Giovedì, 25 Febbraio 2021
Calcoli e scenari

Un governo Draghi senza MoVimento 5 Stelle è possibile?

Il nuovo esecutivo che si profila all'orizzonte ha i numeri per ottenere la fiducia alla Camera e al Senato anche se dovessero mancare i voti dei pentastellati. Che nicchiano. Grillo: "Un Super-Ministero per la Transizione Ecologica". Se sull'ambiente SuperMario mostrerà massima attenzione, come appare probabile, non votare la fiducia sarà molto complicato per Di Maio, Crimi & Co. (Rousseau permettendo, ma chissà se e quando si voterà)

Mario Draghi ha i numeri per ottenere la fiducia alla Camera e al Senato anche se dovessero mancare i voti del Movimento 5 Stelle? Il voto su Rousseau per l'eventuale appoggio pentastellato al nuovo esecutivo è stato sospeso e rimandato a data de destinarsi. "Il voto sul governo previsto dalle ore 13.00 di oggi è temporaneamente sospeso. I nuovi orari di inizio e termine votazione saranno successivamente comunicati" ha scritto il capo politico sul Blog delle Stelle.

Il M5s dentro al governo Draghi? Lavori in corso

"Sui temi" Mario Draghi "mi ha fatto una buona impressione" ha spiegato Crimi oggi al Corriere della Sera. "Ci ha presentato un programma di notevole spessore. Ha ascoltato con interesse la nostra proposta di mettere sotto il cappello dell'ambiente il Mise, i Trasporti e le Infrastrutture. Non andremo al governo a tutti i costi - insiste -  ci stiamo confrontando".

Nessun sì a scatola chiusa da parte del M5s: "Alcune garanzie le abbiamo chieste, ottenendo rassicurazioni sul Mes, sulla scuola, sulla continuità con il governo Conte". I  quesiti di Rousseau sono un punto di domanda enorme oggi come oggi, non solo sui tempi, ma anche sui contenuti: "Dire sì o no a Draghi sarebbe troppo povero. Quando avremo qualcosa su cui votare scriveremo nei quesiti 'vogliamo stare in un governo che ha queste caratteristiche?'". 

Evitare divisioni interne che porterebbero magari a future scissioni è una priorità: "Anche quando siamo andati al governo con la Lega e poi con il Pd sembrava fossimo al redde rationem, invece in dieci anni non ci siamo mai spaccati" aggiunge Crimi. Alla richiesta di quantificare i senatori del MSs che andranno eventualmente all'opposizione, risponde: "Fin qui hanno abbandonato una ventina, forse. Se qualcun altro deciderà di non adeguarsi al voto degli iscritti ne prenderemo atto, ma non si può definire scissione". 

L'attenzione è tutta puntata sul Senato. E' lì che i numeri di qualsiasi maggioranza sono più risicati. Quindi si dà per sottinteso che in caso di maggioranza al Senato questa ci sia anche, ampiamente, alla Camera. Draghi ha i numeri? Solo Fratelli d'Italia è espressamente per il no. Il partito di Giorgia Meloni sarà all'opposizione. Liberi e Uguali tituba, la Lega dentro al governo rende indigesta la nuova formula alla sinistra, ma forse prevarrà la realpolitik e la possibilità di vedere confermato Roberto Speranza alla Salute.

La maggioranza alla Camera e al Senato

Alla Camera serve il sì di 316 deputati per la maggioranza: pallottoliere alla mano, bastano e avanzano i voti di Forza italia (91), PD (93), Lega (131) e Italia Viva (28). Con i voti di questi 4 partiti si arriva a 343. La maggioranza sarà comunque più ampia, anche solo perché tra i 51 parlamentari del Misto la fiducia a Draghi la voteranno in tanti, così come tra i piccoli gruppi (Autonomie, Responsabili). Nel primo ramo del parlamento il Movimento non è quindi decisivo. Ma al Senato? Le cose non cambiano più di tanto: messi insieme, i senatori di Forza italia, PD, Lega e Italia Viva bastano per la maggioranza assoluta di 161. La maggioranza potrebbe arrivare addirittura a 202 anche senza i pentastellati: PD con 35 senatori, Azione + Europa 2, Cambiamo 3, Italia Viva 18, LeU 6, Responsabili 10, Per le Autonomie 6, Misto 7, Forza Italia 52, Lega 63.

I malumori nel M5s non mancano: "La bandiera del movimento è stata ammainata e occorrerà ripartire da zero" scrive il senatore M5s Mattia Crucioli che, in un post intitolato "Requiem per la democrazia diretta" definisce "inaccettabile l'annullamento delle votazioni su Rousseau programmate per il 10 e 11 febbraio " ."Poiché c'era il fondato rischio che gli iscritti votassero in massa il no al governo Draghi, Grillo e Crimi, ovvero i detentori delle leve del m5s, hanno stoppato le votazioni precedentemente indette, in attesa che Draghi chiarisse a reti unificate di essere un grillino della prima ora, che il programma delle meraviglie venisse stentoreamente declamato e i media completassero il processo di beatificazione" sostiene Crucioli che sottolinea pure: "Contrariamente a quanto affermato da Grillo, la partecipazione della Lega al Governo e la pubblicazione di un programma ben confezionato risultano irrilevanti ai fini della votazione che era stata indetta e che, in conformità allo statuto del m5s e al fondativo principio di democrazia diretta, avrebbe dovuto dettare la linea politica da tenere".

Anche senza il Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali, il governo Draghi potrebbe con una certa tranquillità ottenere la fiducia sia alla Camera sia al Senato.

Grillo: "Un Super-Ministero per la Transizione Ecologica"

Come ha raccontato lo stesso Crimi, Draghi ha ascoltato "con interesse" la proposta di mettere sotto il cappello dell'ambiente il Mise, i Trasporti e le Infrastrutture. La politica ambientale del governo Draghi è una questione di credibilità internazionale per il nostro Paese, e Draghi lo sa benissimo.  Tra le consultazioni con le parti sociali, Draghi ha inserito anche Legambiente, Wwf e Greenpeace: una piccola ma emblematica dimostrazione dell’attenzione al tema. Il 37 per cento dei fondi Next Generation Eu deve andare a contrastare la crisi climatica: per il M5s sarebbe folle secondo molti osservatori non partecipare alla sfida epocale.

Beppe Grillo con un lungo post sul suo blog batte il chiodo finché è caldo: "Un Super-Ministero per la transizione ecologica lo hanno Francia, Spagna, Svizzera, Costarica e altri paesi. Presto lo dovranno avere tutti. Non lo dico io. Ce lo gridano la natura, l’economia, la società. E anche Papa Francesco. Siamo francescani, fondati il 4 ottobre, giorno di San Francesco - scrive - Un Super-Ministero per la transizione ecologica fonde le competenze per lo sviluppo economico, l’energia e l’ambiente. Capiamolo, una volta per tutte: è l’economia che rovina l’ambiente, non il contrario. Lo dico da vent’anni negli spettacoli: “Il vero ministero dell’ambiente è quello dell’economia, dell’energia, delle finanze”.

"Un Super-Ministero per la transizione ecologica - aggiunge -  è la coordinazione per trasformare la società – non solo dell’economia. E’ uno strumento fondamentale, come ci sembrarono fondamentali i primi ministeri dell’ambiente negli anni ’70. Qualcuno allora faceva ironie. Ma oggi il ministero dell’ambiente lo hanno tutti gli Stati. Dopo mezzo secolo abbiamo capito però che per curare il cancro non bastano i cerotti. I ministeri dell’ambiente sono obsoleti. Da cinquant’anni abbiamo il motore economico-ecologico in folle. Perché il motore è in banca. Non è nel bosco. Ora che lo abbiamo capito dobbiamo finalmente mettere la marcia avanti. La quarta, non la prima. Solo un Super-Ministero per la transizione ecologica può affrontare le crisi che in cinquant’anni di economia patogena abbiamo fatto diventare emergenze: il clima, la biodiversità, le disuguaglianze, il lavoro, le migrazioni. Questa è una pand-economia micidiale. In mezzo secolo, ha fatto più morti che il Covid in un anno".

Grillo cita poi il “Rapporto Stern – Economia del cambiamento climatico” dell’economista britannico Sir Nicholas Stern, che il Presidente incaricato di sicuro conosce. Stern lo calcolò nel 2006: agire sul clima subito ci costa 10 volte meno che non agire. Son passati quindici anni. Al 4% per cento all’anno, di quante migliaia di miliardi di euro è aumentato il nostro deficit economico-climatico? L’Italia deve chiedere al Presidente Macron di gemellarci nel One Planet Summit, ideato nel 2017 dal Presidente francese, ex- banchiere ed ex-ministro delle finanze. Il One Planet Summit riunisce ogni anno a Parigi i maggiori attori privati e pubblici della finanza mondiale che si impegnano per la transizione ecologica. Perché non fare il nuovo One Planet Summit a Roma? E i successivi in altre capitali europee, coinvolgendo così l’intera Europa? Dopo mezzo secolo di inedia ecologico-economica, dobbiamo darci una mossa. Siamo da cinquant’anni nel comma 22. I banchieri hanno la leva principale per cambiare ma non hanno capito che bisogna cambiare. E quelli che hanno capito che bisogna cambiare non hanno la leva principale. Anche un banchiere e finanziere lo capisce, ma non può dire: “Sì, ma non adesso!” Mettiamo dei fiori nei nostri bazooka!".

Per il ministero dell’ambiente  secondo alcune indiscrezioni, circola il nome di Donatella Bianchi, presidente del Wwf, esperta di gestione del territorio. Un tecnico quindi. Apprezzata da tutti. Il presidente del Consiglio incaricato ha esplicitamente inserito tra gli asset del suo programma di governo la questione green. Per il Movimento 5 Stelle dire no a un nuovo governo, con queste premesse, appare complesso. Soprattutto se si pensa quanto una rinnovata attenzione all'ambiente possa curare le ferite profonde nel suo elettorato, dopo tre anni scarsi di legislatura così usurante.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Un governo Draghi senza MoVimento 5 Stelle è possibile?

Today è in caricamento