno, credibilità, spazi. Oggi, Fratelli d'Italia è il primo partito italiano e io ho l'onore di servire la mia nazione come capo del Governo". 

"La sinistra è responsabile del declino dell'Europa"

Non sono mancati, ovviamente, gli attacchi agli avversari politici: "La sinistra europea - ha detto Giorgia Meloni ai militanti di Vox -  ci accusa di voler distruggere l'Europa, ma la menzogna è sempre una buona notizia, perché mente chi ha bisogno di nascondere qualcosa. E quello che la sinistra ha bisogno di provare a nascondere agli occhi dei cittadini è che sono stati loro, con le loro ricette folli, il loro centralismo ideologico, la loro assenza di visione, i principali artefici dei fallimenti di questa Unione Europea, un gigante burocratico che pretende di regolamentare ogni aspetto della nostra vita mentre è ancora incapace di darsi una missione geopolitica".

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E la ricetta della leader di Fratelli d'Italia, per cambiare l'Europa, parte dal contrasto all'immigrazione: "Bisogna difendere i confini esterni, invece di costringere i suoi cittadini ad accogliere masse di immigrati irregolari contro la loro volontà. Io sono particolarmente orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto in questi mesi, riuscendo a imprimere un primo cambio di passo nella gestione della politica migratoria: non più frontiere aperte e una eterna e inutile discussione sulle redistribuzioni, ma nuove politiche di cooperazione con i Paesi africani, controllo delle partenze, lotta ai trafficanti di esseri umani, percorsi regolari di immigrazione e accordi con paesi terzi per processare le richieste di asilo. Sarebbe stato impensabile qualche anno fa, ma le risposte pragmatiche alla fine trovano interlocutori disponibili. È un percorso lungo e faticoso ma già oggi in Italia abbiamo avuto il 62 per cento in meno di sbarchi rispetto allo scorso anno". Quello che Meloni omette è che nel suo primo anno di governo gli sbarchi erano aumentati in maniera esponenziale, quindi i numeri (ancora molto parziali) segnerebbero semmai un ritorno a un flusso simile a quello degli anni precedenti, su cui la stessa leader di Fdi, insieme all'alleato leghista, Matteo Salvini, aveva fondato la sua propaganda elettorale.

"Noi amiamo la natura, ma con l'uomo dentro"

Altro cavallo di battaglia rispolverato da Meloni durante il suo intervento, la lotta alle politiche green adottate dall'Europa: "Non potremo mai avere alcuna autonomia e alcuna sovranità - ha spiegato - se continueremo a massacrare le nostre imprese con regole che vengono imposte solo a loro. Perché il mercato può essere libero soltanto se è anche equo. Tutto il resto sono politiche suicide che ci impoveriranno e ci impediranno di mantenere i nostri sistemi di protezione dei più fragili. È il caso della follia denominata Green Deal. Noi siamo Conservatori e amiamo la natura, ma la differenza tra noi e gli altri è che noi la natura vogliamo difenderla con l'uomo dentro. Noi non consideriamo la presenza dell'uomo e delle sue attività dannosa per la natura. Tutt'altro, perché non esiste sostenibilità ambientale senza l'attività dell'uomo. Invece loro pensano che l'uomo sia nemico della natura, non solo per le attività che svolge, ma per il fatto stesso di esistere, e ci sono cattivi maestri che ci spiegano che non dobbiamo fare figli perché i figli inquinano".

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E ancora: "In questi anni l'Unione europea ha preteso di decidere quello che potevamo o non potevamo mangiare, come dovevamo o non dovevamo ristrutturare le nostre case (ovviamente senza dirci con quali soldi dovevamo farlo), quale automobile potevamo o non potevamo guidare, quale tecnologia le nostre aziende potevano o non potevano utilizzare. Hanno utilizzato l'alibi della difesa della natura per dare vita a un attacco alla nostra libertà che noi dobbiamo respingere. Difenderemo i nostri agricoltori, i nostri pescatori, la nostra manifattura, le nostre piccole e medie imprese e la nostra industria da questo attacco senza precedenti". Più che "cattivi maestri", a spiegare che l'aumento dell'inquinamento dovuto all'attività dell'uomo è la principale causa del riscaldamento globale, con tutte le sciagure che ne conseguono, è la comunità scientifica; ma siamo in campagna elettorale, vale tutto.

"Ci opporremo a chi vole mettere in discussione la famiglia"

Infine, come a voler ricalcare l'ormai celebre adagio "sono una madre, sono cristiana, eccetera", Giorgia Meloni è tornata sul presunto attacco alle radici cristiane dell'Europa e ai valori della cosiddetta "famiglia tradizionale", che qualcuno, secondo la destra, vorrebbe addirittura cancellare: "Continueremo a opporci con forza a tutti i tentativi di negare o cancellare le nostre radici culturali, a partire da quelle cristiane. Ci opporremo, allo stesso modo, a chi vuole mettere in discussione la famiglia, quale pilastro della nostra società, a chi vuole introdurre la teoria gender nelle scuole, a chi intende favorire pratiche disumane come la maternità surrogata. Perché nessuno mi convincerà mai che si possa definire progresso consentire a uomini ricchi di comprare il corpo di donne povere, o scegliere i figli come fossero prodotti del supermercato. Non è progresso, è oscurantismo, e sono fiera che al parlamento italiano sia in approvazione, su proposta di Fratelli d'Italia, una legge che vuole fare dell'utero in affitto un reato universale, cioè perseguibile in Italia anche se commesso all'estero. Contrasteremo soprattutto chi, come la sinistra, accecato dal desiderio di cancellare le identità, intende usare Bruxelles per imporre la sua agenda globalista e nichilista, dove le nazioni sono ridotte a incidenti della storia, le persone a meri consumatori, dove multiculturalismo e relativismo etico sono spacciati come i pilastri necessari dell'integrazione europea", ha concluso.

Bonelli (Avs): "Meloni parla di storia fascista e razzista?"

Come prevedibile, non sono mancate le reazioni all'intervento della premier: "Oggi a Madrid si riunisce l'estrema destra mondiale convocata da Santiago Abascal, che ha detto di considerare una medaglia sul petto essere fascista e razzista. Sono presenti il presidente dell'Argentina, Javier Milei, che in Argentina sta aumentando la povertà adottando politiche ultraliberiste che azzerano i diritti delle donne, e la deputata nazionale francese e presidente di RN, Marine Le Pen, nota a tutti per le sue opinioni di estrema destra". Così il portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, che prosegue: "La premier italiana, che partecipa a un summit anti-europeo e che in Italia tenta di mostrare un volto fintamente moderato, è invece la leader in Europa di un'estrema destra fascista schierata contro le politiche sul clima e contro ogni avanzamento dei diritti civili, come dimostrato pochi giorni fa con la mancata firma della dichiarazione UE sui diritti LGBT. Si vede Giorgia Meloni felice di stare insieme a coloro che vogliono colpire i diritti di tutti in Europa: dalle donne alla comunità LGBT+, e che vogliono cancellare la transizione ecologica. Meloni ha affermato che 'quando la storia chiama, noi non ci tiriamo indietro': quale storia, Giorgia Meloni? Quella di Abascal che ha detto che essere franchista, fascista e razzista è per lui una medaglia al petto?".

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