Mercoledì, 2 Dicembre 2020

Quelli che vogliono far fuori Conte durante l'emergenza

Tra editorialisti e politici della maggioranza si registra uno strano movimento intorno a Palazzo Chigi. Con l'obiettivo di abbattere il premier. In nome dell'unica ideologia che regna in Italia: il tafazzismo

Da qualche giorno il presidente del Consiglio Conte è nei pensieri degli editorialisti, dei retroscenisti e della politica italiana. Ieri su Repubblica Stefano Folli spiegava che ci sono tre scenari per il dopo-Giuseppi e tre soluzioni a una crisi politica che nei fatti ancora non c'è: una sostituzione di Conte con un premier diverso ma appoggiato dalla stessa maggioranza, un governo di unità nazionale affidato a un’alta personalità al di fuori dei partiti che costituirebbe l’unica formula alternativa alle elezioni oppure un esecutivo a tempo che porti il paese alle elezioni.

Certo, pensare che con 25mila positivi e 200 morti al giorno ci sia chi pensa che si debba ricominciare con il rituale delle consultazioni, della salita al Colle, del doppio voto di fiducia per un esecutivo diverso da quello attuale è indice del fatto che in Italia la situazione è disperata, ma non seria. E infatti queste voci dal sen fuggite sono arrivate anche dalla parte della maggioranza, dove Italia Viva viene dipinta nei retroscena come all'attacco "virulento" del premier e il suo leader Matteo Renzi in un'intervista lo accusa di dare "risposte populiste": "Il decreto è tecnicamente sbagliato perché non poggia su dati scientifici, ma sulle ansie di alcuni ministri preoccupati. È un decreto che non riduce il numero dei contagiati, ma aumenta il numero dei disoccupati". 

Quello che sembra sfuggire nella situazione data è che se l'Italia non può permettersi economicamente un altro lockdown, allo stesso modo non può permettersi oggi una crisi politica. Che sia la soluzione salvifica del "governo di unità nazionale" (alla quale l'opposizione, che non è mica fessa al contrario di chi è in maggioranza, non acconsentirebbe), quella della sostituzione dell'uomo che guida Palazzo Chigi o quella delle elezioni, si tratta di tre strade che oggi non sono tecnicamente percorribili perché c'è un'emergenza sanitaria che è più importante di qualunque poltrona. Chi non è mai stato amico o sostenitore di Conte invece si rende perfettamente conto che oggi "there is no alternative (TINA)", come diceva la Zietta. Mentre quando l'emergenza finirà si potrà ri-cominciare a discutere. Eppure il paese dei balocchi è fatto davvero così: d'altro canto anche lo stupido guarda il dito quando gli indichi la luna. E in effetti quello di far cadere Conte è un piano così stupido che potrebbe anche riuscire. In nome dell'unica ideologia attualmente regnante in Italia: il tafazzismo. 

Il piano per il lockdown in Italia dal 9 novembre (smentito dal governo?)

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