Martedì, 26 Ottobre 2021
Fibrillazioni

Giustizia, il governo rischia sul voto di fiducia?

Renzi: "Oggi l'intervento più difficile della mia carriera". Al Senato il governo spegne il dibattito sulla riforma Cartabia

L'Aula del Senato ha iniziato la discussione generale sul disegno di legge delega al Governo per la riforma del processo penale. La cosiddetta legge Cartabia prevede la riforma dell'istituto della prescrizione (blocco con il primo grado, contingentamento del tempo per Appello e Cassazione in due anni e un anno rispettivamente), tranne per reati gravissimi puniti con l’ergastolo; la corsia preferenziale per reati di mafia, terrorismo, violenza sessuale; istituzione di un apposito Comitato tecnico scientifico presso il ministero della Giustizia, che deve riferire in ordine all’evoluzione dei dati sullo smaltimento dell’arretrato pendente e sui tempi di definizione dei processi, monitorando i tempi delle varie Corti e riferendo i risultati al ministero della Giustizia in modo che possano essere presi eventuali provvedimenti. 

Il provvedimento sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera, senza relazione, in quanto la commissione Giustizia di Palazzo Madama non ha terminato i suoi lavori mentre Il governo ha annunciato l'intenzione di porre la questione di fiducia. Un atteggiamento che ha portato a vigorose proteste come quella inscenata da Mattia Crucioli (gruppo Misto). 

Video di Stefano Pagliarini

Un duro intervento è stato annunciato anche da Matteo Renzi. "Questo pomeriggio interverrò in Aula al Senato, sui temi della riforma Cartabia e della giustizia penale. Sarà un intervento molto difficile, tra i più difficili della mia carriera. Ma sento il dovere di dire parole di verità sul momento incredibile che sta vivendo il mondo della magistratura nel silenzio dei più" ha scritto il senatore ed ex premier sulla sua E-News

Il ricorso alla fiducia trova l'opposizione anche di Forza Italia con il deputato Elio Vito che sottolinea come saranno ben 5 le votazioni "forzate" in una sola settimana: "Troppe, decisamente troppe, fiducie per un governo che ha una maggioranza del 90% e considerato che non vi è ostruzionismo in corso. Né vale l'argomento della necessità di approvare in fretta le riforme necessarie al Pnrr, perché i calendari dei lavori ed i tempi di approvazione sono condivisi" chiosa Vito.

Il record di voti di fiducia del governo Draghi

Con 17 voti di fiducia in sette mesi, senza considerare quella posta all'atto dell'insediamento, il Governo di Mario Draghi viaggia con una media di 2,4 al mese, secondo solo all'esecutivo di Mario Monti, in un raffronto basato sulle ultime tre legislature. Ma l'attuale Esecutivo potrebbe avviarsi a battere il record, visto che già nelle prossime ore sono attesi altri tre voti di fiducia, che porteranno il numero complessivo a 20 e la media a 2,8.

Dopo i 262 sì, i 40 no e i due astenuti e i 535 sì, i 56 no e i 5 astenuti, con i quali l'attuale premier e i suoi ministri ottennero la fiducia, rispettivamente, al Senato il 17 febbraio e alla Camera il giorno dopo, le Assemblee di Palazzo Madama e Montecitorio sono state chiamate come detto in altre 17 occasioni a rinnovare il proprio consenso su provvedimenti di iniziativa governativa, sempre su decreti legge fatta eccezione per i disegni di legge di riforma della giustizia penale e civile. Nelle prime due occasioni è stata la volta del Senato su testi ereditati dal precedente Governo: il decreto milleproroghe (25 febbraio, 222 favorevoli, 23 contrari, 7 astenuti) e il decreto sulla riforma del Coni (10 marzo, 214 a favore, 32 contro, 4 astenuti).

Il 28 aprile è stata invece la Camera con 458 sì e 52 no a votare la fiducia sul decreto che ha stabilito il rinvio in autunno delle elezioni comunali, regionali e suppletive. Poi una doppia fiducia sul decreto legge sostegni: al Senato il 6 maggio (207 sì, 28 no e 5 astenuti), alla Camera il 18 (472 sì, 49 no e 2 astenuti). Dopo i 466 sì, i 47 no, con un astenuto, della Camera l'8 giugno sul decreto riaperture, nuova doppia fiducia sul dl sostegni bis: alla Camera il 14 luglio (444 favorevoli e 51 contrari), al Senato il 22 (213 a favore, 28 contro e un astenuto). Ancora un doppio passaggio per il decreto legge sul Recovery: alla Camera il 23 luglio (350 sì e 44 no), al Senato il 28 ( 213 i sì, 33 i no).

Poi il 2 agosto i due voti di fiducia della Camera su altrettanti articoli del ddl Cartabia di riforma della giustizia penale: 462 sì, 55 no e un astenuto; 458 sì, 46 no e un astenuto. I In mezzo la fiducia del Senato, il 29 luglio, sul decreto legge sulla Pubblica amministrazione (168 a favore e 9 contrari), con replica alla Camera il 5 agosto (386 a favore, 43 contrari).

Stesso copione con la ripresa dei lavori parlamentari dopo le vacanze estive: fiducia al Senato il 15 settembre sul decreto legge green pass 1 (189 sì, 32 no e 2 astenuti), quindi ieri doppietta: a Montecitorio sul dl green pass bis (413 a favore e 48 contrari) e a Palazzo Madama sulla riforma del processo civile (201 sì e 30 no). E nelle prossime ore sono attesi altri tre pronunciamenti del Senato, due sulla riforma del processo penale e l'altro sul dl green pass bis. 

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