Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Governo: Draghi al Quirinale accetta l'incarico "con riserva", cosa succede adesso e quali sono i ministri possibili

Il presidente del consiglio incaricato da Mattarella sale al Colle per parlare con il presidente della Repubblica. Alla fine del colloquio il professore accetta "con riserva" l'incarico. Presto comincerà a stilare la lista dei ministri. Poi l'esecutivo giurerà e si presenterà alla Camera e al Senato per ottenere la fiducia

Mario Draghi è appena arrivato al Quirinale per ricevere l'incarico dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Come da trandizioni costituzionali, il presidente del Consiglio accetta l'incarico "con riserva" o senza riserva, secondo una formula che vuole significare che il premier dovrà stilare una lista di ministri, sentire la loro disponibilità ad assumere gli incarichi e poi tornare al Colle per scioglierla. A quel punto i ministri verranno convocati per il giuramento e il governo andrà a chiedere la fiducia alla Camera e al Senato. Se la otterrà, il governo sarà nel pieno dei poteri. Se non la otterrà, rimarrà comunque in carica finché non verrà sostituito da un nuovo esecutivo incaricato dal presidente. 

Governo: Draghi al Quirinale accetta l'incarico "con riserva"

EDIT ore 13,15: Mattarella ha conferito l'incarico a Mario Draghi, che ha accettato "con riserva": "Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina il professor Mario Draghi al quale ha conferito l'incarico di formare il governo. Il professor Draghi si è riservato di accettare", ha comunicato il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti. La Borsa di Milano segna un +2,6% con l'incarico. "Rispondo positivamente all'appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella", dice Draghi nel tradizionale discorso dopo l'accettazione dell'incarico. Tra gli obiettivi che si propone ci sono "Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani, rilanciare il Paese sono le sfide". Per farlo "abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell'Ue, abbiamo la possibilità" di operare "con uno sguardo attento alle future generazioni e alla coesione sociale". "Con grande rispetto mi rivolgerò al parlamento, sono fiducioso che dal dialogo con i partiti e le forze sociali emerga unità e una risposta all'appello del presidente della Repubblica. Scioglierò la riserva al termine delle consultazioni". 

Quali sono i ministri possibili del governo Draghi

Adesso Draghi dovrebbe consultare i partiti in teoria ma non è detto che lo farà: dipende da che tipo di governo vorrà varare, se tecnico o politico. Intanto c'è qualche indiscrezione sui possibili ministri del governo Draghi. Su Repubblica si citano Carlo Cottarelli, Marta Cartabia, Ilaria Capua e Fabio Panetta. Per quanto riguarda Cartabia, il suo nome era stato fatto come possibile presidente del Consiglio scelta da Mattarella (sarebbe stata la prima donna premier dalla fondazione della Repubblica). L'ex presidente della Corte Costituzionale, che può vantare un buon rapporto con Mattarella, era stata anche contattata dallo stesso Conte per il ruolo di ministra della Giustizia nei giorni scorsi, forse con l'intento di scongiurare il suo nome per Palazzo Chigi. Oggi potrebbe andare proprio a via Arenula. Ma anche Paola Severino potrebbe essere candidata alla Giustizia. 

Ilaria Capua, secondo le indiscrezioni, sarebbe candidata al ministero della Salute al posto di Roberto Speranza, il cui partito (Liberi e Uguali) nel frattempo ha anche annunciato che sarà difficile votare la fiducia al governo Draghi. Su di lei è però arrivato lo stop di Massimo Galli, l'infettivologo e primario dell'ospedale Sacco di Milano, che ha parlato a 'The Breakfast Club' su Radio Capital: "Ilaria Capua ministra della Salute? Non la vedo adatta a quel ruolo. Non ha nessuna esperienza di sanità pubblica. Se si cerca il nome di un tecnico, serve qualcuno di competente in quell'ambito". 

I due nomi in corsa per il ministero dell'Economia sono quelli di Fabio Panetta, attuale componente del board della Banca Centrale Europea, e dell'ex incaricato (sempre da Mattarella nel 2018) Carlo Cottarelli. Per quanto riguarda il primo, era diventato all'improvviso un nome papabile anche per il Conte-Ter, visto che Renzi aveva chiesto la testa dell'attuale ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. All'epoca, si scrisse, era impossibile per Panetta lasciare l'incarico di componente del board di Francoforte. Ora magari, con uno storico esponente di Palazzo Koch a Chigi, potrebbe cambiare idea. Ma l'agenzia di stampa Ansa parla di uno scenario che rasenta l'impossibile. Panetta - come trapela da fonti a conoscenza della situazione - ha un ruolo a Francoforte di primo piano che renderebbe molto difficile un ritorno a Roma: segue da vicino dei rapporti istituzionali europei e internazionali, su temi che vanno dagli scenari macroeconomici all'importante dossier dell'euro digitale. In più la procedura di nomina di un suo sostituto alla Bce sarebbe complicata, e non sarebbe affatto scontato che al suo posto verrebbe nominato un italiano. Il nome di Panetta, che prima della Bce era direttore generale di Bankitalia e ha svolto funzioni di primo piano dal G7 alla Banca dei regolamenti internazionali, è stato indicato fra i 'papabili' per il posto-chiave di ministro dell'Economia. Altrimenti c'è Cottarelli, l'ex "mani di forbice" della spending review che sarebbe apprezzato proprio per le sue caratteristiche. Ma Draghi potrebbe, come fece Monti, tenere per sé l'interim dell'Economia. 

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I due schemi del governo Draghi

Secondo l'agenzia di stampa Dire sono due gli schemi che circolano con insistenza in ambienti parlamentari e della cui solidità si giudicherà solo nelle prossime ore. L'ossatura e' la stessa, cambia la quota di 'politica' nell'uno e nell'altro. Sulla presenza dei partiti saranno decisive le scelte che si compiranno a breve, quando si riuniranno i gruppi dirigenti di ogni formazione. Anche per questo nell'uno e nell'altro degli schemi che circolano restano in bianco i vicepremier. I nomi in comune alle due ipotesi della squadra di Draghi sarebbero Carlo Cottarelli al Recovery Fund, Marco Bentivogli al Mise, Enrico Giovannini all'Ambiente, Tito Boeri al Lavoro e alla Previdenza, Patrizio Bianchi all'Istruzione e Antonella Polimeni all'Università e ricerca.3

Se Draghi sceglierà di giocare la carta della politica, e se i partiti lo asseconderanno, si ipotizza che possano entrare nell'esecutivo Giancarlo Giorgetti all'Interno, Emma Bonino agli Esteri, Stefano Patuanelli alle Infrastrutture, Paola Severino alla Giustizia, Mara Carfagna alla Salute. Se invece si scegliera' un governo dal profilo tecnico, seppure popolato da esponenti considerati di 'area', al Viminale potrebbe restare Luciana Lamorgese, agli Esteri andrebbe Giampiero Massolo, al Mef Fabio Panetta, Raffaele Cantone andrebbe alle Infrastrutture e Marta Cartabia alla Giustizia. Alla Salute la virologa Ilaria Capua. Si tratta evidentemente di pure ipotesi, che circolano tuttavia con insistenza in Parlamento. Alla vigilia del colloquio tra Draghi e il capo dello Stato Sergio Mattarella, e prima delle consultazioni che Draghi avvierà coi partiti, è arduo dire quanto siano fondate. Di certo si tratta di proiezioni che riflettono i desiderata di queste ore. Il passaggio parlamentare e' un'altra storia. Il governo Draghi deve vincere la resistenza di un blocco di 174 senatori 'filo-sovranisti' (19 Fdi, 63 Lega, 92 M5s) e 355 deputati (33 Fdi, 131 Lega, 191 M5s). Un'incognita a se' e' la possibile presenza del premier uscente Giuseppe Conte. Nel caso per lui si ipotizza, per ora solo sulla carta, un incarico agli Esteri. 

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Quali partiti appoggeranno il governo Draghi

Secondo l'etichettà il Segretario generale della presidenza della Repubblica Ugo Zampetti uscirà dallo studio alla vetrata e annuncerà in sintesi come si è deciso di procedere. Solitamente subito dopo il premier incaricato esce per rilasciare una breve dichiarazione con la quale anticipa quali saranno le mosse successive. L'agenzia di stampa Agi ricorda che di norma il premier incaricato svolge sue personali consultazioni per cominciare a dialogare con i partiti della maggioranza per raccogliere i desiderata per i ministeri e segnare le richieste programmatiche. In questo caso, date le modalità con cui Mattarella ha convocato Draghi, senza nuove consultazioni e con un appello a tutte le forze politiche, l'ex governatore ha due opposti esempi cui puo' guardare. 

Nel 1993, Carlo Azeglio Ciampi, governatore di Bankitalia chiamato alla guida del governo in una fase caotica della vita repubblicana dal presidente Oscar Luigi Scalfaro, non svolse queste consultazioni e presentò direttamente al Presidente la sua squadra di ministri tecnici; differentemente da lui Mario Monti nel 2011 consultò i partiti prima di presentarsi all'allora Presidente Giorgio Napolitano per sciogliere la riserva. Il passaggio successivo e' dunque un nuovo colloquio tra premier incaricato e Presidente della Repubblica per sciogliere l'eventuale riserva e portare la proposta di elenco dei ministri che dopo una valutazione vengono nominati dal capo dello Stato.

Per quanto riguarda i partiti che voteranno la fiducia al governo Draghi, Italia Viva e Forza Italia hanno già annunciato il loro ok, mentre Fratelli d'Italia e Liberi e Uguali sembrano essere per il no. Interlocutoria per ora la posizione della Lega che ieri con Salvini ha chiesto una data per le elezioni. Il MoVimento 5 Stelle ieri ha annunciato il suo no ma secondo molti commentatori presto vivrà un travaglio interno perché alcuni deputati e senatori vorrebbero votare la fiducia. Il centrodestra ha comunque annunciato un vertice per le 12,30 allo scopo di trovare una linea condivisa. "Con l'incarico a Mario Draghi si apre una fase nuova che può portare il Paese fuori dall'incertezza creata da una crisi irresponsabile e assurda. Siamo pronti a contribuire con le nostre idee a questa sfida per fermare la pandemia", ha detto Nicola Zingaretti per il quale "non bisogna perdere la forza e le potenzialità di una alleanza con il Movimento 5 Stelle e con Leu basata su proposte comuni sul futuro dell'Italia. Per affrontare questi temi chiederemo nelle prossime ore un incontro con il Movimento 5 Stelle e Leu".

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