Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

Come Beppe Grillo può fermare (o rallentare) la marcia del governo Draghi

Il rinvio del voto su Rousseau complica i piani del premier incaricato, che voleva salire al Colle domani per sciogliere la riserva e annunciare i ministri. Il tempo servirebbe a convincere gli attivisti al sì, ma c'è chi dice che dietro c'è la richiesta di un ministero

Beppe Grillo può fermare, o meglio rallentare, la marcia del governo Draghi verso il giuramento. Il presidente del Consiglio incaricato "con riserva" aveva in programma di salire al Colle domani, giovedì 11 febbraio, per discutere la lista dei ministri incaricati con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e giurare con il nuovo esecutivo al Quirinale nella giornata di venerdì, per affrontare subito le questioni più urgenti che si trova sul tavolo, tra cui le ordinanze del ministero della Salute sulle regioni in zona gialla, arancione e rossa. Ma il voto su Rousseau per far decidere agli iscritti grillini, in programma per oggi, slitterà come hanno annunciato il garante M5s e il "reggente" Vito Crimi ieri sera. E questa decisione rallenta la marcia di Draghi, che a questo punto salirebbe al Colle non prima di sabato per sciogliere la riserva. Mentre la maretta e le accuse di essere parte di un piano della Troika da parte dei senatori M5s come Lannutti proseguono. E sul suo blog Grillo chiede un super-ministero per la transizione ecologica. 

Come Beppe Grillo può fermare (o rallentare) la marcia del governo Draghi 

"Mi ha dato ragione su tutto, ma votare domani... aspettiamo un attimo, aspettiamo lui che pubblicamente ci dice quel che vuol fare ", ha detto ieri Grillo in video su Facebook, riferendosi al voto su Rousseau per sondare la base sull'ingresso nel governo Draghi. "Ho parlato e lui ha annuito sempre, ha ribadito che l'ambiente viene per primo, ma aspettiamo prima di scrivere sul meetup, vediamo cosa succede", ha aggiunto il fondatore del M5S, "aspetterei un attimo a fare domande a cui voi dovete dare delle risposte, sarete voi a decidere cosa fare, a decidere di mandare affanculo questo, o quell'altro". Poi è arrivata anche la bomba finale: "Ho detto 'primo non ci deve entrare la Lega perché la Lega di ambiente non ha mai capito una mazza di niente'. E lui mi ha detto 'non lo so, eh vediamo...'".

L'affermazione di Grillo viene successivamente "corretta" da Crimi:  "Non poniamo condizioni. Abbiamo messo in guardia Draghi da questo dentro tutti su tutto", ha sostenuto il reggente M5s a DiMartedì correggendo parzialmente il tiro mentre Matteo Salvini aveva già risposto con una nota alle agenzie di stampa: "Noi confermiamo il nostro atteggiamento costruttivo, responsabile, positivo e che ci porta a non parlare di ministeri e a non mettere veti su nessuno. E' incredibile invece l'atteggiamento di Grillo e dei 5 stelle che chiedono ministeri e vorrebbero imporre al professor Draghi un governo senza la Lega. Non e' questo che ha chiesto Mattarella e che serve all'Italia. Noi andiamo avanti tranquilli: prima il bene del Paese e poi gli interessi dei partiti".

Il Corriere della Sera aggiunge un altro tassello a questo scenario che potrebbe essere in qualche modo deflagrante: nel colloquio con Silvio Berlusconi Draghi aveva anticipato al leader di Forza Italia che ci sarebbe stato un rallentamento: "Purtroppo siamo in ritardo con la tabella di marcia perché bisogna attendere l’esito delle consultazioni dei Cinque Stelle sulla piattaforma Rousseau". E quando Berlusconi gli ha pronosticato un esito positivo Draghi è stato interlocutorio: "Eh, speriamo bene...". Draghi ritiene fondamentale la presenza del M5s nella sua maggioranza "larga" e per questo vede come un pericolo il voto sulla piattaforma della fondazione guidata da Davide Casaleggio. E il rischio, anche se Grillo ha assicurato che è vero il contrario è che dietro il rinvio del voto ci sia la tentazione di trattare sui ministri, cosa che il premier incaricato non intende fare se non con Mattarella, come Costituzione prevede. 

Il colpo di scena di Grillo rallenta Draghi 

Secondo i rumors delle ultime ore il rinvio del voto serve per rivolgere un quesito più definito alla base, su programma e anche modello di governo, se interamente tecnico o a metà strada tra il tecnico e il politico, sul cosiddetto modello Ciampi. E anche per valutare la possibilità di aggiungere l'opzione dell'astensione oltre che il sì o il no alla fiducia, particolarmente caldeggiata da chi nel partito vede come il fumo negli occhi la partecipazione all'esecutivo di Draghi. Una percentuale alta di voti per l'astensione potrebbe portare il sì a non raggiungere la maggioranza assoluta scombussolando così i piani dell'ala governista che non vuole lasciare la stanza dei bottoni. Il Fatto Quotidiano, giornale storicamente vicino ai grillini, spiega che uno dei punti che hanno spinto al rinvio è proprio l'opzione dell'astensione: 

Una via per far partire comunque il governo Draghi, e magari per rendere più difficile espellere i contrari, visto che da Statuto chi vota no a un esecutivo composto anche dal M5S va cacciato subito. I “ribelli”, da Barbara Lezzi a Elio Lannutti, fino ai deputati Raphael Raduzzi e Alvise Maniero, si ritrovano alle 21 in un V-Day sul web.

Un'altra paura che serpeggia all'interno del M5s è quella che Draghi dopo il via libera per il governo non mantenga le promesse e vari un esecutivo tecnico o nel quale gli esponenti grillini non si trovino in posti chiave. Tanto che lo stesso Grillo ha chiesto a Draghi di varare un "superministero della Transizione ecologica" e qui, racconta La Stampa, c'è stato un piccolo colpo di scena: il premier incaricato si è fatto trovare pronto: aveva studiato il modello già esistente in Francia e dice di aver già avviato delle verifiche per provare ad adattarlo in Italia. Il MoVimento 5 Stelle attende quindi una presa di posizione pubblica di Draghi sul programma e, probabilmente, qualche rassicurazione in privato sui ministeri.

L'ex presidente della Bce dovrebbe però parlare solo alla fine delle consultazioni (potrebbe farlo oggi?) ma non c'è alcun protocollo che lo preveda obbligatoriamente. Sarebbe una sua scelta. In questo caso evidentemente obbligata dal rinvio del voto su Rousseau per avere la possibilità di avere i grillini all'interno dell'esecutivo. E con un worst case scenario che potrebbe vedere gli attivisti bocciare il sì alla fiducia o invitare all'astensione gli eletti anche dopo le sue parole. Infatti ieri sono state circa 700, tra militanti ed eletti M5s, le persone che hanno preso parte, in collegamento su zoom, al V-Day anti-Draghi lanciato dall'ala contraria alla fiducia al governo. Tra loro ci sono anche molti parlamentari, come Barbara Lezzi, Elio Lannutti, Alvise Maniero, Andrea Colletti, Mattia Crucioli, Elena Botto, Leda Volpi, Primo Di Nicola, Bianca Laura Granato, Pino Cabras, Jessica Costanzo, Laura Angrisani, Raphael Raduzzi. 

Se arrivasse un no più o meno mascherato, a quel punto cosa farebbe il premier incaricato, che ha sempre detto di volere un'"ampia maggioranza" per il suo esecutivo e dovrebbe prendere atto che senza i grillini questa non ci sarebbe? Forse il governo potrebbe addirittura saltare o reggersi sulla coalizione Ursula senza il M5s? Questo stallo messicano è il primo problema che Draghi deve risolvere. 

Un ministero per la transizione ecologica?

E proprio stamattina sul suo blog Beppe Grillo ufficializza la richiesta di un super-ministero per la transizione ecologica che dovrebbe, nelle intenzioni del fondatore, garante e leader del MoVimento 5 Stelle, "fondere le competenze per lo sviluppo economico, l’energia e l’ambiente". Secondo Beppe "un Super-Ministero per la transizione ecologica è la coordinazione per trasformare la società – non solo dell’economia. E’ uno strumento fondamentale, come ci sembrarono fondamentali i primi ministeri dell’ambiente negli anni ’70". E sembra rispondere proprio a Draghi quando parla di un "banchiere" che gli ha risposto "sì, ma non adesso!":

Dopo mezzo secolo di inedia ecologico-economica, dobbiamo darci una mossa. Siamo da cinquant’anni nel comma 22. I banchieri hanno la leva principale per cambiare ma non hanno capito che bisogna cambiare. E quelli che hanno capito che bisogna cambiare non hanno la leva principale. Anche un banchiere e finanziere lo capisce, ma non può dire: “Sì, ma non adesso!”. Mettiamo dei fiori nei nostri bazooka!

Anche il bazooka sembra un riferimento al Quantitative Easing, ovvero allo strumento della Banca Centrale Europea per immettere liquidità nei mercati. E un  breve messaggio sul Blog delle stelle annuncia la sospensione del voto e innesca la rabbia della base M5S: "Il voto sul governo previsto dalle ore 13.00 di oggi e' temporaneamente sospeso. I nuovi orari di inizio e termine votazione saranno successivamente comunicati". La sospensione non è gradita, il prendere tempo nemmeno e in rete scoppia la polemica. Moltissimi i commenti negativi che contestano la decisione del Movimento di sospendere momentaneamente il voto sul governo Draghi. La butta sul ridere Il Negazionista. "Assicuratevi di comunicare il nuovo orario a Ciampolillo- scrive- altrimenti arriva tardi anche stavolta". Fabio Toneatto invece pone l'accento sulle incoerenze grilline. "Giusto per darvi piu tempo per fare propaganda in modo da garantirvi il risultato che volete voi. Questo è peggio che assumersi la responsabilita del SI. Siete oramai marci, basta, non avete piu' senso", è la stessa critica posta da Francesco Ghezzi: "Vi siete presentati come homines novi, promettevate lottare solo ed esclusivamente nell'interesse del Paese. Vi siete dimostrati insulsi ed inconcludenti, avete contribuito, più di altri, ad incancrenire la situazione politica. Fate un unico atto di bene per il paese: ritiratevi". "Branco di pagliacci", secondo Carlo Taldone mentre Condino Guglielmo si affida ai detti popolari. "Dalle mie parti si dice che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi...". Davide Pansecchi invece guarda nel medio-lungo termine. "Comunque vada - sostiene- dovrete gestire una spaccatura, non ci saranno vincitori ma avra' perso il movimento". Infine Diego Guida che usa il sarcasmo. "Peccato! Non vedevo l'ora di sapere cosa pensano del nuovo governo Tigerman85, Farfallina88 e Sciakimika66". 

Quanto durerà il governo Draghi?

Intanto, anche se l'esecutivo di SuperMario non è ancora stato varato c'è un pronostico interessante sulla durata del governo Draghi che parte da uno scenario che comprende l'ok alla fiducia entro la prossima settimana, passa attraverso il semestre bianco, ovvero il periodo di tempo corrispondente agli ultimi sei mesi del mandato del Presidente della Repubblica Italiana, durante il quale il Quirinale non può sciogliere le Camere, e indica in maniera piuttosto chiara la via delle elezioni anticipate. 

Ieri abbiamo spiegato che l'ok di Matteo Salvini al governo Draghi ha, secondo le ultime dichiarazioni del leader della Lega, un orizzonte temporale ben delineato e definito: "alcuni mesi". La frase di Salvini, detta durante le consultazioni di Draghi, non è casuale e parte da un ragionamento che oggi viene esplicitato da Marco Palombi in un articolo sul Fatto Quotidiano. Un pezzo caratterizzato da un pronostico abbastanza forte: il governo Draghi può durare al massimo per undici mesi e venti giorni, ovvero meno di un anno. Perché? Perché tra undici mesi e una ventina di giorni il Parlamento sarà convocato in seduta comune per la prima volta per eleggere il successore di Sergio Mattarella, il cui mandato scade il 3 febbraio 2022.

A quel punto, come tutti i partiti sanno, per come si è messa la legislatura c’è un candidato unico al Colle ed è proprio Mario Draghi . Questo, ovviamente, comporterebbe il ritorno al voto nella primavera del prossimo anno, soluzione che – peones e partitini a parte – non dispiace sostanzialmente a nessuno.

Questo quindi sarebbe l'orizzonte temporale del governo Draghi a patto che si verifichino alcune condizioni ben precise, la più importante delle quali è che l'ex presidente della Bce salga poi al Quirinale - con l'ok del centrodestra che premerebbe per il voto - vari successivamente un governo di scopo (magari con gli stessi ministri del suo e un nuovo premier) e sciolga le camere. C'è però, fa sapere sempre il Fatto, un piano B che prevede che Draghi resti a Palazzo Chigi addirittura fino a fine legislatura (ovvero fino alla primavera del 2023). In un solo caso: che Mattarella accetti un secondo mandato come ha fatto Giorgio Napolitano. Ma finora questo l'attuale inquilino del Quirinale lo ha sempre escluso:

L’attuale capo dello Stato lo ha sempre escluso e ancora in questi giorni – sollecitato sul tema – lo staff del Quirinale rispondeva col recente discorso per i 130 anni dalla nascita di Antonio Segni, nel quale Mattarella cita l’invito al Parlamento del suo predecessore a introdurre il divieto di rielezione alla presidenza della Repubblica abolendo, contestualmente, il “semestre bianco”.

Parrebbe un no, ma anche Napolitano disse no finché non disse sì.

EDIT ore 7,32: "Non andremo al governo a tutti i costi, ci stiamo confrontando. Alcune garanzie le abbiamo chieste, ottenendo rassicurazioni sul Mes, sulla scuola, sulla continuita' con il governo Conte". In un'intervista al Corriere della Sera Vito Crimi, reggente di M5s chiarisce la linea politica che guidera' le scelte del movimento. Ieri Beppe Grillo, fondatore e garante del partito, ha rinviato il voto sulla piattaforma Rousseau dove i militanti dovrebbero esprimersi sulla partecipazione al governo Draghi. Crimi spiega che sui quesiti non ci sara' la semplice richiesta del si' o no al nuovo esecutivo di unita' nazionale. "Quando avremo qualcosa su cui votare - spiega - scriveremo nei quesiti 'vogliamo stare in un governo che ha queste caratteristiche?'. Dobbiamo mettere ai voti un programma, aspettiamo che Draghi veda le parti sociali e tiri le conclusioni". 

Crimi non sembra preoccupato di una possibile scissione del movimento, con la parte anti Draghi guidata da Di Battista e Casaleggio. "Anche quando siamo andati al governo con la Lega e poi con il Pd sembrava fossimo al redde rationem, invece in dieci anni non ci siamo mai spaccati - ragiona - non c'e' una scissione in atto, ci sono persone che la pensano in modo diverso". Eppure in molti hanno gia' annunciato che saranno all'opposizione. Tra cui diversi senatori. "Fin qui hanno abbandonato una ventina, forse - precisa Crimi - se qualcun altro decidera' di non adeguarsi al voto degli iscritti ne prenderemo atto, ma non si puo' definire scissione". In quanto all'eventualita' di far entrare M5s nel governo Draghi, secondo il reggente di M5s se prevarranno i si' vorra' dire che gli iscritti che "ci hanno sempre chiesto di capitalizzare quel 32% di voti nelle urne e non lasciare il governo nelle mani sbagliate, ancora una volta ci diranno di non perdere questa occasione, non lasciare ad altri la possibilita' di cambiare le carte del Recovery" che ha scritto il Movimento 5 stelle. Sull'ennesima giravolta grillina ("Mai con la Lega, mai col Pd, mai con Renzi, mai con Draghi...") Crimi ha un'opinione pragmatica: "Ammetto, forse ogni tanto abbiamo fatto delle fughe in avanti improprie. Però i nostri iscritti ci hanno sempre chiesto di stare al governo e non farci mettere all'angolo", commenta. 

EDIT ore 8,14: Il senatore Elio Lannutti invece non si arrende: "Oggi abbiamo scoperto che Draghi è un grillino.. Forse a sua insaputa.. Ma io lo conosco Draghi, e non mi aveva mai parlato di queste sue passioni! Penso che da lassù Casaleggio ci stia scomunicando, noi e anche Grillo", ha detto in collegamento per il V-Day anti-Draghi del M5s, dove aggiunge: "spero ci facciano votare e spero ci diano qualche garanzia sulla trasparenza di questo voto. E io, che ho fatto tante battaglie anche con Beppe, vi dico che se ci fanno votare, qualunque sarà il risultato io lo rispetterò. Se gli attivisti ci diranno di andare al governo con l'accoltellatore seriale e con lo psiconano mi adeguerò, da vecchio soldato". 

EDIT ore 8,42: Tra i folgorati sulla via di Draghi non possiamo non far notare Marco Zanni: "Il presidente incaricato Draghi ha allontanato il rischio di nuove richieste di austerita' e di politiche europee agganciate a regole vecchie. E siamo rassicurati dall'autorevolezza della sua voce in Europa: credo che questo governo possa diventare un caposaldo degli interessi italiani a Bruxelles", dice europarlamentare leghista e presidente di "Identita' e democrazia" in una intervista al "Corriere della Sera" il si' della Lega al Recovery plan. "Sembrava che la strada prescritta fosse ancora l'austerita' - dice Zanni - In realta', la stessa commissione ha detto di voler aprire alla rilettura del patto di Stabilita'. Il consenso sul fatto che regole fallite non vadano riprese e' ampio. E che queste partite siano nelle mani di Draghi e non di Conte o Gualtieri ci fa votare con convinzione il piano". Ma non eravate anti europeisti? "No - risponde l'europarlamentare - Definire la Lega anti europeista e' un controsenso. Non e' giusto definire anti europeista chi dice che alcune delle regole che regolano l'Europa siano sbagliate. Non siamo noi a cambiare, e' l'Europa che si avvicina alle nostre idee".

EDIT ore 9.01: Il M5s dentro al governo? Più che possibile a questo punto: "Tutti i temi posti dal movimento sono nel programma: non vedo il motivo per dire no a questo governo" dice in un'intervista a 'Repubblica' Davide Crippa, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, che ha partecipato alle consultazioni di Montecitorio. "Diciamo che siamo abbastanza soddisfatti". In particolare, afferma Crippa, "abbiamo la garanzia che tutte le scelte di governo dovranno passare da un filtro di natura ambientale. Non è un riconoscimento da poco. Abbiamo apprezzato la disponibilità del premier incaricato a far confluire le politiche su energia, ambiente e sviluppo economico sotto un unico coordinamento. Ci ha dimostrato di essere andato a vedere come funziona questo ministero in Francia". Quanto al tema della composizione della maggioranza, per Crippa "la perimetrazione l'hanno già fatta i temi: il presidente incaricato ha insistito su ambiente ed europeismo, ha parlato di fisco progressivo. Chi è schierato all'interno del gruppo della Le Pen, chi vuole le trivellazioni e si stracciava la felpa per la flat tax dovrebbe riflettere. O no?". La Lega non dovrebbe fare parte del governo? "Per coerenza, direi proprio di no".

EDIT ore 9.09: E il Partito Democratico che fa? "Se una maggioranza ha grande contraddizioni al suo interno governarla è difficile e già lo era molto quella che abbiamo alle spalle. Un suo allargamento", in particolare con l'ingresso della Lega, "senza un asse politico preciso, rischia di rendere ancora più complicata la navigazione e questo mi pare mero buon senso" ragiona il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, ospite di Radio 24 Il Sole 24 ore. "Credo -ha aggiunto- che sia molto importante insistere sull'individuazione dei punti sui quali convergono le forze politiche. Se la maggioranza è molto larga bisognerà individuare meno punti circoscritti rispetto ai quali concentrarsi, perchè è chiaro che forze politiche che partono da grandi distanze tra loro possono trovare un punto di incontro solo su alcune determinate emergenze".

EDIT ore 9.35: Nei prossimi giorni si delineerà la squadra dei possibili ministri.  "I tecnici devono essere degli specialisti ma a mio avviso la priorità in un ambito di scelte per rappresentare i bisogni dei cittadini va ad un politico". Ad "Agora'" su Raitre il virologo Fabrizio Pregliasco risponde così ad una domanda sulla scelta del ministro della Salute nel nuovo esecutivo. "Speranza? E' stato un rigorista, un po' come me - osserva Pregliasco - credo sarebbe necessario non avere un passaggio di consegne che potrebbe dare un senso di discontinuità".

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