Giovedì, 5 Agosto 2021
Politica

Gennaio è il mese decisivo, tutte le "trappole" sulla strada del governo

Oggi via libera alla manovra, ma si guarda già alle prime grandi incognite del 2020. Gennaio sarà il mese decisivo per capire quanta strada potrà percorrere questo esecutivo

Il governo si appresta a varare la manovra, ma si guarda già a gennaio. Foto: Ansa

Oggi è il giorno del via libera alla manovra, il governo ha posto la questione di fiducia sulla legge di bilancio. Lunedì pomeriggio, alle 15.30, nell'Aula della Camera è in programma la prima chiama per appello nominale. Le dichiarazioni di voto si svolgeranno a partire dalle 14. Dopo la fiducia sono previste altre 19 votazioni. Gli ordini del giorno finora presentati sono 439. L'esito della votazione è atteso intorno alle 17.30. 

Per il governo aver portato al traguardo l'impresa di disinnescare oltre 23 miliardi di clausole Iva è stato un "piccolo miracolo". Le opposizioni accusano il governo di aver realizzato una "manovra delle tasse". Nel mirino le due nuove imposte: quella sulla plastica monouso non riciclata e sulle bevande zuccherate. La plastic e la sugar tax, insieme alle tasse sulle auto aziendali, sono state le misure più corrette nel corso dell'iter parlamentare con un allentamento notevole.

Governo Pd-M5s, gennaio 2020 il mese decisivo

Ma il governo Pd-M5s deve per forza di cose guardare già oltre: le sfide non mancano per la maggioranza, e alcune sono più urgenti di altre. Le tensioni tra alleati di governo sono all'ordine del giorno e già il mese di gennaio potrebbe essere decisivo per capire quanto a lungo potrà proseguire il lavoro questo esecutivo. Solo se Zingaretti, Di Maio, Renzi e Conte riusciranno a trovare la quadra e scavallare il mese di gennaio 2020, le prospettive cambieranno e le nuvole all'orizzonte del Conte bis saranno meno nere. 

Perché gennaio è un punto di domanda "grosso come una casa" per la futura stabilità del governo? Dopo l'Epifania maggioranza e governo dovranno affrontare il nodo della prescrizione. Salvo cambi di programma, infatti, e' stato fissato per il 7 gennaio un nuovo vertice sulla riforma. l'8 gennaio la maggioranza dovrebbe incardinare in commissione Affari costituzionali della Camera il testo della nuova legge elettorale (proporzionale, ma manca l'intesa sulle soglie di sbarramento).

Già entro il 12 gennaio si saprà se le firme dei senatori siano sufficienti per sospendere il taglio a 600 degli onorevoli e affidarsi al referendum. Le firme in realtà ci sono già, ma entro il termine stabilito dalla legge può succedere di tutto, anche qualche senatore ritiri la sua firna. Poi il 15 gennaio ci sarà il pronunciamento della Consulta su un altro referendum: quello della Lega sull’uninominale. Proseguiamo: il 20 gennaio ci sarà il voto sul caso Gregoretti e solo allora si capirà se il Movimento 5 stelle voterà per il processo a Salvini o se - come possibile - ci sarà ancora qualche altra defezione. Pd e Italia Viva non hanno annunciato per adesso se voteranno a favore o contro (non è scontato il sì di Italia Viva, la cui astensione potrebbe risultare decisiva).

Elezioni Emilia Romagna 2020: che cosa può succedere

Per concludere, il gran finale delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria del 26 gennaio, il cui esito non appare scontato. Un'eventuale "storica" vittoria della Lega nella regione rossa per eccellenza, l'Emilia Romagna, segnerebbe probabilmente - anche a livello simbolico - la fine dell'esperienza dell'esecutivo giallorosso. Una vittoria del Carroccio in Emilia indebolirebbe in maniera forse esiziale il Partito democratico. I sondaggi per ora premiano il candidato di centrosinistra e presidente uscente della Regione, Stefano Bonaccini.

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