Venerdì, 26 Febbraio 2021

Due indizi ci dicono che il governo Draghi arriva venerdì 12 febbraio

Il presidente del Consiglio incaricato "con riserva" potrebbe presentare la lista di ministri a Mattarella tra due giorni e giurare in serata. Un paio di segnali dicono che potrebbe essere il giorno giusto. Il giorno dopo il primo Cdm

Due indizi ci dicono che Mario Draghi presenterà al Quirinale la lista dei ministri del suo governo venerdì 12 febbraio e quello potrebbe essere anche il giorno del giuramento. Il primo è l'annuncio dello slittamento della cerimonia dei Patti Lateranensi, a cui doveva partecipare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che era in programma per quel giorno ma oggi è stata rinviata di una settimana con una motivazione ben precisa: "per rispondere adeguatamente agli sviluppi della crisi di governo". 

Due indizi ci dicono che il governo Draghi arriva venerdì 12 febbraio 

Il secondo è che secondo quanto riferiscono due diverse fonti SuperMario ha deciso sì di mandare un segnale al MoVimento 5 Stelle prima del voto su Rousseau, che a questo punto non potrà che svolgersi domani, ma che non intende attendere oltre. E per questo è disposto a lavorare su due diverse direttrici nella scelta dei nomi che comporranno il suo esecutivo. La prima prevede la partecipazione del MoVimento 5 Stelle alla maggioranza che lo sorreggerà, e quindi un adeguato peso dei grillini nella lista dei ministri (tre nomi?). La seconda prevede la cosiddetta Coalizione Ursula senza M5s secondo una delle due combinazioni di cui si era già parlato:

  • una "coalizione Ursula" (la definizione è di Romano Prodi) con la Lega e Forza Italia da una parte e il Partito Democratico con Italia Viva e +Europa dall'altra, eventualmente con LeU e con il MoVimento 5 Stelle: questa combinazione avrebbe una maggioranza esageratamente ampia ma è anche la più improbabile per molte ragioni politiche: la prima è il veto incrociato tra M5s e Lega, la seconda è la scarsa simpatia che attualmente corre tra Iv e grillini; la terza è che il partito di Grillo potrebbe spaccarsi; sarebbe comunque la soluzione auspicata da Draghi e Mattarella; 
  • una "coalizione Ursula" ma senza il MoVimento 5 Stelle (e senza LeU?), dove però l'ago della bilancia sarebbe la Lega, nel senso che il Carroccio potrebbe dire sì solo in cambio di una data certa per le elezioni e dovrebbe comunque "soffrire" la presenza di Pd e Renzi: proseguirebbe l'emorragia di voti dal Carroccio a Fratelli d'Italia ma anche questa coalizione avrebbe un'ampia maggioranza;

Draghi quindi è disposto ad accettare uno slittamento di 24 ore rispetto al suo programma. Ma non è disponibile a parlare subito dopo la fine delle consultazioni, programmata per oggi, per dare la possibilità ai grillini di poter sbloccare il voto su Rousseau e lasciar esprimersi gli attivisti sulla possibilità di partecipare o meno al nuovo governo. Nel frattempo il premier incaricato "con riserva" sta compilando due liste distinte di nomi da sottoporre al presidente della Repubblica, che prevedano o meno la partecipazione del M5s al governo. E che potrebbe anche riflettersi sulla partecipazione di Liberi e Uguali che voleva confermare nell'esecutivo il suo ministro Roberto Speranza, nel frattempo sponsorizzato da personalità del calibro di Massimo Galli, ma che potrebbe essere in imbarazzo a entrare nel governo con la Lega se rimanessero fuori i grillini. 

EDIT ore 17,02: Il voto per il governo Draghi su Rousseau comincerà stasera e durerà per 24 ore. L'agenzia di stampa Ansa scrive che non è previsto che questa sera il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi faccia un intervento pubblico al termine delle sue consultazioni per la formazione del nuovo governo. A scrivere che dopo le consultazioni sarebbe arrivato un intervento di Draghi era stato nel pomeriggio il Corriere della Sera in un articolo a firma di Emanuele Buzzi. I rumors su un possibile intervento di Draghi al termine delle consultazioni sono rimbalzati a tal punto che è arrivata una comunicazione ufficiale a chiarire che il premier incaricato non sarebbe intervenuto. I 5 Stelle sono comunque intenzionati ad avviare il voto online, come anticipato dall'Adnkronos, in serata -"90%", dicono fonti di primo piano- o al più tardi domattina, "ma è solo una questione di organizzazione, non una questione politica". I segnali sul via libera a un ministero a matrice ecologista sarebbero arrivati, non solo durante il confronto tra Draghi e la delegazione guidata da Grillo ma anche dopo. "Esistono anche i telefoni", riferiscono dei beninformati.

Il dilemma di Mario Draghi che non vuole aspettare troppo Grillo

Questo è lo scenario di partenza perché secondo alcune fonti parlamentari l'incontro di Draghi con Crimi e Grillo ieri è stato quello che è andato peggio. Un po' perché sono stati gli unici a parlare di nomi e a proporne, un po' perché la balcanizzazione del partito è a un passo e la richiesta di votare anche per l'astensione ne è un indizio fortissimo. Per questo oggi Draghi potrebbe dare un segnale al termine delle consultazioni anche per togliere ogni alibi. E poi tirare diritto fino al Quirinale prima e al primo consiglio dei ministri con tanto di scambio di campanella con Giuseppe Conte.  Con un primo punto all'ordine del giorno: un piano per accelerare la vaccinazione di massa contro il coronavirus per velocizzare l'approdo all'immunità di gregge e abbandonare le restrizioni che deprimono l'economia. Il secondo sarà l'intervento sulle politiche del lavoro tramite l'Anpal e l'Inps mentre particolare attenzione sarà riservata al settore del turismo, allo stremo a causa dell'emergenza. 

Intanto l'agenzia di stampa Agi scrive che il superministero della transizione ecologica, con le competenze di Ambiente e Sviluppo, è il nodo che il M5s indica come cruciale per sciogliere la sua riserva sul sostegno al governo Draghi. Beppe Grillo lo spiega esplicitamente sui suoi profili social e a quanto si apprende è proprio su questo tema che il Movimento attende già oggi "un segnale" da parte del premier incaricato al termine delle consultazioni con le parti sociali. Subito dopo potrebbero partire le votazioni su Rousseau, per chiedere agli iscritti se sono favorevoli o meno a un sostegno pieno al nascente esecutivo. A quel punto, sciolto il nodo politico del perimetro della maggioranza, al premier non resterebbe che stilare la lista dei ministri. Ma secondo alcuni la votazione sulla piattaforma potrebbe subire un ulteriore slittamento, nonostante le proteste di molti iscritti. La cerimonia potrebbe essere seguita dai giornalisti solo in diretta streaming. Ma Draghi non ha alcuna intenzione di attendere oltre. 

Ministri governo Draghi: i possibili tecnici e i politici

EDIT ore 19: A quanto apprende l'Adnkronos, una telefonata tra il premier incaricato Mario Draghi e il garante del M5S, Beppe Grillo, avrebbe sbloccato l'impasse legato al voto della base pentastellata sulla piattaforma Rousseau. La telefonata ci sarebbe stata in tarda mattinata, attorno all'ora di pranzo, da qui la decisione di accelerare con il voto dei militanti, che dovrebbe partire in serata o al più tardi domattina. E seppure Draghi ha scelto di non dichiarare, la conferma della presenza di un ministero della Transizione ecologica nel governo arriva dall'incontro tra il premier incaricato e le associazioni ambientaliste. L'ufficialità se la intesta la presidente del Wwf, Donatella Bianchi: il dicastero "ci sarà" e le sue "competenze saranno concentrate". Sono le parole che in qualche modo consentono a Grillo di dire che ha incassato una vittoria per il Movimento, consentendo di dare al Recovery plan un respiro ambientalista. Ora la parola spetta alla Rete, e non è escluso -riferiscono fonti grilline- che il fondatore del M5S torni a far sentire la sua voce con un nuovo video da pubblicare prima del voto.

EDIT 11 febbraio 5,15: Repubblica scrive oggi che la road map del governo prevede la prima campanella per lunedì 15 febbraio:

Domani sera Mario Draghi potrebbe salire al Quirinale con la lista dei ministri e sabato mattina giurare davanti al Capo dello Stato. Primo consiglio dei ministri, dopo il passaggio di consegne con Giuseppe Conte, lunedì, quando scade anche il Dpcm che vieta gli spostamenti tra le regioni. L’alternativa: Draghi scioglie la riserva sabato, giuramento lunedì. In entrambi i casi potrebbe presentarsi alle Camere per la fiducia nel cuore della settimana, nelle giornate di mercoledì e giovedì, dopo aver scritto il programma del suo governo.

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