Governo, si apre la trattativa tra Pd e 5 stelle: nuove consultazioni martedì

Dopo la seconda giornata di consultazioni, il capo dello Stato concede "tempi brevi" alle forze politiche per trovare una soluzione. Nuovi colloqui a partire da martedì. Aperta ufficialmente la trattativa tra Pd e Movimento 5 stelle per una nuova maggioranza

Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio. Foto Ansa

Verificare se esiste la possibilità concreta per formare un nuovo governo di legislatura o tornare al voto. Era questo il nodo da sciogliere oggi, nel secondo giorno di consultazioni dei gruppi parlamentari al Quirinale, per la risoluzione della crisi di governo. E il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver incontrato i "big" (Movimento 5 stelle, Pd, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia) ha optato per un nuovo giro di consultazioni, a partire da martedì prossimo, per assumere le conclusioni necessarie.

Altro tempo concesso alle forze politiche, dunque, per trovare un accordo. Ma, in caso di fallimento, la strada sarà quella delle elezioni anticipate. Con questa tempistica, slitta l'ipotesi della finestra elettorale di ottobre per eventuali elezioni. Il capo dello Stato non ha citato esplicitamente i partiti che stanno dialogando per cercare di trovare un'intesa.

"C'è stata una rottura polemica tra i due partiti che componevano la vecchia maggioranza. La crisi va risolta in tempi brevi".

Governo, ultime notizie: nuovo giro di consultazioni da Mattarella

"Mi è stato comunicato da parte di alcuni partiti politici che sono state avviate iniziative per un'intesa in Parlamento per un nuovo governo - ha detto Mattarella -. E mi è stata avanzata la richiesta di avere il tempo per sviluppare questo confronto. Anche da parte di altre forze politiche è stata espressa la possibilità di ulteriori verifiche. Ho il dovere ineludibile di non precludere l'espressione di volontà maggioritaria del Parlamento come avvenuto del resto anche un anno addietro, nella nascita del governo che si è appena dimesso. Al contempo ho il dovere di richedere nell'interesse del paese decisioni sollecite".

Insomma, il tempo concesso non sarà molto. Mattarella infine ha chiarito: "Sono possibili solo governi che ottengono la fiducia del Parlamento con accordi dei gruppi su un programma per governare il Paese, in mancanza di queste condizioni la strada è quella delle elezioni". Anche se - ha precisato - si tratta di una decisione da non prendere "alla leggera" dopo un anno di legislatura.

Nuovo governo Pd-5 stelle? Parte la trattativa

Al momento, i riflettori sono puntati su uno scenario, quello del governo giallorosso Pd-Movimento 5 stelle. L'ufficialità di una volontà di trattare per una nuova maggioranza è arrivata nel corso dell'assemblea dei parlamentari M55 quando il capogruppo, Stefano Patuanelli, ha detto: "Vi chiediamo mandato di incontrare la delegazione del Pd per parlare del primo punto, il taglio dei parlamentari, sul quale chiederemo chiarezza". Anche Nicola Zingaretti, segretario Pd, ha aperto alla trattativa con Di Maio: "Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare''.

Cerchiamo di capirci qualcosa, riavvolgendo il nastro e facendo il punto della giornata. In sintesi, riportiamo le posizioni dei maggiori partiti emerse oggi, nel secondo giorno di consultazioni al Colle, prima delle comunicazioni di Mattarella avvenute in serata. 

  • Movimento 5 Stelle - Luigi Di Maio ha ufficializzato l'apertura di un dialogo per un nuovo governo "con una maggioranza solida per non far affondare l'Italia" (senza mai nominare direttamente né il Pd né la Lega). "Non temiamo le urne ma non scappiamo dalle promesse fatte agli italiani", ha detto il leader pentastellato. E ha elencato 10 priorità programmatiche del Movimento 5 stelle, tra le quali il taglio del numero dei parlamentari, allontanando l'ipotesi del voto.

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  • Pd - Il Partito democratico ritiene "utile" provare a costituire un "governo di svolta". "Abbiamo espresso al presidente della Repubblica la volontà di formare una diversa maggioranza con l'avvio di una fase politica nuova, per dare vita a un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica", ha detto il segretario Nicola Zingaretti. Se non dovessero esistere le condizioni, tutte da verificare, per un governo di svolta, lo "sbocco naturale sono nuove elezioni anticipate per le quali il Pd è pronto", ha poi precisato Zingaretti dando quindi la sua disponibilità a verificare l'esistenza di una nuova maggioranza. Ma serve una "discontinuità politica e programmatica", ha ribadito. "Per noi è una scelta non facile a causa dell'eredità pesante del precedente governo e della distanza politica con alcune forze, in particolare il M5s, protagoniste del governo Conte", ha sottolineato il segretario del Pd.

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  • Lega - Dopo la rottura con l'alleato di governo, Matteo Salvini ha ribadito la sua linea: il voto, per il Carroccio, è la strada maestra. Salvini ha lasciato comunque aperta la porta al Movimento 5 stelle, uno spiraglio per un nuovo accordo con il partito di Luigi Di Maio: "Se qualcuno mi dice 'ragioniamo perché dei no diventano sì, miglioriamo la squadra, miglioriamo il programma, diamoci un obiettivo non contro ma per... Io ho sempre detto che sono un uomo concreto, non porto rancore, guardo avanti e mai indietro - ha spiegato -. Un governo fermo tiene fermo il Paese. Se si vuole far ripartire il governo e far ripartire il Paese, noi ci siamo senza pregiudiziali. Mi auguro che nessuno, mentre noi ragioniamo di progetti, soprattutto in casa di qualche partito di opposizione di sinistra stia ragionando su posti e poltrone". "L'unica cosa che sarebbe irrispettosa è veder rientrare dalla finestra quei Renzi, quelle Boschi, quei Casini, quelle Boldrini a far parte di un governo che gli italiani hanno ripetutamente cacciato dalla porta principale", ha spiegato il segretario della Lega.

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  • Fratelli d'Italia - Per il partito di Giorgia Meloni, le elezioni sono l'unico esito possibile per uscire dalla crisi di governo. "Se il Presidente Mattarella dovesse scegliere di valutare l'ipotesi di un mandato bisognerebbe ripartire dalle elezioni del 2018 e dal sentimento chiaro del Paese e prendere in considerazione l'ipotesi di affidare il mandato ad un esponente di centrodestra, perché sarebbe sicuramente più affine alla volontà popolare", ha detto Meloni dopo il colloquio con Mattarella al Quirinale.

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  • Forza Italia - Silvio Berlusconi ritiene "pericoloso" un governo sbilanciato a sinistra che potrebbe "imporre una patrimoniale" e sostiene la costruzione di un "esecutivo di centrodestra, con una vocazione atlantica ed europeista". Qualora non si trovi una maggioranza di centrodestra, "la via maestra sono le elezioni anticipate".

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