Lunedì, 8 Marzo 2021
Non tornerà a insegnare diritto

La nuova sfida di Giuseppe Conte: si candida alle suppletive di Siena per entrare alla Camera

Il presidente del Consiglio uscente non correrà per la carica di sindaco di Roma ma punta a sostituire Pier Carlo Padoan in Parlamento. La decisione sarebbe arrivata nel fine settimana, con M5s e Pd concordi

"No, grazie". La risposta è secca e perentoria. Alle telecamere del Tg3 che lo hanno fermato mentre passeggiava in centro città a Roma, il presidente del Consiglio uscente Giuseppe Conte esclude la possibilità di candidarsi a sindaco della capitale alle elezioni comunali. Ma una cosa sembra certa: non tornerà a insegnare diritto tra i banchi dell'università di Firenze. Secondo fonti citate dal Corriere della Sera in un articolo di Tommaso Labate, nella notte tra sabato e domenica il premier uscente avrebbe preso la sua decisione: correrà per un seggio da parlamentare. Non farà il sindaco di Roma, carica per la quale il suo nome era circolato ed era stato vagliato da Movimento 5 stelle e Partito democratico, al di là delle smentite, ma correrà alle suppletive per la Camera, per raccogliere il posto lasciato libero dall'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, dimessosi a novembre per assumere l'incarico di presidente di Unicredit.

Giuseppe Conte si candida per entrare alla Camera?

La data del voto che potrebbe consacrare Giuseppe Conte come rappresentante dei cittadini, dopo essersi presentato come loro "avvocato" da presidente del Consiglio, ancora non c'è. Spetterà al nuovo governo sceglierla, anche se l'esecutivo uscente aveva fissato un termine entro il 31 marzo. C'è invece il collegio, quello uninominale di Siena, il numero 12 della Toscana, che comprende il capoluogo di provincia e altri trentacinque comuni vicini.

La candidatura di Conte sarebbe stata vagliata prima all'interno del Movimento, poi proposta a Goffredo Bettini, che l'ha sottoposta alla segreteria del Pd. Conte sarebbe dunque un candidato unico per un'alleanza che è sempre più orientata a diventare strutturale, confermandosi al di là dell'esperienza di governo giallorossa del Conte bis, una possibile prova generale per le prossime elezioni politiche, in cui dem e pentastellati potrebbero unire le forze per affrontare il centrodestra.

Pd e Italia Viva "congelano" la candidatura di Conte

L'area interessata all'elezione suppletiva comprende tutti i comuni senesi esclusi quelli della Valdelsa, più cinque della Valdichiana aretina. Padoan fu eletto con il 36,2% dei voti alla Camera essendo contrapposto nel collegio a Claudio Borghi (che arrivò al 32,3%), l'uomo che nella Lega rappresentava allora l'ala antieuro. Ma a congelare l'eventuale candidatura di Conte è stata questa mattina Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera: "È prematuro parlarne adesso, la priorità è dare al Paese un governo che funzioni. Il destino personale del presidente Conte non è la priorità. E in ogni caso bisogna sentire anche i rappresentanti del territorio", ha detto al termine dell'incontro con Mario Draghi per le consultazioni. 

"L'alleanza di governo tra Pd e 5 stelle va rinsaldata, ma non so se la scelta di candidare al Parlamento nel collegio Giuseppe Conte è quella giusta". Andrea Valenti, segretario provinciale del Pd di Siena, mette qualche paletto alla candidatura alla Camera dei deputati dell'ormai ex presidente del Consiglio per l'elezione al Parlamento in sostituzione di Pier Carlo Padoan, dimessosi dopo il suo passaggio a Unicredit per assumere l'incarico di presidente del Cda. Insomma, quello senese è ritenuto un collegio sicuro, anche se qualche scricchiolio si avverte dopo l'affermazione del centrodestra alla comunali di Siena nel 2018.

"La nostra linea è quella di avere come candidato un rappresentante del nostro territorio - puntualizza Valenti - anche perché penso possa esserci una figura in grado di mettere d'accordo noi e i 5 stelle. Questa posizione è comune a tutti i segretari del Pd dei comuni interessati alle suppletive. Ancora - sottolinea Valenti - non abbiamo fatto alcun ragionamento sul nome. Certo è necessaria anche un'interlocuzione con il Pd nazionale, parlare di temi e di alleanze e solo dopo dei nomi. Un processo che e' stato rallentato dalla crisi di governo. Penso non sia assurdo chiedere la candidatura di una persona del territorio". 

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