Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica Italia

Governo, la mossa del Pd mette Di Maio all'angolo: il Conte bis ora è pronto a partire (aspettando Rousseau)

L'anatomia del nuovo governo la delinea l'ex ministro Pd Franceschini che, per la prima volta, propone l’abolizione del ruolo di vicepresidente del Consiglio. Se i 5 stelle raccoglieranno il sì della base mercoledì potrebbe essere il giorno del Conte bis

Prima Dario Franceschini, poi Paola De Micheli: con l'apertura del Partito Democratico che rinuncia alla questione vicepremier cade l'ultimo veto tra l'incarico a Conte e la nascita del governo giallorosso. Ora per il nuovo esecutivo retto dalla costruenda maggioranza retta dall'asse tra Pd e Movimento 5 stelle resta solo il voto degli attivisti pentastellati chiamati martedì a dire la loro sulla piattaforma Roussseau

Il voto su Rousseau: esito imprevedibile 

Se i 5 stelle raccoglieranno il sì della base del Movimento mercoledì potrebbe essere il giorno del Conte bis. L'anatomia del nuovo governo la delinea l'ex ministro Pd Dario Franceschini che, per la prima volta, propone l’abolizione del ruolo di vicepresidente del Consiglio.

"Per una volta Beppe Grillo è stato convincente" scrive Franceschini in un tweet: "Una sfida così importante per il futuro di tutti non si blocca per un problema di ‘posti’. Serve generosità. Per riuscire a andare avanti allora cominciamo a eliminare entrambi i posti da vicepremier  (carica a cui ambiva il leader M5s Luigi Di Maio e che, pare, blocchi la trattativa)".

governo pd m5s franceschini-2

Una posizione ribadita lunedì mattina da Paola De Micheli, protagonista della trattativa con i 5 stelle: "A noi interessa che ci sia una giusta rappresentanza del Pd - spiega a Rai Radio Uno - Per noi non esiste il tema dei Vicepremier".

Intanto il futuro del Movimento 5 stelle è appeso al voto degli attivisti.  “Il programma di governo negoziato con il Partito Democratico sarà consultabile online a partire dall’inizio del voto- riporta il blog pentastellato-. Come da nostri principi e valori fondanti l’ultima parola spetta agli iscritti del MoVimento 5 Stelle. La votazione si terrà dalle 9.00 alle 18.00 Il quesito sarà: ‘Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?’“.

Come ha spiegato il capogruppo 5stelle Patuanelli se dalla piattaforma Rousseau uscisse fuori un risultato negativo, il presidente incaricato Giuseppe Conte dovrebbe adeguarsi ai dettami del voto pentastellato. Anche se - val bene ricordarlo - l'uso della piattaforma digitale è una consuetudine interna al Movimento 5 stelle e non un organismo costituzionalmente rilevante. Pertanto il presidente incaricato potrebbe presentarsi in ogni caso in Parlamento per chiedere la fiducia facendo leva sul senso di responsabilità degli onorevoli pentastellati.

Nuovo governo, ultime notizie

Intanto ancora nessuna risposta ufficiale dai 5 Stelle è arrivata alla proposta del Pd di rinunciare allo schema dei due vicepremier. Dal M5s fanno sapere che Luigi Di Maio riunirà a breve lo stato maggiore a palazzo Chigi per fare il punto della situazione politica.

Che sia stato proprio Franceschini ad intervenire (rifacendosi tra l'altro alle parole di Beppe Grillo) è un dettaglio non irrilevante visto che proprio l'ex-ministro dei Beni culturali era il candidato in pole per il ruolo di vicepremier del Pd.

Nel silenzio delle ultime ore, spiccano le parole di Gianluigi Paragone, da sempre contrario all'accordo con il Pd. "Luigi Di Maio non piace al Pd perché sta difendendo quello che di buono avevamo fatto nel precedente governo. Luigi -scrive- deve rimanere centrale. Anche a Chigi! (E lo dice uno che con Luigi ci ha fatto pure sane litigate)". 

Che i rapporti tra Pd e M5s non siano idiliaci tuttavia traspare dall'annosa questione dei migranti. Oggi il deputato del Pd Matteo Orfini ha ribadito le differenze tra i due partiti con parole tutt'altro che pacificanti. "Da giorni chiedo al presunto statista Conte di mostrare discontinuità sul tema migranti, ora per disperazione mi trovo obbligato a rivolgermi al segretario Pd Zingaretti e ai capigruppo, Marcucci e Delrio, che stanno trattando sul governo. Sui nomi l'ipotesi è già tramontata, almeno sui contenuti dovremmo pretenderla''.

Orfini detta le regole per la fiducia: "Discontinuità sui migranti e ius soli"

"Si smetta di fare la guerra alle Ong. Si metta mano agli accordi con la Libia. Si faccia una legge quadro sull'immigrazione che superi la Bossi-Fini. E magari, si faccia lo ius soli. Se nemmeno su questo siamo in grado di ottenere una radicale discontinuità, che ci andiamo a fare al governo?'', spiega Orfini in una intervista a La Stampa. Poi conclude. "Votargli la fiducia? Dipende da quello che fa il governo: tra il governo e il voto abbiamo scelto il male minore, ma sempre male è. Un conto è accettare Conte, un altro considerarlo uno statista, dopo 15 mesi in cui ha avallato tutte le scelte peggiori".

Nuovo Governo, le consultazioni di Conte

Intanto proseguono le consultazioni di Conte. Il Presidente del Consiglio incaricato.

Oggi alle ore 9.30, presso la Sala dei Busti della Camera dei deputati, Conte incontrerà alcune associazioni delle persone con disabilità.

A seguire, alle ore 10.45, incontrerà una delegazione di comitati e associazioni di cittadini delle aree terremotate del Centro Italia.

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