Lunedì, 8 Marzo 2021

Così il governo Conte ha nominato (e poi rimosso) un indagato per il Ponte Morandi

Roberto Ferrazza era stato designato ai presidi di sicurezza di Genova e Torino. Poi ha cancellato la nomina. Ma nella lista di commissari ci sono anche altri sotto indagine

foto da: Huffington Post

Il passo indietro è arrivato nella serata di ieri, con una nota battuta dalle agenzie di stampa in cui si diceva che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti parlamentari, ha inviato ai Presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati, una nota di rettifica al Dpcm trasmesso ieri al Parlamento in cui si precisa che per la riorganizzazione dei presidi di sicurezza a Genova e a Torino, in luogo dell'architetto Roberto Ferrazza è stato designato commissario l'ingegnere Fabio Riva, attuale Provveditore interregionale alle opere pubbliche per la Lombardia e l'Emilia-Romagna.

Così Conte ha nominato come commissario per le opere pubbliche un indagato per il Ponte Morandi

Perché questo dietrofront? Poche ore prima l'Huffington Post aveva scritto che Ferrazza, attualmente provveditore interregionale per le opere in Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, è indagato nell'inchiesta sul crollo del Ponte Morandi.  A Ferrazza, in qualità di commissario, erano state affidate la ristrutturazione della caserma Ilardi di Genova e una serie di altre ristrutturazioni di commissariati e caserme a Torino. Fonti di governo avevano fatto sapere che "sulle opere del ministero degli Interni, abbiamo concordato con la ministra Lamorgese che i poteri venissero assegnati ai provveditori dove territorialmente si trovano le caserme. Ferrazza è provveditore per le opere pubbliche della Liguria". E quindi la nomina di Ferrazza era legata alla sua funzione attuale, quella di provveditore delle opere pubbliche in Liguria. Ferrazza andrà in pensione a marzo, era il ragionamento dell'esecutivo, e quindi il nuovo provveditore sarebbe stato anche il nuovo commissario". L'indagine su Ferrazza è comunque per omesso controllo: 

La procura di Genova lo accusa di non aver segnalato lo stato di degrado del viadotto quando, nel febbraio 2018, diede il via ai lavori di “retrofitting” (rafforzamento) dei piloni previsti per l’autunno successivo, mai eseguiti perché ad agosto la struttura cedette causando 43 vittime. Nel documento consegnato ad Autostrade e al Ministero dei Trasporti, infatti, Ferrazza e l’ingegner Antonio Brencich (anch’egli indagato) parlavano genericamente di “problemi agli stralli e al calcestruzzo”, con una corrosione dei cavi dei tiranti che andava dal 10 al 20%, senza però indicare la necessità di una chiusura al traffico immediata.

Non è la prima volta che per lui finisce così. Ferrazza era stato nominato a capo della commissione d'inchiesta sul crollo del viadotto Morandi dall'allora ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e poi rimosso dall'incarico, ancora una volta per motivi di opportunità. Due giorni dopo Ferrazza aveva rilasciato un'intervista al Corriere della Sera dove aveva denunciato “l’impeachment” nei suoi confronti e aveva contestato il fatto di aver avuto il potere di limitare il traffico sul Morandi in qualità di provveditore delle opere pubbliche in Liguria. Il problema politico, però, non finisce qui. Perché oggi Repubblica scrive che l’architetto rimosso non è infatti l’unico indagato nella squadra di commissari messa in campo da Palazzo Chigi. L'ex amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, è stato nominato per la linea C della Metropolitana di Roma ma è indagato dalla procura di Lodi per il deragliamento del Frecciarossa 1000 Milano-Salerno del 6 febbraio scorso in cui persero la vita due macchinisti e per l’incidente ferroviario del 25 gennaio 2018 a Pioltello, in cui sono morti tre passeggeri.

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Anche Vincenzo Macello, di Rfi, è coinvolto nel dramma di Pioltello ed è stato nominato per la linea ferroviaria Roma-Pescara e altri quattro interventi sulle infrastrutture ferroviarie. E la lista prosegue. Antonio Mallamo, amministratore delegato di Astral e indagato per omicidio colposo per la morte di due automobilisti sulla Casilina. Ma in tutti questi casi e negli altri che vengono elencati si parla di indagini più o meno dovute in relazione ad incidenti, sui quali i magistrati faranno le loro valutazioni. Tranne in un caso: il commissario scelto per il porto di Palermo è Pasqualino Monti, indagato dalla Procura di Roma in un’inchiesta su appalti e corruzione. Ma Ferrazza è indagato per non aver fatto qualcosa. E allora perché rimuovere lui e non tutti gli altri?

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