Conte da Mattarella, poi il vertice sul programma: M5s e Pd continuano a trattare

L'incontro tra Conte e Mattarella non era in agenda e per questo preoccupa qualcuno alla luce delle difficoltà emerse nella trattativa tra Pd e M5s per un governo giallorosso. Poi il vertice a Palazzo Chigi sui programmi con le delegazioni dei due partiti. Cosa sta succedendo?

Giuseppe Conte. Foto Ansa

La trattativa per la nascita di un governo M5s-Pd vive una fase tesa, ma prosegue. L'incontro sul programma a Palazzo Chigi tra le delegazioni di Pd, M5s e il premier incaricato Giuseppe Conte, era previsto alle 9.30 ma è cominciato oggi alle 12. E intanto Conte, che deve cercare di ricomporre la frattura tra Movimento 5 stelle e Pd emersa ieri, è salito in mattinata al Quirinale dove ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un incontro inatteso, che non era in agenda. I contenuti del colloquio non sono ancora chiari: presumibilmente, il premier incaricato ha voluto fare il punto con il capo dello Stato che ha chiesto tempi brevi per la soluzione della crisi e vorrebbe ottenere una risposta entro mercoledì sulla nascita del nuovo governo giallorosso.

Ultime notizie sul governo: "Conte pronto anche a rinunciare"

In mattinata, secondo l'agenzia Ansa, dopo l'incontro al Colle sono emersi in ambienti parlamentari della maggioranza "timori che Conte stia anche ipotizzando la possibilità di rinunciare al mandato conferitogli dal Presidente della Repubblica, alla luce delle difficoltà emerse nelle ultime ore". Per ora, tuttavia, Conte va avanti.

Conte a Palazzo Chigi con M5s e Pd: oggi il vertice sui programmi

Sembrava fatta, ieri, poi Luigi Di Maio ha alzato la posta e il Pd ha seriamente pensato di mandare tutto a monte. Oggi la trattativa è ripartita. All'appuntamento con Conte hanno partecipato i capigruppo parlamentari: Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli per i Cinque Stelle e Graziano Delrio e Andrea Marcucci per il Pd. Al primo incontro di ieri a palazzo Chigi, invece, per il Pd c'erano il vicesegretario Andrea Orlando e l'ex ministro Dario Franceschini.

"Siamo qui per avere rassicurazioni e avremo lo stesso approccio costruttivo di sempre e nell'interesse del Paese. Su questo fronte se gli altri saranno disponibili, noi siamo pronti a continuare il lavoro che abbiamo fatto prima, altrimenti prenderemo atto della situazione", ha detto il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, entrando a Palazzo Chigi per l'incontro con il premier incaricato Giuseppe Conte e la delegazione dei 5 Stelle. Duro il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, entrando a Palazzo Chigi per l'incontro: "Siamo sempre stati costruttivi, ieri i 10 punti sono diventati 20 e si è si è detto o questi o non si fa il governo. A me sembra un ultimatum ed è totalmente inaccettabile che si pongano ultimatum al presidente del Consiglio. Adesso vediamo con che spirito ci si siede a questo tavolo, se con aut aut o volendo discutere per il bene degli italiani".

Caustico, su questo punto, Alessandro Di Battista, che in un post su Facebook ha scritto che "ieri alcuni esponenti del Partito Democratico hanno parlato di 'ultimatum' del Movimento 5 Stelle. E' davvero paradossale il fatto che quelli del Pd considerino 'ultimatum' idee e soluzioni sacrosante per il benessere collettivo". Salvini, intanto, fa un appello al capo dello Stato: "Presidente Mattarella, basta, metta fine a questo vergognoso mercato delle poltrone, convochi le elezioni e restituisca la parola e la dignità agli Italiani". 

Il vertice a Palazzo Chigi tra Conte e le delegazioni Pd e M5s è durato poco meno di tre ore. All'uscita il presidente dei deputati Pd Graziano Delrio ha detto che "sono stati fatti passi in avanti" e "il presidente Conte farà la sintesi". Lo stesso presidente incaricato ha poi lasciato Palazzo Chigi a bordo dell'auto di scorta. "Abbiamo fatto una ricognizione sui temi e il programma. Vedremo nelle prossime ore, ma la ricognizione è andata bene", ha poi assicurato anche il capogruppo al Senato del Movimento 5 stelle, Stefano Patuanelli, dopo il vertice.

"Abbiamo parlato di programmi e del documento che abbiamo già condiviso per vedere se si può andare incontro alle istanze di tutte le forze politiche interessate. Si sta lavorando per andare avanti. I tempi? Il prima possibile", ha detto invece il capogruppo del M5s alla Camera, Francesco D'Uva, uscendo dall'incontro a Palazzo Chigi. "Non mi risultano mal di pancia" nel M5s, ha aggiunto, "è chiaro che stiamo tenendo il punto sul programma".

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Si registrano passi in avanti, dunque. Nonostante le parole di Di Maio di ieri, nessuno sembra disposto ad interrompere i negoziati, anche se "sul fronte politico c'è bisogno di un chiarimento, ci aspettiamo che avvenga da qui a breve, ma non era sul tavolo dell'incontro di Palazzo Chigi", ha detto il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marucci, sottolineando che con Giuseppe Conte "si è lavorato sui punti".

Nuovo governo, i 20 punti di Di Maio e il gelo tra M5s e Pd: cos'è successo ieri
 

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