M5s-Pd, il piano è "spoliticizzare" il Viminale: cosa succede col nuovo governo

La casella più importante del "totoministri" è quella del Viminale, c'è l'ipotesi di un tecnico (Pansa o Lamorgese). Pd e M5s concordi: impossibile gestire un fenomeno complesso come quello migratorio a colpi di slogan e imbastendo un caso mediatico al giorno

Foto: Ansa

Risolta la questione vicepremier, con il passo indietro di Luigi Di Maio e di Dario Franceschini, la discussione per la composizione del nuovo governo entra nel vivo (Rousseau permettendo). Sbagliato a questo punto parlare di un semplice totoministri. Le trattative sono avviate da giorni, al tavolo Conte e i capigruppo di Movimento 5 stelle e Pd hanno portato avanti interlocuzioni molto dettagliate. Secondo varie fonti, il M5S avrebbe incassato il placet per le conferme di Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede e Sergio Costa. Ma la vera intesa, che ha messo tutto in discesa, sarebbe stata quella relativa al Viminale, dal quale l'ormai ex ministro dell'Interno Salvini ha dettato la linea politica a tutto l'esecutivo negli scorsi 14 mesi. Lì la formula cambierà radicalmente.

"Sto lavorando in queste ore per essere affiancato da persone che abbiano elevata competenza, buona capacità organizzativa, un'adeguata qualificazione politica", ha detto Giuseppe Conte. La percentuale 'tecnica' del nuovo esecutivo è oggetto di discussione proprio di queste ore. Superato lo scoglio vicepremier, assume una rilevanza particolare il ruolo del sottosegretario alla presidenza. In omaggio alla linea tenuta sino ad ora, il Pd ritiene di aver diritto a quel ruolo. E si fa il nome di Paola De Micheli. Conte pensa ancora che sia utile una figura terza per il ruolo di sottosegretario. Circola, in questo caso, il nome dell'attuale segretario generale di palazzo Chigi Roberto Chieppa. La scelta non è secondaria, perchè potrebbe anche influenzare quella di un'altra casella fondamentale: il ministro dell'Economia.

Nuovo Governo M5s-Pd: i nomi dei possibili ministri

L'idea più 'popolare' resterebbe quella di chiamare a via XX Settembre un tecnico di primissimo livello (Daniele Franco, Salvatore Rossi, Dario Scannapieco). Ma in queste ore si starebbe facendo sentire anche un'altra voce: "Un tecnico al Mef avrebbe bisogno di almeno sei mesi per capire bene come muoversi, non abbiamo tutto questo tempo. Se poi aggiungiamo anche un tecnico come sottosegretario alla presidenza...", spiegano fonti parlamentari.

Nel Pd si spinge invece per un politico (come Roberto Gualtieri o Pier Carlo Padoan) spiegando che serve qualcuno che possa far girare il motore al massimo appena messo le mani sul volante del Mef. L'Economia è un ministero 'osservato speciale' dal Quirinale, con la Difesa e l'Interno. Nel primo caso circolava il nome di Luigi Di Maio. Ma ora per il capo politico del M5s, non più vice premier, potrebbe esserci un esecutivo di prima fascia: gli Esteri, con Elisabetta Trenta confermata aòòa Difesa.

Nuovo governo: la scelta per il Viminale è strategica

La casella più importante è quella del Viminale, prende forza l'ipotesi di un tecnico: il prefetto Luciana Lamorgese, che lavora per il ministero degli Interni da quarant’anni. Dal 2013 ha ricoperto il ruolo di capo di gabinetto del ministero, sia con Alfano che non Minniti. Oppure Alessandro Pansa, dal 2013 al 2016 capo della polizia e dal 2016 al 2018 direttore generale del dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Due figure tecniche, che permetterebbero di spoliticizzare un tema complesso come quello dell'immigrazione. 

Su questo Pd e M5s sono concordi: impossibile gestire il fenomeno migratorio a colpi di slogan e imbastendo un caso mediatico al giorno. Le posizioni di Movimento 5 stelle e Partito democratico sono diverse, ma entrambe partono da una rivisitazione totale del regolamento di Dublino per una coerente redistribuzione in Europa dei migranti. Trattative complesse, quelle con i partner europei, alle quali gioverebbe il basso profilo garantito da un "tecnico". Un cambiamento radicale rispetto all'era Salvini. E se è vero che è solo il Pd a insistere per alleggerire la morsa intorno alle Ong, è altresì vero che il Movimento 5 stelle sarebbe ben contento di affidare a una figura non politica il compito di sbrogliare la matassa burocratica sui salvataggi in mare delle navi umanitarie. Basso profilo, quindi. E magari un approccio nei confronti delle organizzazioni non governative basato su dati certi.

Totoministri, gli altri possibili nomi del nuovo governo Pd-M5s

Nella composizione della squadra di governo Nicola Zingaretti sarebbe stato irremovibile solo su alcuni punti: pari opportunità nella delegazione dem. Un criterio che fa aumentare le chance di Marina Sereni, che potrebbe andare alla Salute. E poi Anna Ascani alla Cultura e Simona Malpezzi in corsa per l'Istruzione, che però il M5s vorrebbe per Nicola Morra. A proposito di donne, per Leu sarebbe in corsa Rossella Muroni all'Ambiente. Il M5s è sicuro di piazzare Stefano Patuanelli alle Infrastrutture.

Nel Pd Andrea Orlando potrebbe diventare capogruppo alla Camera con Graziano Delrio al ministero del Lavoro. Allo Sviluppo, con Paola De Micheli sottosegretaria alla Presidenza, salgono le chanche di Stefano Buffagni.

La scelta del commissario italiano resta fortemente legata alla formazione del governo, ma anche su questo punto non si vedono ostacoli di sorta tra i due partiti che formano la nuova maggioranza politica in Parlamento. Se non andrà alla Farnesina, Paolo Gentiloni resta in 'pole' per un posto a Bruxelles (dove però hanno chance anche Elisabetta Belloni e Paola Severino). Per il ministro delle Politiche Ue il M5s ha messo in campo il nome di Alessandro Di Battista, mentre per Pd potrebbero esserci Roberto Gualtieri o l'attuale assessore allo Sviluppo nel Lazio Gian Paolo Manzella. Tessere di un puzzle che a breve andrà a comporsi definitivamente.

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salvini conte di mao ansa-2

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