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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Prime sfide

Il debutto del governo Meloni: dalle nomine ai primi decreti

Con la cerimonia della campanella si formalizza il passaggio di consegne con Mario Draghi. Dopo la leader di Fratelli d'Italia presiede il primo Cdm

"Adesso subito al lavoro". Ecco le parole chiave del neo presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le sintetizza lei stessa in un tweet postato poco dopo la cerimonia di giuramento al Quirinale a commento della foto di rito con il presidente della Repubblica e i ministri. L'agenda è fitta. Ci sono gli ultimi passi formali - ma sostanziali allo stesso tempo - come la cerimonia della campanella e poi il primo Consiglio dei ministri, poi inizia a pieno ritmo il suo cammino da presidente del Consiglio. Cosa succede oggi, 23 ottobre, e cosa accade nei prossimi giorni. Gli impegni e i nodi da sciogliere.

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La cerimonia della campanella

Alle 10.30 di oggi, domenica 23 ottobre, a Palazzo Chigi si tiene la "cerimonia della campanella"  che sancisce dal punto di vista simbolico il passaggio di consegne dal premier uscente Mario Draghi a Giorgia Meloni. 

Draghi consegna nelle mani di Meloni un campanellino d'argento. In realtà esiste da decenni, ma solo dal 1996 è diventata celebre. La campanella è realizzata in argento con incisa la scritta "Il Presidente del Consiglio dei ministri" e da venticinque anni a ogni cambio di Governo viene consegnata dal premier uscente a quello nuovo. Per lungo tempo questo scambio è stato fatto nel chiuso dello studio del presidente del Consiglio, con un colloquio in cui chi lascia aggiorna chi arriva sui principali dossier aperti. Poi nel 1996 Romano Prodi vince le elezioni e deve subentrare a Lamberto Dini. Nessuno dei due è amante delle cerimonie fastose, ma i media sono sempre più presenti, la campagna elettorale ha vissuto momenti di grande attenzione mediatica con i duelli tv tra il leader dell'Ulivo e Silvio Berlusconi. Inizia l'era della cerimonia a favore di telecamere. 

Il rituale è "sacro": la campanella viene portata su un vassoio anch'esso d'argento da un commesso di Palazzo Chigi in guanti bianchi. Poi il presidente del Consiglio uscente la porge al suo successore, a cui stringe la mano, con sorrisi a favore di telecamera e lo sfondo di tre bandiere: quella europea, quella italiana e lo stendardo con il simbolo del Governo. 

Negli anni sono diventati celebri lo scambio della campanella tra un algido Enrico Letta e un entusiasta Matteo Renzi, e la battuta di Silvio Berlusconi nel consegnare il simbolo del governo a Romano Prodi nel 2006: "la suonavo da chierichetto dei salesiani". 

Cerimoniale "in crisi" nel 2019, quando nel passaggio tra il primo e il secondo governo Conte. In quel caso a consegnare la campanella al premier è stato il segretario generale Roberto Chieppa. Con lo scambio tra Mario Draghi e Giorgia Meloni: per la prima volta, la campanella sarà suonata da una donna.

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La cerimonia della campanella tra Mario Draghi e Giorgia Meloni - le foto

Il primo Consiglio dei ministri presieduto da Giorgia Meloni

L'agenda del presidente del Consiglio Giorgia Meloni è fitta da subito. Come tradizione dopo la cerimonia della campanella c'è la riunione del primo Consiglio dei ministri. Giorgia Meloni alle 12 prende posto al centro del tavolo rotondo che riunirà i suoi 24 ministri e il sottosegretario Mantovano. Molti di loro non sono "novizi". Sono già stati ministri, viceministri o sottosegretari. Molti col Governo Berlusconi IV, in carica dal 2008 al 2011. La stessa Meloni era ministro della Gioventù, Fitto ministro per gli Affari regionali, Bernini ministra per gli Affari europei, Calderoli ministro per la Semplificazione normativa, Mantovano sottosegretario all'Interno, Casellati sottosegretaria alla Giustizia, Santanchè sottosegretaria al Programma di Governo, Crosetto sottosegretario alla Difesa, Urso viceministro allo Sviluppo economico, Musumeci sottosegretario al Lavoro, Roccella sottosegretaria prima al Lavoro e poi alla Salute. Crosetto e Urso sono gli unici che, con il Governo Meloni, siederanno da ministri nello stesso dicastero in cui lavorarono nel 2008-2011.

Cosa succede al primo Consiglio dei ministri? Ci sono intanto degli adempimenti formali. Si devono formalizzare le cariche dei vicepremier: quelli indicati da Meloni sono Matteo Salvini e Antonio Tajani. Si deve poi nominare Alfredo Mantovano sottosegretario alla presidenza. 

Già da domani si apre la "partita" dei sottosegretari, dopo avere incassato la fiducia alle Camere. Circola il nome del braccio destro di Meloni, Giovanbattista Fazzolari, come sottosegretario a Palazzo Chigi. Si tratta di poltrone ambite e nella coalizione Forza Italia e Lega hanno più volte fatto capire di non volere il ruolo della comparsa.

Un'altra miccia pronta a innescarsi è quella delle competenze del ministero del Mare. E' stato assegnato a Nello Musumeci, ex governatore siciliano e uomo di Fratelli d'Italia. Quale raggio d'azione dare al suo Dicastero? Tema non da poco. Salvini ha la delega alle Infrastrutture e ha subito chiarito che il ministero di Musumeci non dovrà "intaccare" la sua giurisdizione. Tradotto: Salvini vuole il controllo dei porti. E' la via per imporsi su un tema a lui caro come l'immigrazione. "Avremo tempo per parlare anche" dei porti, la diplomatica risposta a distanza di Musumeci che, da uomo navigato non cade in polemica al debutto ma certamente non ha alcuna intenzione di guidare un ministero vuoto. 

Pensioni, bollette, Pnrr e Ucraina: prime sfide del governo Meloni

Ci sono poi una serie di nodi che il neonato governo Meloni deve sciogliere. Di fondo c'è la necessità di trovare l'equilibrio tra l'esigenza di mantenere le promesse della campagna elettorale (di Fratelli d'Italia e degli alleati) e problemi pratici come le poche risorse (assottigliate da inflazione e crisi energetica). 

L'Esecutivo deve varare un decreto per prorogare le misure in corso a favore di famiglie e imprese. Senza, gli attuali benefici potrebbero sparire tra dal prossimo mese. C'è poi il rinnovo del decreto, anche per il 2023, sulla fornitura delle armi all'Ucraina. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto che l'Italia si allineerà alle indicazioni dell'Alleanza atlantica, ma ci sono anche gli alleati di governo con cui fare i conti. Tra i dossier che il Governo vuole affrontare c'è quello delle pensioni e si pensa a una flessibilità prima dei 67 anni.

E c'è anche il capitolo Pnrr. Si deve proseguire con la tabella di marcia avviata da Draghi, altrimenti addio fondi. Si deve quindi lavorare "in casa" per mandare avanti i progetti e nell'Ue, per dimostrare che anche senza Draghi l'Italia c'è.

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