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Martedì, 18 Giugno 2024
La stretta

Il governo vuole liberare il Pnrr dal controllo della Corte dei Conti

L'esecutivo ha presentato nelle commissioni Lavoro e Affari costituzionali della Camera l'atteso emendamento al decreto Pubblica amministrazione sulla Corte dei Conti

"Lo scontro si fa in due, io sfido chiunque a trovare una sola parola nella posizione del Governo o anche in una mia dichiarazione che sia andata contro la Corte dei conti. Non lo avrei mai fatto e non lo ha fatto mai nessuno". Sono le parole pronunciate dal ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di coesione e per il Pnrr, Raffaele Fitto, in conferenza stampa al termine della cabina di regia per illustrare la relazione semestrale sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, poche ore dopo che il governo ha presentato nelle commissioni Lavoro e Affari costituzionali della Camera l'atteso emendamento al decreto Pubblica amministrazione sulla Corte dei Conti.

L'esecutivo proroga di un anno, dal 30 giugno 2023 al 30 giugno 2024, il cosiddetto scudo erariale che limita la possibilità di contestare il danno erariale solo ad alcuni casi più rilevanti ed "esclude" la Corte dei Conti dal "controllo concomitante sul Pnrr. Il controllo concomitante è quello, secondo quanto prevede la legge, che può essere chiesto dalle Commissioni parlamentari. Sul tema, in programma il 1° giugno a Palazzo Chigi si dovrebbe tenere un incontro tra il governo e la Corte stessa.

Dure critiche arrivano dalle opposizioni, che presenteranno un ricorso al presidente della Camera Lorenzo Fontana. La presentazione dell'emendamento era stato accolto dalle proteste di esponenti del Pd e Movimento 5 Stelle. In particolare il presidente della Commissione Lavoro Walter Rizzetto ha detto che l'emendamento è ammissibile perché la Corte dei Conti è "un organo della pubblica amministrazione", mentre le opposizioni hanno sottolineato, come ha spiegato Alfonso Colucci (M5s), come in realtà sia un organo giurisdizionale indipendente. L'altra contestazione riguarda il contenuto stesso dell'emendamento che, ha detto Federico Fornaro "vale da solo un decreto" e che non può essere affrontato in pochi minuti vome un qualsiasi emendamento "che riguarda la stabilizzazione di qualche precario", come ha detto Arturo Scotto. 

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