Lunedì, 10 Maggio 2021
Italia

Governo, colpo di scena: Di Maio chiede passo indietro a Savona, Salvini al bivio

Cottarelli e Di Maio al Quirinale per un colloquio informale. Il premier incaricato attende gli sviluppi per evitare un bruciante passaggio parlamentare senza fiducia. I 5 stelle chiedono a Savona di rinunciare al ministero dell'Economia. Salvini ribadisce il suo no i tecnici

Colpo di scena: il Movimento 5 stelle chiede il passo indietro di Savona per far ripartire il governo Conte. Lo fa con una nota di Laura Castelli, concordata con Di Maio: "Sono ore cruciali e c'è una situazione di instabilità che rischia di essere pagata dai cittadini e dal Paese. Stupisce che Paolo Savona, persona di grande spessore culturale e sensibilità politica, non abbia ancora maturato la decisione di fare un passo indietro".

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Appena tre giorni fa il M5S e Di Maio sul "no" del Presidente Mattarella a Savona hanno accusato il presidente di “attentato alla costituzione”. Oggi chiedono esplicitamente a Savona un passo indietro.

Cottarelli non scioglie la riserva

Oggi Carlo Cottarelli è stato ricevuto al Quirinale per un colloquio informale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: l'incontro è durato mezz'ora. Nessuna accelerazione da parte del premier incaricato che continua ad aspettare per verificare se sia ancora possibile dar vita ad un governo politico basato sull'alleanza tra M5S e Lega. Cottarelli quindi non scioglierà la riserva neanche oggi.

Anche Luigi di Maio ha avuto un colloquio informale al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Di Maio avrebbe ottenuto da Mattarella 24 ore di tempo per provare a rimettere in piedi programma e struttura del governo Conte attraverso l'offensiva di persuasione verso Savona perché faccia autonomamente un passo indietro. 

Di Maio a Salvini: "Un altro nome per Mef e parte governo Lega M5s"

Di Maio in un video su Facebook ha spiegato di aver proposto a Mattarella di nuovo il nome di Savona ma non come ministro dell'Economia. Questo sarebbe il patto per uscire dallo stallo - senza che nessuno perda la faccia-."Oltre al professor Savona aggiungiamo una persona che va a ricoprire con la stessa caratura il ruolo di ministro dell'Economia. Il movimento 5 stelle ci sta. Non dipende da noi, ma dall'altra forza politica che fa parte del contratto". spiega di Maio che passa il cerino alla Lega non prima di aver invitato gli attivisti in piazza il 2 giugno: "Per chiedere esecutivo politico o voto".

La palla passa a Matteo Salvini che ha già manifestato l'intenzione di non rinunciare a Paolo Savona, rilanciando inoltre con l'ingresso nell'esecutivo di Giorgia Meloni. "Se mi tirano via anche un solo uomo di quella squadra di governo - ha detto il segretario della Lega a Sestri Levante - il governo non ha senso che esista".

Salvini: "Non a governo col guinzaglio"

"Mi domando perchè non può fare il ministro in Italia uno che non sta simpatico ai tedeschi. Ma dobbiamo avere il permesso della Merkel per fare il ministro in Italia?", dice Matteo Salvini, nel corso di un comizio a Imperia. "Valuteremo, ci ragioniamo. Ma non siamo in vendita per qualche ministero", dice Salvini. Il leader della Lega aggiunge: "Il governo deve essere libero di difendere gli interessi degli italiani. Un governo col guinzaglio no".

"Quando abbiamo proposto il professor Savona è stato perché era il migliore per fare il ministro dell'Economia. Se Di Maio ha cambiato posizione ne parlerò con lui"

"O c'è un governo che parte subito con le idee chiare e inizia a riportare lavoro e sicurezza in questo Paese o tanto vale tornare a votare e poi sarà un referendum tra il popolo e gli italiani da una parte e i servi dei poteri forti, delle banche e della finanza dall'altra". spiega Matteo Salvini parlando durante un comizio elettorale a Sestri Levante, in provincia di Genova.

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Il leader della Lega lo dice chiaro e tondo: "O il governo parte col contratto firmato e approvato dagli italiani nelle piazze, e con la squadra al completo concordata, magari con l'aggiunta di Giorgia Meloni, oppure - conclude Salvini - avrà vinto chi dice sempre No".

Intanto dalla Lega sono pronti alla piazza: nel prossimo weekend, Sabato 2 e domenica 3 giugno, centinaia di gazebo saranno a disposizione chi vorrà firmare per la proposta di elezione diretta del Presidente della Repubblica.

Dal canto suo il capo politico del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio detta la linea pentastellata. "M5s voterà contro la fiducia a un eventuale governo tecnico". Lo spiega Di Maio lasciando Montecitorio a bordo della sua auto a chi gli chiede se voteranno contro o si asterranno sul governo Cottarelli

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Berlusconi preoccupato, sconcertato e perplesso

"Berlusconi è preoccupato e anche un po' sconcertato per come sta evolvendo questa crisi. Uno dei momenti piu' difficili della storia della Repubblica, che ha un riflesso sui mercati e rischia di colpire i risparmi, le pensioni e i mutui degli italiani. Non stiamo parlando di complotti stranieri ma di un qualcosa che riguarda il quotidiano delle persone". Lo ha detto Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo allo speciale del Tg3. "Su questo il presidente Berlusconi è un po' perplesso su come si stanno muovendo le diverse forze politiche".

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Incontro Giorgetti-Salvini-Di Maio

I tre leader si sarebbero incontrati -mentre era in corso il tentativo di un esecutivo neutrale targato Cottarelli- per provare a ripartire con uno schema governativo giallo-verde, senza Paolo Savona al Tesoro, sul quale il Colle ha posto un veto inamovibile.

L'ultima mediazione Salvini-Di Maio sarebbe accolta con favore dai tanti parlamentari preoccupati per un ritorno alle urne già a luglio.

Raccontano che Di Maio, sotto processo nel suo movimento per la gestione delle trattativa fallita per andare a palazzo Chigi, avrebbe deciso di mollare la presa su più fronti, rinunciando innanzitutto all'impeachment.

L'ipotesi di un nuovo esecutivo politico tra Movimento 5 stelle e Lega sembra perdere quota, visto che il segretario di via Bellerio è tornato a minacciare le urne, bocciando ogni offerta di mediazione: "Non è che siamo al mercato, ho una dignità e una serietà, ora spieghi Mattarella come uscirne, noi a disposizione per accompagnare il Paese al voto il prima possibile".

Per capire lo sfogo del 'Capitano', riferiscono fonti del centrodestra, bisogna riavvolgere il nastro e iniziare dal vertice di ieri pomeriggio tra Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, dove si sarebbe riproposto il nodo di sempre, quello del ministero dell'Economia.

Che cosa ha fermato Cottarelli

Decisi a riprovarci, Di Maio e Salvini, una volta informato il Colle, si sarebbero trovati ancora una volta di fronte allo scoglio del dicastero di via XX settembre, con un caso Cottarelli sul tavolo. Raccontano, infatti, che il nome dell'economista sarebbe stato oggetto di un serrato confronto e di un nuovo braccio di ferro tra Quirinale e Carroccio.

Investito ormai dell'incarico di formare il nuovo governo, Cottarelli (che oggi ha avuto un nuovo colloquio informale con il capo dello Stato) e attende "gli eventuali sviluppi di una trattiva per la nascita di un esecutivo politico".

Mister spending review difficilmente sarebbe disposto a fare un passo indietro e a uscire definitivamente di scena proprio nell'ultimo miglio verso palazzo Chigi. Da qui l'ipotesi, avallata dal Colle per uscire dallo stallo con il sì di M5S e Lega, di affidare il Ministero dell'economia a Cottarelli al posto di Savona.

Cottarelli al posto di Savona

Lo 'scambio' Cottarelli-Savona come nome da presentare per la poltrona del Ministero del Tesoro però, riferiscono fonti del centrodestra all'agenzia Adnkronos, avrebbe trovato in Salvini uno strenuo oppositore: sin dal primo momento la Lega non ha mai digerito quello che considera un 'tecnico', espressione dei "poteri forti". Si sarebbe riproposto, quindi, quel muro contro muro che già aveva affondato il primo tentativo di un governo giallo-verde. Da qui lo sfogo di Salvini che torna a minacciare il voto: "Non è che siamo al mercato, ho una dignità e una serietà", spia forse della volontà, raccontano alcuni, di andare comunque ad elezioni il prima possibile, evitando responsabilità di governo.

Cottarelli appeso alla non sfiducia

E se invece fossero i 5 stelle a riprendere in mano il gioco politico ora tenuto in piedi da Salvini a tutto vantaggio della Lega?

Le verifiche sono in corso in queste ore: se il tentativo di Carlo Cottarelli proseguirà fino al voto - o si fermerà prima ancora di iniziare - dipende tutto dalla 'fiducia tecnica' accordata al nuovo esecutivo.

Non partecipando al voto o con un'astensione, i 109 senatori M5s potrebbero decretare il destino del governo Cottarelli. A quanto apprende l'agenzia Dire i 5 stelle sono orientati a votare contro il governo.

Una linea riassunta da Luigi Di Maio: "Cottarelli non ha un voto neanche in Prlamento dove invece una maggioranza politica c'è".

Casellati premier di un governo d'emergenza?

Da Forza Italia fanno sapere la propria contrarietà a far saltare tutto e si oppongono all'idea di sciogliere le Camere: l'incubo del voto estivo è pressante in più di un partito. Ecco allora che resterebbe l'ipotesi di un governo di centrodestra di minoranza che porterebbe il paese al voto. La premiership andrebbe, secondo le ipotesi di queste ore, alla presidente del Senato Casellati

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