Lunedì, 8 Marzo 2021
Italia

Lega e 5 stelle non mollano Conte, al lavoro sui ministri: Salvini blinda Savona "l'anti tedesco"

"Sarà Conte a proporre la squadra del governo del Cambiamento al capo dello Stato Mattarella". Lo spiega la deputata M5S Laura Castelli dopo la conclusione del nuovo incontro tra Salvini e Di Maio. Intanto i sondaggi svelano una tendenza nel sentiment degli italiani

Stupore per le voci diffusesi sui media che danno in bilico il ruolo di Giuseppe Conte. "Per noi non è cambiato nulla" assicurano fonti della Lega ascoltate a Montecitorio dopo l'incontro tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Governo, le ultime notizie

Anche per i grillini ''il nome in campo resta quello di Conte'', sebbene nel Movimento resti una sottesa speranza che alla fine Di Maio possa spuntarla come premier.

Il curriculum di Conte diventa un caso 

Dalle ultime notizie che arrivano dai palazzi romani le polemiche sul nome di Giuseppe Conte sembrano destinate a sparire come bolle di sapone. 

"Di Maio non mi ha informato di alcun ripensamento da parte loro, quindi il nome rimane quello di Giuseppe Conte". spiega il leader della Lega Matteo Salvini, in un video pubblicato da Repubblica.it, commenta le indiscrezioni su una possibile retromarcia riguardo all'indicazione di Giuseppe Conte.

"Dal Quirinale non è arrivata nessuna perplessità, Mattarella ci aveva detto che si sarebbe preso un giorno di tempo, non è una novità di oggi".

Sul ritorno in campo dell'ipotesi che a palazzo Chigi vada lo stesso Luigi Di Maio Salvini taglia corto: "No, lo abbiam detto e lo ribadiamo",

Governo: Conte premier, Savona all'economia

Nello stesso tempo dal Carroccio ribadiscono anche la carta Paolo Savona per il ministero dell'Economia. Nei confronti dell'economista non risulterebbero perplessità nè, tantomeno, "veti". Anche per il M5S per ora Savona resta il candidato a via di XX settembre.

Del resto, "se Savona dovesse cadere, cambierebbe tutto il quadro della futura squadra di governo e Giorgetti ritornerebbe in gioco per via XX settembre, lasciando però libera la casella di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, considerata strategica per la Lega'', avverte un big della Lega, salviniano doc, che sta seguendo da vicino la partita governativa.

Invece con l'economista Savona a via XX settembre, Giancarlo Giorgetti verrebbe confermato nel ruolo di 'Gianni Letta' padano, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Pronti a entrare nella 'stanza dei bottoni' in quota Carroccio Nicola Molteni (all'Agricoltura) Giulia Bongiorno (ai Rapporti con il Parlamento) e l'attuale capogruppo a palazzo Madama Gianmarco Centinaio (al Turismo e agli Affari regionali). Lorenzo Fontana, vicesegretario del Carroccio e salviniano doc, dato in corsa come ministro, resterebbe invece vicepresidente della Camera. Alla leghista Simona Bordonali potrebbe andare il dicastero della Famiglia e delle disabilità (un cavallo di battaglia di Salvini).

Sul fronte 5 stelle, secondo gli ultimi boatos Alfonso Bonafede sarebbe sempre in corsa per il posto di Guardasigilli, mentre continua a circolare il nome di Emilio Carelli per la Cultura. Tra gli 'attenzionati' pentastellati ci sarebbero Danilo Toninelli (in pole per la Funzione pubblica) e Laura Castelli (papabile per la Semplificazione). Per l'Ambiente stabili le quotazioni di Sergio Costa, generale di Brigata dell'Arma dei Carabinieri, agli onori della cronache per le sue battaglie nella Terra dei fuochi. Con ogni probabilità un ruolo di peso verrà ritagliato per Vito Crimi: qualcuno per lui immagina un incarico di sottosegretario alla presidenza del consiglio con la delega ai servizi segreti. Scendono le quotazioni di Vincenzo Spadafora all'Istruzione e risalgono quelle del 'super preside' di Brindisi, Salvatore Giuliano per viale Trastevere. Per la Salute si fa il nome dell'attuale capogruppo M5S alla Camera, Giulia Grillo.  Del team dovrebbe far parte pure Riccardo Fraccaro, fedelissimo di Di Maio: per lui si parla dei Rapporti con il Parlamento, se non andranno alla leghista Bongiorno. Per la Difesa prenderebbe sempre più corpo il nome di Elena Trenta in quota M5S, già indicata ministro nel fantagoverno pentastellato precendente le eleiozioni. Punto fermo della futura 'squadra' alla Farnesina sarebbe poi l'ex ambasciatore Giampiero Massolo, gradito al Quirinale.

La decisione di Mattarella dopo le consultazioni

Conclusa la giornata di consultazioni al Quirinale con i presidenti di Camera e Senato, non si registrano novità.

Nonostante il riserbo di oggi del Colle, è evidente che molti sono i dubbi che precedono la scelta del Capo dello Stato e nulla ancora è stato deciso. Senza dimenticare ovviamente che l'articolo 92 della Costituzione lascia piena autonomia al Presidente della Repubblica nella scelta del premier.

E a quanto pare Mattarella intende esercitare in toto queste sue prerogative e quindi esaminare tutte le implicazioni legate all'eventuale scelta del professore di diritto civile. Un tecnico del quale naturalmente va pesato l'impatto, politico e non solo, che può avere anche nei consessi internazionali. Senza trascurare le polemiche di queste ultime ore relative al curriculum e ai trascorsi professionali di Conte e gli equilibri che sembrano tutt'altro che definiti tra M5S e Lega. Circostanza, quest'ultima, che contribuisce a rallentare i tempi.

Di sicuro restano i punti fermi fissati da Mattarella ieri e nei giorni scorsi. Qualunque siano gli accordi programmatici e a livello di organigramma raggiunti dalle forze politiche, è il presidente del Consiglio che dirige e coordina l'attività politica e amministrativa del governo, essendone il responsabile.

Il ministero chiave preoccupa Mattarella e l'Europa

Quanto ai ministri, vengono sì proposti dal premier, ma nominati dal Capo dello Stato, che naturalmente vorrà garantire che si tratti di personalità che tengano la barra dritta rispetto ad alcuni capisaldi programmatici: la tenuta dei conti pubblici, il rispetto degli impegni internazionali dell'Italia, a partire da quelli con l'Unione europea; l'ancoraggio alle alleanze storiche del nostro Paese.

Vertice tra Salvini e Di Maio

Dopo un'ora e mezza di vertice, Di Maio e Salvini confermano il "clima sereno e costruttivo" per mettere a punto "gli ultimi dettagli in attesa della convocazione del Presidente Mattarella". E Conte resta ancora in sella. Per la Lega non si può parlare di ritorno di Di Maio sulla casella di palazzo Chigi: non se ne parla nemmeno di tirare fuori dall'armadio una "maglietta ormai dismessa", spiegano fonti leghiste.

E Berlusconi? L'ordine ai parlamentari di Forza Italia

Silvio Berlusconi sta alla finestra e dalla 'tribuna' di Arcore attende gli ultimi sviluppi della trattativa tra M5S e Lega per la formazione del governo giallo verde definita dagli azzurri una ''vera e propria telenovela''. Una trattativa sempre più delicata, arenata ora sul doppio nodo premier-super ministero dell'Economia, ovvero sui nomi di Giuseppe Conte e Paolo Savona.

Prima di convocare il Comitato di presidenza di Forza Italia e indicare la linea del partito - che ora resta di ferma opposizione con un voto contrario alla fiducia - Berlusconi vuol prima capire chi avrà l'incarico di presidente del Consiglio e quale sarà la lista dei ministri. Per questo guarda con attenzione i segnali che arrivano dal Quirinale.

L'input arrivato oggi da Villa San Martino ai parlamentari azzurri, specialmente a chi va in tv, è stato chiarissimo: non sabotate pubblicamente l'alleanza Salvini-Di Maio, del resto fanno già da soli; niente affondi contro Salvini, dunque, attaccate solo M5S. Un concetto ribadito durante il direttivo di Fi riunitosi stamane a Montecitorio. Il rientro a Roma del Cav, spiegano fonti azzurre, dipenderà dai tempi dell'incarico.

L'ex premier, raccontano, ha sentito al telefono Giorgia Meloni. La presidente di Fdi ha annunciato il suo netto 'no' a Conte premier  e se l'è presa con Salvini.

FdI va all'opposizione, Meloni: "Salvini è caduto in trappola M5s, isolato e debole"

Parole che non hanno convinto molti azzurri, perchè interpretate come una chiusura solo parziale alla nascita di un esecutivo giallo-verde. C'è chi, infatti, in Fi si chiede: ''se il premier non sarà un tecnico, Fdi cosa farà?''.

Gli ultimi sondaggi: la Lega vola

Se le indicazioni arrivate dalle elezioni regionali in Valle d'Aosta non fossero sufficienti, una ulteriore conferma del vento in poppa che spinge le politiche della Lega arrivano dagli ultimi sondaggi politici

Secondo l'ultimo sondaggio effettuato da Tecnè, se si rivotasse oggi la Lega farebbe un passo avanti di ben 5 punti percentuali passando dal 17,4% del 4 marzo al 23,2%. In lieve calo il Movimento 5 stelle, dal 32,7% al 31,6%.

Mentre secondo una rilevazione EMG per il talk show televisivo Cartabianca, la Lega è vista in contrazione di ben un punto percentuale nel periodo compreo tra l'11 maggio e il 18 maggio.

Un trend confermato anche dall'istituto demoscopico Ipsos che in un sondaggio realizzato per il Corriere della Sera lo scorso 17 maggio ha rilevato queste percentuali. 

INTENZIONE DI VOTO Politiche 2018 Camera 28-mar-18 20-apr-18 04-mag-18 18-mag-18
(% su validi)
Liberi e Uguali 3,4% 3,0% 2,7% 2,8% 2,4%
PD 18,7% 18,8% 19,5% 18,3% 18,1%
Più Europa con Emma Bonino 2,6% 2,3% 2,2% 2,2% 1,8%
altre liste centro sinistra 1,6% 1,0% 1,0% 1,0% 0,8%
LEGA NORD 17,4% 19,2% 19,5% 21,2% 25,4%
FORZA ITALIA 14,0% 13,1% 12,9% 13,1% 12,0%
FRATELLI D'ITALIA 4,3% 4,2% 4,3% 3,6% 3,4%
NOI CON L'ITALIA - UDC 1,3% 0,9% 0,8% 0,9% 0,6%
MOVIMENTO 5 STELLE 32,7% 33,9% 33,5% 33,7% 32,6%
ALTRE LISTE 4,0% 3,6% 3,6% 3,2% 2,9%
Totale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%
(% su elettori)
indecisi + non voto (astenuti + bianche + nulle) 29,4% 29,1% 28,2% 28,9% 28,3%

11 maggio 2018/ 18 maggio 2018/ Trend
CENTRO-DESTRA 40,7/ 40,1/ -0,6
Lega 23,2/ 21,8/ -1,4
Forza Italia 12,2/ 12,9/ 0,7
Fratelli d'Italia 4,8/ 4,8/ 0,0
Noi con l'Italia 0,5/ 0,6/ 0,1
MOVIMENTO 5 STELLE 30,8/ 31,9/ 1,1
CENTRO-SINISTRA 20,3/ 20,4/ 0,1
Partito Democratico 18,0/ 18,1/ 0,1
Più Europa - CD con Bonino 1,5/ 1,5/ 0,0
Altro partito (PSI, Verdi, Civica Popolare, Svp) 0,8/ 0,8/ 0,0
LIBERI E UGUALI 4,3/ 3,7/ -0,6

Salvini: "Siamo pronti, o si parte o si torna a votare"

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