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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Scontro sulla giustizia

Il governo vuole "spegnere" le microspie delle inchieste sulla corruzione

Parere favorevole della maggioranza all'ordine del giorno presentato da Enrico Costa (Azione) che chiede all'esecutivo di legiferare il prima possibile per regolamentare l'uso dei trojan. Bonelli (Avs): "Ennesimo tentativo di mettere a tacere le indagini che hanno smascherato gli intrecci di potere e gli abusi delle élite"

Strumento prezioso nell'inchiesta della Procura di Genova che ha portato all'arresto del governatore della Liguria, Giovanni Toti, e in molte altre che hanno riguardato casi di corruzione come "Mondo di Mezzo", nota ai più come "Mafia Capitale", i temuti trojan (le microspie utilizzate per le intercettazioni ambientali) rischiano di essere "spenti" per sempre dal governo Meloni, che ha dato parere favorevole all’ordine del giorno al ddl sulla Cybersicurezza a prima firma di Enrico Costa (Azione), che impegna l'esecutivo a introdurre una "disciplina organica" sull'uso dello strumento "nel primo provvedimento utile". Il provvedimento del governo è stato approvato con 140 voti a favore e 89 contrari: ad opporsi Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra.

Critico il presidente dell'associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia: "È difficile pensare ad altri strumenti per scoprire fatti di corruzione. La corruzione si fonda su un patto di omertà tra corruttore e corrotto. Nessuno dei due ha interesse a svelare il patto, quindi è assai difficile pensare alla collaborazione di uno dei due. Le intercettazioni, anche attraverso il virus informatico si dimostrano sul campo moto efficaci", ha spiegato intervenendo a SkyTg24. Di tutt'altro avviso il presidente dell'Unione delle Camere penali, Francesco Petrelli, anche lui ospite della trasmissione: "Il Trojan - ha replicato - è uno strumento di invasività straordinaria, poco gestibile perché ha bisogno di sistemi così sofisticati che neppure il pubblico ministero, e tanto meno il giudice, riesce a controllare".

Bonelli (Avs): "Il governo favorisce l'impunità e mina la lotta alle mafie"

Durissimo Angelo Bonelli, leader di Europa verde e parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra: "Con l'Italia regolarmente alle prese con scandali di corruzione che coinvolgono élite politiche ed economiche - tuona - la maggioranza parlamentare ha dato un nuovo via libera a un'azione che favorisce l'impunità e mina la lotta contro la criminalità organizzata. L'approvazione dell'ordine del giorno Costa sulla cybersicurezza rappresenta un ennesimo tentativo di mettere a tacere le indagini che hanno smascherato gli intrecci di potere e gli abusi delle élite. Questo odg, tra le altre cose, apre una chiara cooperazione dell'Italia con Israele considerando che, per scongiurare guai diplomatici con uno dei Paesi più avanzati nella cybersicurezza, ieri, appena il testo del disegno di legge è giunto nell'Aula di Montecitorio, sono stati presentati quattro emendamenti per evitare il 'bando' alle aziende cyber israeliane a firma Orsini (FI), Gardini (FdI), Rosato (Azione) e Pastorella (Azione)".

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"Questa decisione - continua Bonelli - presa dalle forze di maggioranza con il supporto delle solite forze dell'impunità, è un'inaccettabile resa alla corruzione e alla criminalità. È incredibile constatare come in Parlamento si possa approvare un atto che favorisce chi commette reati contro lo Stato e contro i cittadini, mentre si parla di giustizia e garantismo. Il Trojan è uno strumento cruciale nelle indagini contro la criminalità organizzata e la corruzione, come dimostrato dalle operazioni che hanno portato all'arresto di pericolosi criminali come Matteo Messina Denaro. Limitare l'uso di questo strumento significa rendere un pessimo servizio alla sicurezza del paese e all'integrità delle istituzioni".

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