Giovedì, 6 Maggio 2021
Roma

Roma, l'amministrazione Raggi va in pezzi in sei mesi: il Movimento ha perso la "virginità"?

L'arresto di Raffaele Marra, fedelissimo di Virginia Raggi, è una mazzata durissima per il Movimento 5 stelle e chiude sei mesi di amministrazione capitolina tra mille difficoltà, cadute e nomine ballerine. Ora la sindaca è appesa a un filo

Virginia Raggi è stata eletta nel giugno 2016 | Ansa

ROMA - "Se gli onesti non sono capaci e quelli capaci non sono onesti non può mai finire bene". Enrico Mentana, su Facebook, commenta così l'arresto per corruzione di Raffaele Marra, braccio destro della sindaca Virginia Raggi e capo del dipartimento del personale del Campidoglio. "Ma se gli incapaci sono anche disonesti siamo senza speranze", gli risponde un utente evidentemente molto critico col Movimento 5 stelle. 

Cosa sta accadendo a Roma? Il mantra dell'onestà, onestà, onestà a Cinque stelle comincia a scricchiolare? Nei fatti, la giunta Raggi perde pezzi. Da sei mesi, da quando si è insediata. Pochi giorni fa sono arrivate le dimissioni dell'assessora all'Ambiente Paola Muraro, oggi l'arresto di Marra, già direttore dell'ufficio Politiche abitative durante l'era Alemanno, nominato inizialmente capo di gabinetto vicario assieme a Frongia e poi divenuto a settembre capo del personale del Campidoglio. Lui, pupillo della sindaca, era "chiacchierato" fin dal primo giorno di insediamento della giunta. "Il virus che ha infettato il Movimento", ebbe a dire Roberta Lombardi a settembre, nel pieno della bufera che stava investendo il neosindaco di Roma dopo le dimissioni di Marcello Minenna e Maria Romana Raineri.

Raggi, come ricorda RomaToday, aveva sempre difeso l'ex dirigente alemanniano Marra da ogni attacco e anche dalle critiche interne del Movimento 5 stelle.

Più volte le è stato chiesto di disfarsi di quella presenza scomoda. Ecco perché, al di là della vicenda giudiziaria, il nodo diventa ora tutto politico. Sul banco degli imputati c'è ora Virginia Raggi. A lei gli oneri di uscire da questo vicolo cieco in cui si è messa da sola.

LE FATICHE DI VIRGINIA - Proprio ieri c'è stato l'intervento della Guardia di finanza in Campidoglio, con l'acquisizione di documenti relativi alle assunzioni fatte dalla sindaca di Roma. Ma quello di oggi è un nuovo colpo che si abbatte sull'amministrazione cinquestelle capitolina, paralizzata da nomine discutibili, dimissioni, indagati e ora arresti. Facciamo una breve cronistoria.

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FRONGIA, RAINERI E MINENNA - Daniele Frongia, braccio destro del primo cittadino, viene nominato capo di gabinetto ai primi di luglio. Dopo pochi giorni la sua delega viene ritirata: Frongia diventa vicesindaco e assessore allo Sport e Politiche Giovanili. "E' necessario avere un vicesindaco con le spalle larghe", dicono i pentastellati. E così è. Dopo lo spostamento di Frongia, Carla Raineri - magistrata della Corte d'Appello di Milano - diventa capo di gabinetto ma poi viene allontanata e costretta a dimettersi dopo un parere dell'Anac (l'Autorità diretta da Raffaele Cantone) molto contestato sulla sua nomina irregolare. Per solidarietà con la Raineri, il primo settembre scorso l'assessore al Bilancio del Comune di Roma Marcello Minenna lascia il suo incarico. Proprio quel giorno danno le dimissioni anche il direttore generale Atac Marco Rettighieri e l'amministratore unico Armando Brandolese.

LE ALTRE GRANE - Dopo l'addio di Marcello Minenna, al Bilancio viene nominato Raffaele De Dominicis. Il suo è un insediamento lampo: il magistrato in pensione è costretto a lasciare l'incarico perché risulta indagato per abuso d'ufficio. "Questo è un complotto e io sono pulito - dice furioso De Dominicis - la politica non fa per i grillini". Alla fine al Bilancio ci va Andrea Mazzillo, commercialista, esperto di finanza locale e coordinatore dello staff di Raggi dopo essere stato anche candidato con la lista civica di Veltroni nel municipio di Ostia. 

IL CASO PAOLA MURARO - Risalgono a pochi giorni fa le dimissioni di Paola Muraro. Scelta dalla sindaca Raggi per guidare l'assessorato alla Sostenibilità ambientale, la manager dei rifiuti lascia dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per reati ambientali riferiti all'epoca in cui era consulente di Ama. Le sue deleghe vengono prese in carico da Virginia Raggi.

E ora? L'arresto di Raffaele Marra potrebbe riequilibrare i giochi di potere all'interno del Movimento. Il peso specifico, politico e decisionale, di Roberta Lombardi molto probabilmente aumenterà. Come detto, fu proprio lei ad alzare la voce contro il potente braccio destro di Virginia (e per questo lasciò il minidirettorio romano prima che si sciogliesse). E la sindaca? Si dice "sorpresa, perché probabilmente abbiamo sbagliato con Marra", ma promette di "andare avanti". Ma c'è da giurarci: i vertici del Movimento sono pronti a presentare il conto.

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