Governo, c'è aria di rottura definitiva: ma Conte ha un piano di riserva

C'è l'accordo sulla prescrizione ma lo scontro Conte-Renzi sale di tono. Il leader Iv: "Battaglia politica". Il premier pensa a una pattuglia di responsabili per sostituire i renziani. Ma c'è anche chi si dice certo che Renzi alla fine non romperà. C'è aria di resa dei conti

Renzi e Conte, il feeling non c'è. Foto Ansa

Il governo rischia? A dirlo ormai sono gli stessi interessati, è finito il tempo dei giri di parole. Alta tensione tra Renzi e Conte, c'è aria di crisi nella maggioranza dopo che Italia viva ha deciso di disertare il Consiglio dei ministri sulla giustizia. Il premier dice: "Non accetto ricatti". E chiama il Quirinale. Renzi dal canto suo ipotizza "sfiducia per Bonafede entro un mese". Il Pd, con il segratario Zingaretti, commenta velenosamente: "Matteo si comporta come fece con Enrico Letta". C'è aria di resa dei conti. Vero, formalmente la crisi di governo non c'è ma la rottura definitiva sembra solo questione di tempo.

Prescrizione e processo penale, il governo accelera

Il Consiglio dei ministri, riunito a Palazzo Chigi, ieri sera ha approvato il disegno di legge delega di riforma del processo penale. Accelerazione del governo poi sulla prescrizione dopo uno scontro -protagonisti il premier Giuseppe Conte e il leader di Iv Matteo Renzi - che ha superato i livelli di guardia. In Cdm, ieri sera, non sarebbe dovuto arrivare il lodo Conte bis, ovvero l'accordo per modificare la riforma Bonafede siglato la settimana scorsa, ma in 'zona Cesarini' l'intesa raggiunta da M5S, Pd e Leu ha avuto il disco verde del Consiglio dei ministri, trovando spazio nelle riforma del processo penale.

Il consiglio dei ministri disertato da Italia Viva lascia strascichi. "Purtroppo devo prendere atto che da Iv si è mantenuta una posizione iniziale e non si è mai spostati ritenendo di essere depositari della verità. Ma una verità di cui è depositaria una sola forza politica non esiste, esiste invece una mediazione. Ringrazio quindi le altre forze politiche e il ministro Bonafede che si sono resi disponibili a questa soluzione", ha detto il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Mi spiace - ha poi aggiunto - che Italia viva non abbia voluto dare il suo contributo a questo risultato. Credo che per una forza politica sia sempre una sconfitta non sedersi a un tavolo, rinunciare a lavorare insieme ai propri compagni di viaggio per il bene del Paese". "Un ministro - ha sottolineato allora - ha sempre la responsabilità di partecipare al Cdm, è qui che si prendono le decisioni".

L'approvazione della riforma del processo penale "è il segno che quando si lavora con serietà e impegno i risultati, seppur faticosi, arrivano", ha affermato ancora Conte aggiungendo: "Per vincere dobbiamo giocare tutti nella stessa squadra, se si gioca pensando a sé la partita non la possiamo vincere, siamo destinati perdere. Se si fanno sgambetti perdiamo la partita". Quanto a "Bonafede si è reso disponibile a trovare soluzione di mediazione, un compromesso, non al ribasso, ma sostenibile, plausibile e coerente. Bonafede, Leu e Pd sono stati disponibili", ha affermato Conte al termine del Cdm. Se temo la fine del governo? "Chi mi conosce sa che non ho arroganza né paura, posso garantire agli italiani che fino all'ultimo giorno, quando saremo qui daremo sempre garanzie per perseguire gli interessi degli italiani fino all'ultima ora". "Da presidente del Consiglio non riesco a capire cosa significa dal punto di vista della logica la sfiducia a Bonafede. Di cosa lo accusiamo? E' a mio avviso irrazionale e irragionevole, sarà un mio limite", ha affermato. Semmai si dovesse arrivare a una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede, "ne trarrei le conseguenze...", ha assicurato.

Maggioranza, Conte ha un piano di riserva?

A proposito di maggioranze alternative, con un'eventuale uscita di scena di IV, "leggo supposizioni - dice il premier .  ma io sono andato in Parlamento e ho chiesto il sostegno dei gruppi parlamentari, poi c'è stata questa particolarità che il giorno dopo è nato un nuovo partito, però attenzione: non è nel mio stile governare e mentre governo lavorare per sostituire un gruppo politico a un altro, non l'ho fatto e non lo farò. L'obiettivo non è sostituire Iv, ma bisogna che Iv ci pensi un attimo e chiarisca. Se si sente di correre insieme, dopodiché valuteremo...", ha sottolineato il premier ricordando che "qui ci sarà sempre un atteggiamento aperto al dialogo e al confronto, e di umiltà nel confronto. E' stato ieri, oggi e lo sarà domani. Qui non c'è la presunzione di essere depositari della verità, è questo nasce anche da una mia convinzione morale".

Una sola cosa è certo: sono i giorni più difficili per il governo Conte bis. "E' chiaro che Iv deve chiarire, non a me ma al paese, devono chiarire cosa intendono fare nella consapevolezza che se vogliono far correre il governo non devono fare sgambetti e mettersi di traverso o ostacolare l'azione" dell'esecutivo. "Chi può capire meglio tutto ciò di un ex presidente del Consiglio - dice poi Conte riferendosi direttamente a Matteo Renzi - in passato si è lamentato del fuoco amico e di non volere la dittatura della minoranza, ora la responsabilità spetta a lui. Sono convinto che gli amici di Iv si potranno interrogare e chiarire".

L'idea di Conte (ed è curioso notare come oggi la stessa identica "voce" sia riportata da quotidiani non certo "teneri" tra loro) è quella di sostituire i renziani con un pugno, una pattuglia di responsabili. Difficile, ma non impossibile.

Ascani (Pd): "Renzi tira la corda solo per visibilità"

C'è anche chi si dice certo che Renzi alla fine non romperà. "Renzi è il principale sponsor del Conte due, lo ha voluto fino in fondo". Lo afferma la viceministra Pd all`Istruzione, Anna Ascani, in un'intervista a Repubblica. "Questa partita a tirare la corda per vedere se cade, secondo me, al leader di Iv non serve a nulla - prosegue -. Serve solo a Salvini, che dopo la batosta in Emilia è tornato a fare lo smargiasso perché la maggioranza si sta incartando in litigi francamente incomprensibili".

"Quando finisce questo Governo, finisce la legislatura - aggiunge -. Lo ha dichiarato il segretario Zingaretti e io sono d`accordo. E siccome Matteo, che la politica la capisce, non avrebbe alcun vantaggio a far cadere il Conte due perché in questo momento a Italia Viva non conviene andare al voto, penso che si muova così solo per una questione di visibilità".

"Noi stiamo marcando una battaglia politica", scandisce Matteo Renzi. La linea del leader di Iv non cambia. Adesso, rilancia dando del tu a Conte (lo farà nel corso di tutto un lungo videomessaggio Facebook), "la palla tocca a te". "Se vuoi aprire la crisi o staccare la spina fallo - lo incalza - noi non chiediamo questo. Vuoi cambiare maggioranza, tanto lo hai già fatto, sai come si fa". Non sembrano le parole di un alleato di governo.

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