Martedì, 16 Luglio 2024
Il Consiglio dei ministri

Ergastolo ostativo, stop all'obbligo dei vaccini Covid, rave e nomine: le prime decisioni del Consiglio dei ministri

Il governo Meloni esordisce con un maxi decreto che tocca temi nevralgici come la giustizia e la sanità. Definita la lista dei sottosegretari e dei viceministri

La giustizia - ergastolo ostativo e rinvio dell'entrata in vigore della riforma Cartabia - lo stop all'obbligo vaccinale per i medici, le norme per contrastare i raduni illegali (con un nuovo reato), le nomine per definire la squadra di governo. Parte da qui il governo Meloni. Sono questi i temi del Consiglio dei ministri di oggi, 31 ottobre 2022, confluiti in un decreto.

Si tratta del Consiglio numero due, ma è in realtà è il primo Consiglio vero e proprio perché il primo è stato quello post cerimonia della campanella ed è servito ad adempimenti formali con la ratifica della nomina dei vicepremier e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

"Avevamo promesso che saremmo stati veloci e veloci siamo" stati, sottolinea la premier in conferenza stampa annunciando i punti interessati dal decreto.

La lista di sottosegretari e viceministri del governo Meloni

La conferenza stampa di Giorgia Meloni

La riunione del Consiglio dei ministri di lunedì 31 ottobre è iniziata intorno alle 13.30, mezz'ora dopo l'orario annunciato, ed è terminata intorno alle 15. Poi la conferenza stampa della presidente Meloni con i ministri della Giustizia Carlo Nordio, dell'Interno Matteo Piantedosi, e della Salute Orazio Schillaci.

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Come cambia l'ergastolo ostativo

Andiamo con ordine. Il governo Meloni inizia da un decreto legge per mantenere il cosiddetto "ergastolo ostativo", considerato uno strumento essenziale nel contrasto alla criminalità organizzata. 

L'ergastolo ostativo non permette che il detenuto benefici di determinati permessi, come quelli premio o la semilibertà, a meno che non collabori con la giustizia. Si applica per chi sconta la massima pena per delitti di mafia e terrorismo, ma anche per eversione dell’ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza, reati di pedopornografia, prostituzione minorile, tratta di persone, riduzione o mantenimento in schiavitù, violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona a scopo di estorsione.

Un anno fa, la Consulta ha definito l'ergastolo ostativo come è oggi "incompatibile" con i principi di uguaglianza e di funzione rieducativa della pena, dettati dagli articoli 3 e 27 della Costituzione, e con il divieto di pene degradanti sancito dalla Convenzione europea dei diritti umani. I giudici hanno sollecitato il Parlamento a intervenire sul tema ma il termine fissato è quello dell'8 novembre.

Da qui l'esigenza del nuovo Esecutivo di agire velocemente per la riformulazione dell'ergastolo ostativo rispondendo ai rilievi della Consulta ma mantenendolo. Il decreto ricalca il disegno di legge 2574 già approvato nella passata legislatura dalla Camera e indica "requisiti stringenti per recepire i rilievi della Consulta e allo stesso tempo impedire che siano ammessi a misure premiali soggetti che possano avere ancora collegamenti con il contesto criminale di provenienza".

Nel merito, il decreto prevede che, "ai fini della concessione dei benefici al condannato per i reati cosiddetti ostativi, non basterà la sola buona condotta carceraria o la partecipazione al trattamento ma saranno previsti l’obbligo di risarcire i danni provocati, insieme con requisiti che consentano di escludere l’attualità di collegamenti con la criminalità organizzata o il rischio di ripristino di tali contatti, con l’esclusione pertanto di eventuali automatismi e con l’introduzione di un procedimento rafforzato di valutazione delle richieste, che prevede anche l’obbligo da parte del giudice di sorveglianza di acquisire i necessari pareri. Ai fini della liberazione condizionale, si prevede che la richiesta possa essere presentata dopo aver scontato 30 anni di pena".

"Se ricordate, nella relazione che ho fatto in Parlamento avevo detto che la lotta alla criminalità organizzata era uno degli obiettivi del governo, e sono contenta che il decreto contenga una norma che va in questo senso, quella sull'ergastolo ostativo, una materia che ci sta a cuore", dice Meloni nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri.

Slitta la riforma Cartabia sulla giustizia

Sempre sul tema della giustizia, il Consiglio dei ministri ha dato l'ok al rinvio al 30 dicembre 2022 dell'entrata in vigore di alcune disposizioni della riforma Cartabia. 

"Il prossimo 2 novembre, sarebbe entrata in vigore la riforma nella parte sul processo penale - sottolinea la premier - ma nei giorni scorsi il ministro della giustizia è stato raggiunto da una lettera di tutti i procuratori generali che segnalavano come quella disposizione, in assenza di strumenti, rischiava di creare problemi significativi". In pratica gli "uffici giudiziari non sono pronti ad adempiere e questo rischiava di produrre la paralisi di sistema giudiziario. Il rinvio - precisa -non cambia nulla per il Pnrr. Ci siamo presi due mesi, mantenendo gli impegni con la Commissione europea per offrire più tempo ai nostri uffici giudiziari affinchè possano adempiere alla norma".

Abbiamo "accolto ol grido di dolore di Procure, gip, Corti di Appello e Procure generale nel chiedere il rinvio dell'applicazione della riforma Cartabia che comunque va nella giusta direzione", sottolinea anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Stop con l'obbligo vaccinale anti Covid per i medici

Via libera del Consiglio dei ministri dell'anticipo a domani, 1 novembre 2022, della scadenza dell'obbligo vaccinale per chi esercita la professione sanitaria (anche nelle Rsa) e la conseguente abrogazione delle sanzioni per l`inosservanza dell'obbligo. La scadenza dell'obbligo finora era prefissata al 31 dicembre.

La presidente Meloni già nelle sue dichiarazioni programmatiche in Parlamento aveva chiarito di volere agire in discontinuità, rispetto ai precedenti Esecutivi, nella gestione della pandemia. Questo il primo, significativo, cambio di rotta. Meloni ha ribadito più volte la volontà di riavviare un progressivo ritorno alla normalità nell'attuale fase post pandemica, "nella quale l'obiettivo da perseguire è il controllo efficace dell'endemia".  

"L'obbligo vaccinale è scaduto lo scorso giugno e sopravviveva fino a dicembre solo per gli operatori sanitari - sottolinea Meloni - Noi abbiamo deciso di anticipare all'1 novembre la fine dell'obbligo e questo ci consente di recuperare quattromila persone ora ferme in un sistema sotto-organico".

La decisione di anticipare la scadenza dell'obbligo di vaccinazione Covid per il ministro Schillaci trae origine anche dal "quadro epidemiologico mutato. Dai dati si vede che l'impatto sugli ospedali è limitato e c'è diminuzione dei contagi e stabilizzazione occupazione ospedali. A ciò si aggiunge la carenza del personale medico: quindi aver rimesso a lavorare questi medici non vaccinati serve a contrastare la carenza e garantire il diritto alla salute".

Quanto alle prossime mosse in tema di lotta alla pandemia, Meloni chiarisce che "Si procederà con provvedimenti efficaci, con una informazione molto più chiara - in Italia si è fatta tantissima confusione - e lavorando sulla responsabilizzazione che è figlia dell'informazione chiara. L'Italia è la nazione che ha adottato i provvedimenti piu restrittivi ma che ha avuto i più alti tassi di letalità, Qualcosa non ha funzionato. Il Covid è diventato tema da campagna elettorale, è diventato ideologico e questo non ci ha aiutato a assumere provvedimenti efficaci e chi diceva altro era indicato come un mostro".

Resta l'obbligo delle mascherine negli ospedali

Il governo mantiene invece l'obbligo di mascherine negli ospedali e nelle Rsa, contrariamente alle notizie sulla "discontinuità" circolate fino a oggi e che avevano fatto "insorgere" Campania e Lombardia.

"Mai avrei pensato di non andare in questa direzione", la precisazione del ministro Schillaci.

la conferenza dopo il Cdm del 31 ottobre 2022

I raduni illegali

Nel decreto di oggi, 31 ottobre, trovano spazio anche norme contro i raduni illegali. Un tema particolarmente attuale dopo il rave party di Halloween organizzato a Modena e interrotto con intervento delle forze dell'ordine. Lo scopo è avere strumenti più efficaci sia per la prevenzione sia per la gestione dei raduni non autorizzati.

"Interveniamo sulla materia - dice Meloni - con una norma che prevede un reato nuovo, quello di 'Invasione per raduni pericolosi'. Inizialmente si era ragionato di intervenire su un'aggravante per il reato che già esiste, e cioè Invasione di terreni ed edifici, ma abbiamo scelto di introdurre un reato nuovo e diverso per evitare che si inserisse tra i reati contro il patrimonio e non per l'incolumità pubblica".

La bozza del decreto prevede la reclusione da 3 a 6 anni, multe da 1.000 a 10.000 euro e si procede d'ufficio "se il fatto è commesso da più di 50 persone allo scopo di organizzare un raduno dal quale possa derivare un pericolo per l'ordine pubblico o la pubblica incolumità o la salute pubblica". In caso di condanna per gli organizzatori "è sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e di quelle utilizzate per realizzare le finalità dell'occupazione".

"Lo Stato non vuole mostrarsi miope e inerme di fronte all'illegalità", sottolinea Meloni.

Viceministri e sottosegretari del governo Meloni

Definiti anche i nomi dei sottosegretari e i viceministri. Il Cdm per formalizzare la nomina di questi ultimi dovrebbe tenersi il 4 novembre. La lista - letta dalla presidente Meloni all'inizio della conferenza stampa dopo il Consiglio - ha già ricevuto oggi l'ok e il prossimo sarà solo un atto formale.  

Nel dettaglio FdI ha 4 viceministri e 14 sottosegretari; la Lega ha 2 viceministri e 9 sottosegretari; Forza Italia ha 2 viceministri e 6 sottosegretari; Noi moderati ha un sottosegretario.

Il Consiglio dei ministri ha poi ratificato la nomina di Bruno Frattasi a prefetto di Roma. Frattasi, fino a oggi capo di gabinetto del Viminale, succede all'ex prefetto Matteo Piantedosi, ora ministro dell'Interno del governo Meloni.

Le prossime scadenze del governo Meloni

Il prossimo Consiglio dei ministri è previsto per venerdì 4 novembre. "Ci sarà l'approvazione della Nadef (la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza). Stiamo facendo una corsa contro il tempo", anticipa Meloni  "Spero che inizieremo a discutere anche di energia e ci saranno le deleghe ai ministeri", aggiunge.

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