Lunedì, 1 Marzo 2021

Il governo Draghi ha un problema: Salvini ministro

Il leader della Lega vuole entrare nell'esecutivo "europeista" di SuperMario. Perché punta a mandarlo al Quirinale dopo il semestre bianco e subito dopo andare alle elezioni e vincerle. Ma il suo piano potrebbe avere un intoppo. Ecco quale

Il governo Draghi sarà europeista ed atlantista, ha detto il presidente del Consiglio incaricato "con riserva" nel secondo giro di consultazioni con le forze politiche che si concluderà oggi. E proprio per questo SuperMario ha un problema con un nome e un cognome: Matteo Salvini. Il quale ha detto sì all'entrata in maggioranza sparigliando le carte nel centrodestra e, soprattutto, mettendo in seria difficoltà il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle. Ma ha anche fissato un limite temporale per la durata dell'esecutivo ("Noi ci saremo per i mesi che serviranno") e nel frattempo accetterebbe volentieri, come si suol dire, un incarico di ministro. Ambirebbe alla Difesa oppure all'Agricoltura: niente Interni, visto che lì rimarrà con tutta probabilità l'odiata Luciana Lamorgese. Intanto Silvio Berlusconi prova a ritagliare nuovi spazi per Forza Italia: "Non era pensabile una prosecuzione dell'esperienza precedente, né un suo allargamento. Occorreva qualcosa di totalmente nuovo". E Rutelli chiama in causa il governo Ciampi del 1993, già preso a modello da Draghi. Mentre il senatore Lannutti dice che Draghi è qui per completare il lavoro della trojka. E lui intanto boccia la flat tax, proposta leghista e salviniana della prima ora. 

Il governo Draghi ha un problema: Salvini ministro

Le due questioni, come è facilmente intuibile, sono strettamente collegate all'interno della trattativa per definire il perimetro della maggioranza che sosterrà il governo Draghi. Nel senso che basta dare un'occhiata al calendario della politica per capire che c'è un problema di date attorno alla questione della durata del governo tecnico-politico che l'ex presidente della Banca Centrale Europea sta costruendo. Tutto ruota intorno al semestre bianco, ovvero a quel periodo di sei mesi che precede l'addio del vecchio presidente della Repubblica e l'elezione del nuovo, nel quale non è possibile sciogliere le Camere. In questo caso il semestre bianco scatta a fine luglio e quindi ci sono due punti fermi: il primo è che non si può andare ad elezioni dopo quella data (e quindi la nascita del governo Draghi non avrebbe precise date di scadenza), il secondo è che è lo stesso Mario Draghi il candidato più autorevole a prendere il posto di Sergio Mattarella quando si voterà per il Quirinale. 

Come Beppe Grillo può fermare (o rallentare) la marcia del governo Draghi

Nella testa del centrodestra quindi lo scenario che si immagina per tornare al potere è quello di un Draghi che governa fino alla scadenza del mandato di Mattarella e poi sale al Colle all'inizio del 2022 lasciando vacante il posto di presidente del Consiglio: a quel punto la Lega, che l'avrà eletto insieme alla maggioranza che tra poco lo sosterrà in parlamento, chiederà con l'intero centrodestra che il primo atto del nuovo inquilino del Quirinale sia proprio lo scioglimento delle camere (anzi, il secondo: il primo dovrà essere il varo di un governo che porti alle elezioni). Il piano B ci sarebbe, ma è molto difficile da attuare: la Lega potrebbe mollare Draghi nel momento in cui si rendesse conto che questo scenario si allontana e cercare di portare alla crisi e alle elezioni prima del semestre bianco. Ma si tratta dello stesso piano elaborato al Papeete e tutti ricordano sia com'è finita sia quanto sia costato in termini di consensi erosi da Fratelli d'Italia al Carroccio. 

Per questo Salvini ambisce a fare il ministro del governo Draghi e per questo, dopo averlo osteggiato e criticato in più occasioni accusandolo addirittura di essere "complice" di chi "sta massacrando la nostra economia", ora sta diventando il suo primo fan. E lo sta diventando talmente tanto che ha promesso che si vaccinerà senza citare il suo medico di famiglia e che sui migranti "bastano le leggi europee", ovvero proprio quelle messe in campo dall'un tempo odiata Angela Merkel. La metamorfosi da sovranista ad europeista si sta compiendo con i consueti tempi (rapidissimi, quasi lampanti) della politica italiana, a dimostrazione che dalle nostre parti la situazione è spesso disperata, ma mai seria. 

La metamorfosi di Salvini da sovranista ad europeista

I retroscena dei giornali in ogni caso dipingono un Capitano "disponibile" (bontà sua) ad entrare nel nuovo governo ma senza l'intenzione di forzare la mano. Intanto, spiega oggi La Stampa, ha fatto sapere che al Parlamento europeo la Lega potrebbe cambiare atteggiamento sul regolamento del Recovery Fund:

Gli eurodeputati leghisti si erano astenuti durante il governo Conte, ma ora attendono l’incontro con Draghi prima di prendere la decisione definitiva. Da quello che ci risulta la decisione sarebbe già stata presa: il voto sarà positivo. Ci manca solo che Salvini annunci l’iscrizione al Ppe e la riconversione giorgettiana sarebbe compiuta.

Ma se il cambio di prospettiva del Capitano è benedetto da Giancarlo Giorgetti, suo pigmalione, e dai governatori come Luca Zaia e Massimiliano Fedriga ("Usciremo rafforzati dall'esperienza Draghi"), ci sono due ordini di problemi che forse il leader della Lega non ha ancora considerato. Il primo è che Mario Draghi è proprio quel Mario Draghi. Ovvero colui che mai avrebbe varato Quota 100 e che sul ritiro dal lavoro la pensa in maniera diametralmente opposta rispetto a Salvini.

Non solo: in questo anno di emergenza coronavirus abbiamo visto la Lega criticare spesso - e giustamente - il governo Conte per i ritardi sulla cassa integrazione, sui bonus e sui ristori alle attività produttive colpite dal lockdown. Ebbene, proprio ieri Draghi illustrando il suo programma alle forze politiche ha spiegato che è finito il tempo dei contributi a fondo perduto e che i soldi vanno usati per gli investimenti e non per i sussidi. Secondo una prospettiva squisitamente keynesiana che oggi Salvini elogia ma di cui presto potrebbe saggiare le conseguenze sulle categorie a cui il Capitano è abituato a lisciare il pelo. E a cui comincerà a lisciarlo Giorgia Meloni, che invece dalla maggioranza che sostiene Draghi si sta tenendo fuori e ieri, dopo che qualcuno aveva fatto notare il silenzio suo e di Salvini sullo sbarco dei 422 dalla Ocean Viking, si è affrettata a tornare sul tema via Facebook: "Per Fratelli d'Italia la difesa dei confini e la lotta all'immigrazione incontrollata di massa rimarranno priorità e in Parlamento continueremo a sostenere le nostre proposte: blocco navale al largo delle coste libiche per fermare le partenze, centri sorvegliati per chi entra illegalmente, rimpatri immediati per chi non ha diritto alla protezione internazionale e stop alle Ong taxi del mare". 

E se Draghi fermasse la corsa del Capitano?

Un segnale molto chiaro di quello che aspetta il Capitano nei mesi (o anni?) in cui sosterrà (sosterrà?) il governo Draghi. Che però potrebbe non essere l'unico. Repubblica oggi dedica un ritratto da favola (Cappuccetto Rosso) al Capitano, paragonato al lupo che entra al governo con la cuffia della nonna, ma racconta anche in un retroscena che SuperMario non ha nessuna intenzione di accettare diktat dai partiti. E si parla proprio dell'entrata di Salvini al governo e dei possibili maldipancia che arriverebbero dalle altre forze politiche, ovvero il Pd e il M5s. Per contro, lui non ha intenzione di mettere paletti ma nemmeno di farseli imporre su nessuno. E quindi chi vuole starci dovrà accettare il suo programma. Sul quale non intende trattare. Così come sulla lista dei ministri. 

E allora in attesa che Draghi sciolga la riserva sulla formula, ovvero sul modello Ciampi (tanti politici, pochi tecnici) o sul modello Dini (tanti tecnici, pochi politici),  il rischii è che sia lo stesso presidente della Bce a fermare la corsa del Capitano. Senza però fare nulla in concreto. Ma semplicemente esponendo un programma (europeista, atlantista, senza contributi a fondo perduto) che Salvini dovrebbe sottoscrivere smentendo così tutta la politica di questi anni che lo ha portato al suo massimo consenso. Ma al Capitano conviene? O magari per Salvini diventerà prima o poi un problema essere ministro del governo Draghi? 

EDIT ore 15,11: Mario Draghi dice no alla flat tax, uno dei cavalli di battaglia della Lega e di Salvini: Ad annunciarlo, perfidamente, è Giorgia Meloni: 

 "Il presidente Draghi ha detto che le tasse non aumenteranno. Ha parlato di un sistema fiscale basato sulla progressività. Questo significa che non ci sarà la flat tax e mi dispiace''. Lo ha detto Giorgia Meloni al termine dell'incontro con Mario Draghi alla Camera.

 ''Sulla progressività ha parlato in stampatello maiuscolo'', dice un parlamentare uscito dalle consultazioni. ''Rimodulare le aliquote ma tenendo un sistema progressivo senza aggiungere nuove imposte. Insomma - aggiunge - no aliquota unica e flat tax'. Dopo qualche tempo di shock è arrivata la reazione di Armando Siri, responsabile del programma della Lega:  "Se il Presidente incaricato Mario Draghi leggerà la nostra proposta di Riforma Fiscale, già depositata in Parlamento, potrà verificare che rispetta pienamente il principio della progressività previsto dall'Art. 53 comma 2 della nostra Costituzione", ha detto il membro della Segreteria Politica vicino a Salvini. "Il nostro DDL è frutto di un lungo e scrupoloso confronto con la Direzione Finanze del MEF con la quale si è raggiunto un grado di fattibilità tecnica. La progressività non si ottiene solo con gli scaglioni e con le aliquote, ma anche con un nuovo sistema di deduzioni sulla base del reddito familiare e quindi capace di andare davvero incontro alla necessità di avere un'imposta inversamente proporzionale al reddito in presenza di carichi. 50 anni di aliquote alte e di repressione fiscale non hanno risolto il problema dell'evasione fiscale. Fissare un'aliquota massima al 15% non significa che l'imposta reale non sia progressiva. La decisione finale spetta alla politica e può venire solo da un confronto approfondito e preciso. Il sistema fiscale italiano è tra i più complicati al mondo e il sistema di Bonus, detrazioni e deduzioni che si sono accumulati in 50 anni di consociativismo e di ammiccamenti elettorali ha prodotto una complessità tale da richiedere, per realizzare una riforma sostenibile, la contemplazione di decine di fattori di equilibrio. Noi - conclude Siri - siamo disponibili in ogni momento ad un confronto costruttivo scevro da pregiudizi ideologici."

Edit ore 14,19:  "Draghi deve completare il programma lacrime e sangue imposto dalla Troika, che ha generato sofferenze indicibili a donne, vecchi e bambini in Grecia. Dobbiamo impedirlo!". Così il senatore M5s Elio Lannutti che ripubblica i contenuti della lettera della Bce al Governo italiano nel 2011 in cui la banca centrale europea chiedeva tra l'altro un "impegno alla sostenibilità del bilancio e alle riforme strutturali", come liberalizzazioni, riforma del mercato del lavoro, pensioni. 

Edit ore 12,50: "Dobbiamo valorizzare un'analogia di fondo tra Ciampi e Draghi: due figure dalle alte competenze, di ottima reputazione internazionale, e anche di ispirazione politico-sociale che va ben oltre le caricature superficiali sui 'banchieri'". Lo dice Francesco Rutelli in un'intervista a Il Mattino. Rutelli ripercorre la sua breve esperienza come ministro dell'Ambiente nel governo Ciampi che, anche allora, "portò forze di opposizione a condividere scelte difficili". L'esperienza di ministro dell'Ambiente però "durò pochi giorni - ricorda - all'epoca era ancora forte il riflesso di tangentopoli e la vicenda dell'autorizzazione a procedere per Craxi, in parte negata dal Parlamento, aprì un'altra crepa in un quadro politico già molto lacerato". Quella stagione, però', "per me, fu il prodromo della elezione a sindaco di Roma e anche grazie a un ottimo rapporto con Ciampi che riuscì a far accettare alla sinistra la parola Patria, che per mezzo secolo le era stata indigesta", sottolinea. Secondo Rutelli, "il governo Draghi sarà politico. Ovvero, sarà un governo di unità e convergenza nazionale, in cui tutti dovranno limitare la partigianeria e fare un'esperienza di servizio all'interesse generale". Gli imbarazzi del Pd dopo l'apertura della Lega? "Forse non tutti hanno ancora capito che questo sarà un governo di unità per il bene della Nazione", replica. 

Edit 10,46 - "Domani incontreremo Draghi alle 12.45. Daremo un giudizio sul merito delle questioni e saremo attenti nel capire se le sue scelte seguiranno l'impostazione dell'allievo del prof. Caffè o invece quelle del primo periodo da presidente Bce". Lo afferma il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

Edit 10.15 - Il fronte del 'No' al governo Draghi all'interno del Movimento 5 Stelle, in vista della consultazione su Rousseau, si compatta e lancia una iniziativa online che si terrà questa sera sulla piattaforma 'Zoom'. "V Day: No governo Draghi" il titolo dell'evento organizzato da Luca Di Giuseppe, facilitatore regionale del Team del Futuro e volto emergente di Rousseau. "Pubblicheremo a poco a poco l'elenco degli ospiti: portavoce, attivisti, giornalisti, intellettuali"

Edit 9.41 - E' iniziata la riunione del Consiglio dei ministri a palazzo Chigi. All'ordine del giorno leggi regionali in scadenza.

Edit 9.33 - Ricapitoliamo il calendario della seconda giornata di consultazioni (secondo giro) per Mario Draghi. Dopo l'avvio del nuovo giro di incontri per la formazione del nuovo governo ieri, oggi il premier incaricato sarà a colloquio con i 'big' della politica. A partire dalle 11, i primi a sedersi di nuovo al tavolo con l'ex presidente Bce saranno i cosiddetti 'responsabili', il gruppo di Europeisti-Maie-Centro democratico nato al Senato dopo le dimissioni di Conte. A seguire Leu, Italia Viva, Fratelli d'Italia, Pd, Forza Italia, Lega e M5S. Questo il calendario degli appuntamenti di oggi: ore 11.00, Gruppo Europeisti - Maie Centro Democratico del Senato; ore 11.45, Liberi e Uguali e Liberi e Uguali Senato; ore 12.30, Italia Viva Gruppo Camera e Italia Viva-PSI Senato; ore 13.15, Gruppi Fratelli d'Italia Camera e Senato; ore 15.00, Gruppi del Partito Democratico Camera e Senato; ore 15.45, Gruppi di Forza Italia - Berlusconi Presidente Camera e Forza Italia-Berlusconi Presidente-Udc Senato; ore 16.30, Gruppi Lega-Salvini Premier Camera e Lega-Salvini Premier - Partito Sardo d'Azione Senato; ore 17.15, Gruppi Movimento 5 Stelle Camera e Senato.

Edit 9.30 - Massimiliano Fedriga, governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, è un convinto sostenitore del nascente governo Draghi: una esperienza "molto utile per il Paese" ma anche per la crescita dello "spessore politico", nazionale e internazionale, del suo partito, come spiega alla "Stampa"."La Lega - dice - ha affrontato il nuovo scenario politico in maniera concreta, non in maniera fideistica. Non abbiamo detto sì al professor Draghi a tutti i costi. Salvini vuole parlare di temi concreti e siamo convinti che l`autorevolezza del presidente incaricato sia di buon auspicio per difendere gli interessi del Paese e non farsi paralizzare dai no. Da quello che finora abbiamo capito delle sue intenzioni, il professor Draghi vuole avviare le opere pubbliche, accelerare la realizzazione delle infrastrutture, favorire la libertà di impresa e concorrenza".

Edit 9.06 - In un momento storico così difficile Mario Draghi è la personalità giusta per governare andando oltre gli interessi di parte''. Lo afferma in un'intervista a Repubblica Manfred Weber, capogruppo al Parlamento europeo del Ppe, aggiungendo che ''l'Italia non può permettersi di sprecare i fondi e deve fare le riforme. Per l'Europa in questa fase la cosa più importante è la stabilità, e la prospettiva di avere Mario Draghi alla guida del Paese ci dice che la stabilità a Roma è possibile. Draghi è una grandissima personalità non solo in Italia, ha fatto un lavoro eccezionale alla guida della Bce riconosciuto in tutta Europa. Un uomo con la sua esperienza può avere le chiavi per tenere insieme i differenti interessi della società e dei partiti, per governare andando oltre gli interessi di parte''. "Ho piena fiducia - prosegue Weber - nel fatto che Mario Draghi da premier darà un chiaro approccio pro europeo al suo governo" 

Edit 8.50 -''Circostanze eccezionali richiedono risposte eccezionali. Impongono alla classe dirigente del Paese di mettere da parte le distinzioni, gli interessi di parte, i calcoli politici o elettorali e di dare una risposta di alto profilo, adeguata alla gravità della situazione''. Silvio Berlusconi spiega, in un'intervista a Repubblica, il sostegno di Forza Italia ad un Governo a guida Draghi, precisando che "il momento è davvero gravissimo, per l'Italia e per il mondo intero, certamente è la fase storica peggiore dopo la Seconda Guerra mondiale. Le persone continuano ad ammalarsi e a morire di Covid e a questo tragico costo umano si aggiunge un drammatico costo sociale ed economico per il lavoro, per le imprese, per le attività produttive''. "Di fronte a tutto questo - afferma il cavaliere - non era pensabile una prosecuzione dell'esperienza precedente, né un suo allargamento. Occorreva qualcosa di totalmente nuovo, una soluzione autorevole intorno alla quale l'intero Paese potesse riconoscersi. Sono stato il primo ad invocarlo, nelle scorse settimane, mentre la crisi politica si trascinava. Come avevo suggerito, la saggezza del presidente Mattarella ha individuato la sola strada adeguata al momento''.

Edit 8.48 - "Questo governo ci costringerà a ripensarci. A inventare una politica che non sia più basata sullo scontro amico-nemico, destra-sinistra. Perché è il momento di deporre le armi e cercare quello che ci unisce e non quello che ci divide''. Lo dice al Corriere della Sera, Maurizio Lupi, leader di Noi per l'Italia, che di Draghi dice che ''sicuramente è un personaggio autorevolissimo, forse l'unico che poteva assumere il compito che gli ha dato il capo dello Stato: formare un governo di alto profilo, che affronta l'emergenza e che non deve identificarsi in formule politiche. Detto da milanista: Mattarella ha chiamato dalla panchina Ibrahimovic. Adesso tocca a noi''.

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