Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Governo M5s-Pd, ora o mai più: gli ostacoli sono Di Maio vicepremier e voto su Rousseau

Oggi le consultazioni decisive, nelle intenzioni di Mattarella la crisi deve avere subito uno sbocco. Di Maio sarebbe tornato a rivendicare la vicepresidenza del Consiglio, irritando il Pd, e conferma che gli iscritti daranno l'eventuale ok alla nuova alleanza politica, su Rousseau. Rabbia degli attivisti pentastellati: "Pd peggio della Lega"

Governo Pd-M5s, oggi giornata decisiva (Ansa)

Tutta "colpa" di Rousseau. Rischiava di saltare per davvero la trattativa per il nuovo governo Pd-M5s. Colpo di scena in tarda serata ieri. Luigi Di Maio sul blog del Movimento ha scritto che "solo se il voto" su Rousseau, "sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal MoVimento 5 Stelle". E ha poi fissato i tempi, spiegando che "il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana". "Gli iscritti - si legge sul post - hanno e avranno sempre l'ultima parola". Ma non è tutto, secondo fonti del Pd: Luigi Di Maio è tornato a rivendicare la vicepresidenza del Consiglio. Poi le acque si sono calmate.

Oggi pomeriggio le consultazioni dei big al Quirinale. Si attende una schiarita prima di allora: altrimenti, la strada per un governo "giallorosso" è in salita. Nelle intenzioni del presidente della Repubblica oggi la crisi deve avere uno sbocco. Senza accordo un governo elettorale potrebbe essere chiamato a scendere in campo già stasera". Ma anche se sarà Conte bis Mattarella "si aspetta che sia lui, Conte, a prendere subito in mano il timone, tracciando la rotta programmatica e scegliendosi la squadra ministeriale", secondo un retroscena del quotidiano la Stampa.

Non pare più in dubbio che Conte avrà l'incarico. "Stasera ci sarà il nome, poi la strada è ancora lunga, c'è tanto lavoro da fare" dice Graziano Delrio al termine della Direzione Pd.

Governo M5s-Pd, ultime notizie: il voto su Rousseau rischia di far saltare tutto

"Di Maio propone, in sostanza, un rimpasto, l'esatto contrario di quello che abbiamo proposto noi. E' inaccettabile". "Per favore Zingaretti e Gentiloni, dopo tutte le umiliazioni che ci siamo fatti infliggere - twitta Carlo Calenda -. Dopo Conte, dopo Di Maio ora anche Rousseau! Basta non potete consentire la distruzione di ogni residua reputazione del Pd". La richiesta di andare a sentire il parere degli iscritti a una piattaforma privata prima di dare a Sergio Mattarella il definitivo via libera a un nuovo esecutivo viene vista come uno sgarbo istituzionale da molti esponenti Pd (e non solo).

Trattativa Governo Pd-M5s: si lavora "sui temi e non sui nomi"

Ieri l'incontro tra le due delegazioni Pd-M5S sui temi programmatici aveva portato un po' di ottimismo sui due fronti. "Il lavoro non si è concluso, ma è stato molto positivo, così lo giudichiamo" aveva detto il presidente dei senatori dem Andrea Marcucci. "Il Pd ci ha illustrato i suoi punti e noi abbiamo ribadito i nostri dieci punti programmatici" aveva replicato il capogruppo dei senatori M5s Stefano Patuanelli . "Noi avevamo 10 punti, che abbiamo presentato dopo il primo giro di consultazioni" ha detto Patuanelli. "Il Pd durante il weekend ha elaborato più nel dettaglio alcune proposte che oggi ha voluto farci vedere. Abbiamo lavorato in un buon clima", mercoledì "continueremo". "Non abbiamo parlato di nomi", aveva poi precisato il presidente dei senatori grillini. Nodo vicepremier? "Non abbiamo parlato di nomi", aveva tagliato corto, definendosi "ottimista per natura" per quanto riguarda l'esito della trattativa.

La trattativa di buon'ora è ripresa alla Camera una nuova riunione delle delegazioni del M5s e del Pd guidate dai rispettivi capigruppo di Camera e Senato, Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli per i 5 stelle e Graziano Delrio e Andrea Marcucci per il Pd. Le delegazioni continuano il lavoro sui contenuti programmatici, pur rimanendo ancora irrisolta la questione del ruolo di Luigi Di Maio nel nuovo esecutivo. 

Governo M5s-Pd, ipotesi Di Maio alla Difesa 

Secondo il Corriere della Sera si fa strada l'idea è che sia proprio Luigi Di Maio, insistendo nel volere restare vicepremier, "a mettere i bastoni tra le ruote a un nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte". Il capo politico M5s "si muove" come se con la crisi di Ferragosto aperta da Matteo Salvini non avesse inaugurato una fase nuova. Repubblica conferma che molti vedono in Di Maio il "solo ostacolo" al Conte bis e dà conto dell'ipotesi che lo vorrebbe come ministro della Difesa.

La sensazione è che la trattativa possa decollare rapidamente solo se Di Maio rinuncerà al ruolo da vicepremier e se il voto su Rousseau non ci sarà. Il M5s ha dimostrato di non voler prendere in considerazione, nei fatti, un immediato ritorno alle urne, ed è chiamato a smussare gli angoli della trattativa. Probabile che succeda.

"Di Maio vicepremier? E' un problema che sarà risolto. Non ci sono veti personali ma è un problema di equilibrio e rappresentanza". Lo ha dichiarato il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci.

Sondaggi, pochissimi italiani vogliono il governo M5s-Pd (e che batosta per Salvini) 

Spaccatura M5s, Barillari: "Dimissioni in blocco se si fa governo col Pd"

Molti attivisti del Movimento 5 stelle non vogliono l'intesa. E uno degli storici portavoce, il consigliere regionale del Lazio Davide Barillari, usa parole durissime: "Sono nato 5 stelle e di sicuro non morirò piddino. Non dimentico mafiacapitale. Non dimentico Bibbiano. Non dimentico i 1043 arrestati PD negli ultimi 7 anni. Insieme a tanti altri portavoce, a vari livelli, stiamo discutendo se arrivare alle dimissioni in blocco oppure a percorrere una nuova strada per far rinascere i valori del M5S". La spaccatura nel Movimento viene di fatto confermata dai suoi stessi esponenti. Leggendo i commenti al post di Barillari, le critiche alla trattativa Pd-M5s sono feroci.

Su Facebook, Barillari risponde a chi rimprovera al Movimento la decisione di allearsi con la Lega. "Era ad inizio legislatura e l'opportunità di fare un governo a guida 5 stelle era forte. Ma le perplessità erano enormi anche allora. Pensavamo di riuscire a addomesticare Salvini, e ci siamo sbagliati. Lui ci ha usato e poi ci ha scaricato, tradendo il contratto di governo. Ora con il Pd potrebbe finire molto peggio, questi sono volponi della politica e molto più subdoli", scrive il consigliere. "Quando mai ho detto che mi andava bene Savini? Inoltre in rifondazione ci sono stato, ero un ragazzino e senza alcun incarico, negli anni 90-2000. Poi non ne ho più fatto parte. La sinistra mi ha deluso e non ce l'ho fatta più a votarla...".

Meloni: "Scendiamo in piazza contro governo giallorosso"

"Non è stato oggetto del nostro colloquio con il Presidente Mattarella", ma "scenderemo in piazza in piazza Montecitorio il giorno della fiducia se questo governo dovesse nascere". Lo ha confermato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, al termine delle consultazioni al Quirinale.

Pd: "Sì ad accordi col M5s anche a livello locale"

"Non mi sento un tifoso ma un sostenitore convinto sì. Perchè consapevole del pericolo a cui andremmo incontro in caso di elezioni anticipate. Un pericolo non per la democrazia ma per l'economia del Paese". Lo afferma il sindaco di Firenze ed esponente del Pd Dario Nardella in una intervista a Repubblica sul nascente (forse) governo Pd-M5s. Nardella non "esclude" intese Pd-M5s anche a livello locale in vista delle Regionali nel futuro prossimo.

"Renzi ha lanciato un'ottima idea e Zingaretti la sta sviluppando bene e in maniera ferma, preoccupandosi di salvaguardare la coerenza. Io ho fiducia in lui in questo momento", osserva . "Più il governo nuovo nascerà su un patto chiaro più sarà facile trarne vantaggio a livello locale. Andiamo per tappe. Prima una soluzione nazionale poi potremo parlare con tranquillità anche delle Regionali", conclude.

Orari Consultazioni Quirinale oggi

Il mercoledì di Mattarella è iniziato alle 10, quando è salito al Colle il Gruppo parlamentare "per le autonomie (Svp-Patt, Uv)" del Senato. Poi lle 10:30 il gruppo parlamentare Liberi e UgualiFratelli d'Italia alle 11.

Dopo pranzo, è tempo di tirare le somme. I lavori ripartono alle 16 con la delegazione del Partito democratico, seguita da Forza Italia alle 17. Alle 18 ci saranno gli esponenti della Lega e alle 19 quelli del Movimento 5 stelle.

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