C'è vita per il governo senza Italia Viva?

Ieri Conte da Mattarella. Secondo i beninformati ha assicurato al Presidente della Repubblica che la maggioranza ha e continuerà ad avere i numeri. Siamo nel campo delle ipotesi e della fantapolitica, ma dove troverebbe il premier i "sostituti" dei parlamentari renziani se Italia Viva decidesse prima o poi di sfilarsi?

Il governo di Giuseppe Conte potrebbe reggere all'urto di un eventuale addio di Italia Viva? Se lo domandano in tanti in questi giorni. Ieri il premier è salito al Quirinale per incontrare Sergio Mattarella. Secondo i beninformati (anche se come d'abitudine fioccano le smentite) avrebbe assicurato al Presidente della Repubblica che la maggioranza ha e continuerà ad avere i numeri per governare anche in caso di strappo renziano. Inquilini di Palazzo Chigi e Quirinale hanno fatto un approfondimento della situazione politica dopo le fibrillazioni che hanno interessato la maggioranza e il governo. Un'udienza che ha fatto seguito ai contatti avvenuti nei giorni scorsi.

''Stupore'' si registra al Quirinale per le ricostruzioni apparse in qualche quotidiano, in cui, anche con virgolettati, si attribuiscono abusivamente intenzioni al Capo dello Stato riguardo alla situazione politica, con riferimento a uno degli incontri che avvengono frequentemente tra il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio. 

La presidenza del Consiglio "smentisce tutte le ricostruzioni, apparse sui giornali, relative alle presunte intenzioni di Giuseppe Conte. Il premier non è alla ricerca di altre maggioranze diverse da quella che attualmente sostengono il governo". Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi. "Conte è impegnato con i tavoli di lavoro per l'agenda di governo 2023, tavoli a cui partecipano le forze di maggioranza, Italia viva inclusa", si precisa.

Governo, Conte studia maggioranze alternative

Ma come stanno davvero le cose? Siamo nel campo delle ipotesi e della fantapolitica, dove troverebbe Conte i "sostituti" dei parlamentari renziani? Al Senato Italia Viva è determinante per tenere in piedi il governo: senza Italia Viva il governo Conte oggi può contare su 151 voti. Ne mancano 8 per arrivare alla maggioranza assoluta che è fissata a 159. I senatori infatti sono 319, ma tre senatori a vita sono assenti da molto tempo dalle sedute per motivi diversi: il presidente emerito Giorgio Napolitano, Renzo Piano e Carlo Rubbia. Quindi il totale si abbassa a 316, ovvero maggioranza 159. 

A sostenere il governo ci sono 98 senatori M5s, 36 dem , 6 del gruppo Autonomie e 11 del Misto. Fa 151, ne mancano 8 per la maggioranza al Senato. Pochi ma non pochissimi. 

Tre voti potrebbero arrivare da alcuni ex senatori grillini nel Misto. Altri voti potrebbero essere quelli di tre senatori a vita: l’ex presidente del Consiglio Mario Monti, la scienziata Elena Cattaneo e la testimone della Shoah Liliana Segre.

E per i voti mancanti potrebbe nascere un nuovo gruppo di "responsabili" composo  da berlusconiani o qualche renziano poco convinto delle ultime mosse di Italia Viva. Lo scenario è molto fluido in queste ore.

Le opposizioni possono contare al momento su 139 voti (61 senatori di Forza Italia; 60 senatori della Lega; 18 senatori di Fratelli d'Italia).

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Bernini (Fi): "Impossibile che qualcuno dei nostri sostenga il governo"

Anna Maria Bernini, capogruppo Fi al Senato, ha escluso la possibilità che in caso di distacco di Italia viva dalla maggioranza ci possa essere un gruppo di responsabili di Forza Italia che ne prenda il  posto: ''Ho troppa stima per i nostri senatori, e ritengo impossibile 
che qualcuno di loro si accinga a sostenere il blocco della prescrizione, il reddito di cittadinanza, l'abolizione dei contratti a tempo determinato, misure incompatibili col nostro dna liberale. Penso che lo stesso Presidente Mattarella - ha concluso Bernini - avrebbe grossi problemi ad avallare un'operazione del genere, senza alcun contenuto politico, che non sarebbe certo nel solco dell'interesse nazionale''.

Crisi di governo, parla Renzi: "Se Conte vuole, ci cacci"

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