Martedì, 1 Dicembre 2020

Macché giallorosso, nel governo anche Leu (ma il tricolore irrita Casini e i centristi)

Conte è atteso al Quirinale per presentare al Capo dello Stato la lista dei ministri. Eppure in Parlamento i numeri sono tutt'altro che saldi: in Senato la maggioranza sarà condizionata dalla sinistra che avrà anche il ministero dell'ambiente

Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte

Il nascente governo Conte bis non sarà retto solo dall'alleanza tra Movimento 5 stelle e Partito Democratico (come certificato dal voto su Rousseau), ma nel nuovo esecutivo entreranno anche gli esponenti della galassia "a sinistra del Pd". Un patto necessario perché la nuova maggioranza non ha i numeri necessari per poter galleggiare in Parlamento. Come avevamo visto il problema è al Senato dove i gruppi di M5s (107 senatori) e Pd (51) sono lontani di 3 seggi rispetto alla maggioranza necessaria. 

Nuovo governo, le ultime notizie in diretta

Servono quindi i voti di Leu che a Palazzo Madama ha portato una mini-pattuglia formata dai senatori Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso e Francesco Laforgia iscritti al Gruppo Misto. Raggiunta quota 161 la maggioranza va tuttavia messa in sicurezza da dissidenti e franchi tiratori che potrebbero minare - se non la fiducia al governo - l'azione dell'esecutivo.

Nuovo governo, il Vietnam del Senato

Sempre guardando ai senatori del gruppo misto nessuna sicurezza per il governo arriva da Emma Bonino che - marcando la distanza dal resto di +Europa - ha rimesso le proprie valutazioni sull'eventuale fiducia. Potrebbe invece tornare alle origini Paola Nugnes che si era allontanata dal M5s in dissenso con le politiche giudicate troppo filo-leghiste. Un percorso simile potrebbe seguire anche il "comandante" Gregorio De Falco che si era allontanato proprio per i contrasti con Salvini. Tutt'altro che scontato l'appoggio degli altri espulsi pentastellati, ovvero Saverio De Bonis, Maurizio Buccarella e Carlo De Bonis. Una trazione a sinistra potrebbe invece incoraggiare il voto a favore di Riccardo Nencini già viceministro ai trasporti con Gentiloni. Un pallottoliere a cui parteciperanno anche gli altri due senatori espressione degli italiani all'estero (Adriano e Merlo) e gli otto senatori iscritti al gruppo delle autonomie.

Proprio in questo melenso "centro" schiacciato tra la nuova composita maggioranza e l'opposizione di centrodestra (Forza Italia 62, Fratelli d'Italia 18, Lega 58) cresce il malcontento. 

"Se il bicolore Pd-M5s si trasforma in un tricolore con Leu, molti di noi saranno in forte imbarazzo" scrive sul suo profilo Facebook il senatore delle autonomie Pier Ferdinando Casini che si dice preoccupato per un nuovo governo "troppo squilibrato a sinistra".

Finito il pallottoliere di palazzo Madama, lo stesso discorso riguarda Montecitorio dove - ancora di più - pesano i 14 deputati iscritti al gruppo parlamentare di Liberi e Uguali. M5s (216 deputati) e Pd (111) sono lontani dalla maggioranza di 316 voti necessari. Qui il pattuglione del gruppo misto è tutt'altro che coeso in ottica di consenso al governo, tra esplusi pentastallati, ondivaghe minoranze e centristi tutt'altro che benevoli per uno scostamento a sinistra. 

Nuovo Governo, a Liberi e Uguali il ministero dell'ambiente

In quest'ottica nasce la richiesta di Leu che per voce della capogruppo al Senato Loredana De Petris ha proposto per la squadra di governo l'ex presidente di Legambiente e ora deputata Rossella Muroni o il nome del segretario di Mdp e "ecosocialista" Roberto Speranza. Come chiaro dall'indirizzo dei candidati, per Liberi e Uguali si va verso l'assegnazione della casella del ministero dell'ambiente.

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Nuovo governo, ultime notizie

In attesa che Conte salga al Quirinale per presentare - ed evenutalmente rimaneggiare - la squadra dei ministri, crescono le tensioni intorno all'eventuale approdo di Luigi Di Maio al ministero degli Esteri. Per la destinazione del capo politico del M5s peserebbe anche il parere del Colle.

L'altro nodo, con un braccio di ferro che va avanti da ieri, è sul nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Conte insisterebbe per Roberto Chieppa, mentre il M5S continuerebbe a spingere per un pentastellato, come Vincenzo Spadafora.

Dario Franceschini, si apprende da fonti parlamentari, sarebbe tornato in bilico tra Beni Culturali e Difesa. Se il capodelegazione Pd nel governo dovesse tornare al Mibac sarebbe spianata la strada per Lorenzo Guerini alla Difesa.

Un altro nome su cui continuano a girare voci insistenti è quello di Roberto Gualtieri all'Economia. Mentre Beppe Provenzano dalla segreteria di Nicola Zingaretti come responsabile delle politiche del lavoro, passarebbe al ministero del Lavoro. Tra i nomi dati in pole nella squadra dem anche quello di Francesco Boccia.

Graziano Delrio ha ufficializzato che non farà parte dell'esecutivo: "Oggi ho terminato il mio lavoro (sul programma, ndr) e sono molto soddisfatto.

Paola De Micheli sembra avviata alle Infrastrutture mentre Anna Ascani viene data alla Pubblica amministrazione. Un ruolo di governo potrebbe esserci anche per Teresa Bellanova. In alternativa potrebbe entrare Lia Quartapelle. 

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