Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Governo Draghi: tecnico o politico? La sorpresa che potrebbe piacere a Lega, Pd e M5s

Seguendo l'esempio di Ciampi, SuperMario potrebbe scegliere per il suo esecutivo una squadra "mista". Questo potrebbe facilitare il raggiungimento della fiducia alla Camera e al Senato. In ballo tornano gli esponenti dei partiti. Ecco quali

Nella scelta dei ministri del suo governo Mario Draghi potrebbe seguire l'esempio del suo maestro Carlo Azeglio Ciampi. E quindi comporre un esecutivo con esponenti politici e non solo tecnici. Perché così sarebbe più facile coinvolgere i partiti nel voto di fiducia e prolungare la durata del governo. 

Governo Draghi: tecnico o politico?

SuperMario non ha ancora deciso che strada seguirà perché prima attende di terminare le consultazioni con i partiti: a preoccupare è il no arrivato dal MoVimento 5 Stelle alla fiducia, che di per sé non mette in difficoltà da solo la possibilità di portare a casa la fiducia alla Camera e al Senato ma potrebbe porre altre questioni, compresa la sopravvivenza stessa del governo, in futuro. Per questo una delle ipotesi attorno a cui si sta ragionando attualmente è quella di formare una squadra a metà tra tecnici e politici, allargando poi l'appoggio a quella che viene definita "maggioranza Ursula", ovvero una grande coalizione tra destra e sinistra come quella che ha portato all'elezione della Van Der Leyen a presidente della Commissione Europea. C'è poi il problema della Lega e di Fratelli d'Italia. Matteo Salvini ha detto che potrebbe barattare l'appoggio a Draghi con una data certa per le elezioni (perché l'interesse del Carroccio è quello di andare a votare il prima possibile) 

Intanto, come da tradizione, il totonomi sui futuri ministri che sederanno al fianco dell'ex banchiere in Cdm. Tra i nomi più gettonati, scrive l'AdnKronos, c'è senz'altro quello di Fabio Panetta, che potrebbe dire addio al board della Bce per entrare al dicastero più ambito, quello dell'Economia. Ieri però, per la seconda volta dopo il tempo in cui si faceva il suo nome per sostituire Gualtieri all'Economia nel Conte-Ter, si è registrata l'indisponibilità di Panetta proprio a causa dell'impossibilità di lasciare il consiglio di amministrazione di Francoforte. Altri rumors si rincorrono pure su altri Draghi boys: tra questi Lorenzo Bini Smaghi, Dario Scannapieco e anche Lucrezia Reichlin. All'interno potrebbe essere confermata Luciana Lamorgese. 

E salgono le quotazioni di mister spending review, Carlo Cottarelli, mentre un altro nome che rimbalza è quello di Andrea Prencipe, Rettore dell'Università Luiss Guido Carli, come quello del super manager scelto da Conte per guidare la task force della fase III, Vittorio Colao. Un posto nel governo potrebbe spettare a Marta Cartabia, già presidente della Consulta e che in molti davano in arrivo a Palazzo Chigi: potrebbe invece essere destinata al dicastero della Giustizia, dove, altro nome che circola, è quello di Paola Severino, ex ministra e giurista estremamente stimata. Si fanno anche i nomi di Marco Bentivogli al Mise, Enrico Giovannini all'Ambiente, Tito Boeri al Lavoro e alla Previdenza. C'è anche Patrizio Bianchi, l'ex assessore alla Scuola, Università e Lavoro in Regione Emilia-Romagna per due mandati - con i presidenti Errani e Bonaccini - che viene dato tra i papabili a succedere a Lucia Azzolina (M5S) al ministero all'Istruzione.

Ministri governo Draghi: e se SuperMario facesse come Ciampi nel 1993?

I ministri politici del governo tecnico di Mario Draghi

Ma soprattutto c'è da capire chi sarà chiamato a gestire l'emergenza Covid. Su questa pedina, scrve ancora l'AdnKronos, circola il nome di Antonella Polimeli, ex preside della facoltà di Medicina dell'Università Sapienza e attuale rettrice dell'ateneo capitolino. Ammesso che l'attuale ministro, Roberto Speranza, non resti al suo posto. Se infatti il governo dovesse tingersi di politica, si cercherà di coinvolgere i big dei partiti coinvolti. Con l'eventuale sì del M5S, un posto nell'esecutivo sarebbe sicuramente destinato a Luigi Di Maio, ma anche il premier Giuseppe Conte - benché oggi prima di incontrare Draghi abbia detto ad alcuni ministri uscenti a lui vicino che avrebbe declinato qualsiasi offerta- potrebbe andare ad occuparne una casella. Scrive oggi Repubblica che a dispetto delle smentite esiste anche una trattativa: 

L’ipotesi numero uno è proprio quella di favorire uno scambio di consegne tra Conte e Gentiloni. L’alternativa è di affidargli gli Esteri, a cui però ambisce anche Luigi Di Maio, oppure la Giustizia.

Ma alla Giustizia dovrebbe andare Cartabia. Mentre la staffetta tra Conte commissario europeo e Gentiloni ministro (dell'Economia?) è possibile. Per la delega ai Servizi, torna a circolare il nome di Gianni De Gennaro, mentre nel ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – o capo di gabinetto – prende quota Eugenio Sgriccia, che già seguì Draghi da Bankitalia a Francoforte. Così come il viceministro uscente Stefano Buffagni, nome noto negli ambienti milanesi, è in lizza. Per i dem, spazio a Dario Franceschini, Graziano Delrio, Francesco Boccia, mentre per Iv, i nomi potrebbero essere quelli di Ettore Rosato, Maria Elena Boschi e Teresa Bellanova, ammesso che Matteo Renzi non decida di entrare in prima persona a far parte della squadra. Fi dovrebbe sciogliere la riserva evitando di spaccare la coalizione di centrodestra prima di decidere chi eventualmente, tra gli azzurri, far entrare in partita come ministro d'area.

Un altro nome che circola è quello di Lorenzo Guerini, anche lui per una conferma alla Difesa. E, a sorpresa, se il M5s dovesse accettare di sostenere un governo, a diventare ministro potrebbe essere proprio Di Maio. Cambiando però casella, come dice oggi il Corriere della Sera: agli Esteri andrebbe Elisabetta Belloni. Il quotidiano però spiega anche che prima c'è una questione da dirimere: quella dei numeri. Il governo Conte al Senato era arrivato a 156 e ancora oggi l’apporto dei Cinque Stelle appare decisivo con 92 senatori. Vito Crimi potrebbe accettare l'ok a Draghi in cambio di un governo politico? Durante l'assemblea degli eletti il reggente grillino ha detto che un governo tecnico è "freddo e calcolatore" e che "non ha una visione dalla parte della gente". Forse la presenza di qualche nome pentastellato nella lista dei ministri potrebbe fargli cambiare idea? La Lega ha 63 senatori mentre resteranno all'opposizione i 19 eletti di Fratelli d'Italia. Anche il Carroccio, visti i buoni uffici di Giancarlo Giorgetti con Draghi, potrebbe appoggiare il governo Draghi in cambio di qualche ministero?

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