Venerdì, 26 Febbraio 2021

Manovra, Iva e grandi opere: "scintille quotidiane" tra i ministri di Lega e M5S

La prossima legge di Bilancio sarà il primo vero banco di prova del governo legastellato. Su molti temi di politica economica e non solo non c'è totale concordia. Sul fronte fiscale, molte deduzioni e detrazioni fiscali saranno riviste

Matteo Salvini (d) e Luigi Di Maio nell'Aula di Montecitorio con il Parlamento riunito in seduta comune per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale e di otto membri laici del Csm, Roma - ANSA/GIUSEPPE LAMI

Manovra e grandi opere: scintille tra i ministri di Lega e M5s. Su molti temi di politica economica e non solo nel governo non c'è concordia, nonostante le dichiarazioni e i comunicati stampa rassicuranti che spengono i dibattiti interni, almeno per il momento. Le posizioni diverse degli esponenti di Lega e Movimento 5 Stelle generano polemiche quotidiane. Dalla Tav al possibile intervento sugli 80 euro, dalla flat tax al possibile aumento dell'Iva, le diverse sensibilità nell'esecutivo disegnano le prime piccole crepe in quella che, nonostante i diretti interessati non abbiano mai usato la parola "alleanza", è parsa fino a oggi una squadra coesa e solidissima. Una cosa è certa: per trovare i fondi necessari, alcune deduzioni e detrazioni saranno riviste. E la prossima legge di Bilancio sarà il primo vero banco di prova del governo legastellato.

Grandi opere

"Sulla Tav Tajani si metta l'anima in pace. La mangiatoia è finita!". Lo ha scritto Danilo Toninelli su Twitter in risposta al presidente del Parlamento europeo che lo aveva accusato di non essere mai andato nei cantieri. "Mi sporco le mani da quando sono nato -dice il ministro dei Trasporti -. Uso con i soldi pubblici del mio ministero la stessa attenzione che usavano i miei genitori per gestire le poche risorse familiari". Non ci sta però il sottosegretario leghista Siri: "I soldi pubblici non si devono sprecare, ma le grandi opere si possono fare e si debbono fare pretendendo che non ci siano sprechi. Non è che fare la grande opera significhi alimentare una mangiatoia". E ha poi aggiunto: "Nel contratto di governo c'è scritto che avremmo ridiscusso l'opera verificando costi e benefici ed è quello che stiamo facendo. Questo non significa uno stop".

"E' 30 anni che il progetto è stato lanciato. In oltre 10 anni si prova ad avanzare. E' un'opera in cui nessuno crede più. Quando è stato progettato si doveva fare il corridoio Lisbona - Kiev, poi Lisbona si è ritirato e ora non esiste più". Così il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio a 'In Onda' su La7. "Il fatto che si debbano  pagare penali è una balla. Non si devono pagare le penali", sottolinea Di Maio riferendosi ad un'eventuale penale da 2 miliardi di euro.

"Sì può essere d'accordo o meno sulla Tav ma, intanto, quelli che sono d'accordo non blaterano, espongono le proprie ragioni. Se si sceglie di non farla non ci si nasconda dietro presunte 'mangiatoie' che di certo Toninelli non ha trovato in eredità da me, e che se fossero vere vanno comunque denunciate in Procura e non in un tweet". È quanto dichiara Graziano Delrio, capogruppo dei deputati Pd.

Aumento Iva 2019

"L'Iva non aumenta, per i retroscena mai smentiti serve un ufficio stampa smentite solo per le fake news. Il nostro obiettivo è non farla aumentare. Si gioca molto col Governo e i suoi membri. Ci siamo messi insieme attorno a un contratto, che dice che a commercianti e consumatori non si tocca l'Iva. Manterremo le promesse, vale per il M5s e per la Lega" ha detto Di Maio a "In Onda" su La7.

La pensa allo stesso modo Matteo Salvini, ma all'interno della Lega e del governo ci sono anche alcuni esponenti di rilievo che avanzano dubbi, come Giancarlo Giorgetti. Ai giornalisti che gli chiedevano delle ipotesi che circolano insistentemente sugli aumenti selettivi sull’Iva, Giorgetti - riferisce la Stampa - replicava chiaro e tondo che "anche l’Unione europea potrebbe chiederci di aumentare la tassazione indiretta". Giorgetti è quindi allineato con Giovanni Tria, secondo cui il governo sta lavorando su simulazioni basate sulla mancata attivazione delle clausole di salvaguardia, ma senza escludere "un riordino per semplificare alcune aliquote: ipotesi che producono piccoli aumenti di gettito e altre qualche riduzione". 

"Sembra che i nodi della difficile convivenza tra le due anime del governo, quella rigorista del ministro dell`economia Giovanni Tria, al quale sembra si sia aggiunto anche il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti, e quella `tassa e spendi` dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, stiano venendo finalmente al pettine, causa l`assenza di risorse per finanziare il costosissimo programma di Governo. Lo scontro tra le due parti si sarebbe fatto più acceso sul nodo dell`aumento delle aliquote Iva, che ormai è necessario per poter finanziare la flat tax per i professionisti e il reddito di cittadinanza. Favorevoli a questa opzione Tria e Giorgetti, contrari Di Maio e Salvini". Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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Deduzioni e detrazioni nel mirino

Casa, figli, salute, istruzione e lavoro. Sono solo alcune delle voci che beneficiano delle 466 tax expenditures nel mirino del governo per trovare le risorse necessaria alle misure della prossima legge di bilancio. Tra detrazioni, deduzioni, esenzioni e crediti d'imposta si raggiunge la cifra complessiva di 54,9 miliardi nel prossimo anno, da ripartire in 121,9 milioni di restituzioni per un beneficio medio per singolo sconto pari a 444,7 euro. I dati sono contenuti nel 'Rapporto annuale sulle spese fiscali 2017' redatto dalla commissione per le Spese fiscali del Mef, ed elaborati dall'Adnkronos.

I soggetti e categorie di beneficiari vanno dalle persone fisiche, alle imprese, passando per le banche, assicurazioni e associazioni no profit. A ricevere la quota maggiore di sconti sono le persone fisiche, che da sole 'riscuotono' 116,3 milioni di benefici (95,3% del totale), pari a 40,5 miliardi di euro (73,6%). Va ricordato che ogni soggetto può ricevere più di un bonus fiscale (le persone fisiche possono usufruire di sconti sulla casa, sui famigliari a carico, sul lavoro, ecc.). Dalle ultime dichiarazioni dei redditi (2017) le persone fisiche risultano 40,9 milioni, perciò ogni contribuente dovrebbe ricevere il prossimo anno in media quasi 1.000 euro di sconti fiscali. I restanti 14,4 miliardi di euro di tax expenditures vanno divisi tra onlus, imprese e società, persone giuridiche, banche e assicurazioni, soggetti e categorie particolari, stato ed enti pubblici.

Vanno divisi in 5,7 milioni di beneficiari, pari a 2.557 euro per singolo beneficio. A ricevere una quota sostanziosa della somma rimasta sono i soggetti e categorie particolari, che hanno diritto a sconti per 5,8 miliardi; seguiti dalle imprese e società che ricevono altri 3,5 miliardi e dalle banche e assicurazioni (1,8 mld). E' proprio quest'ultima categoria di beneficiari che, in termini assoluti, riceve il bonus più sostanzioso. La quota di 1,8 miliardi va infatti divisa tra soli 607 beneficiari, per un importo medio che supera di poco i 3 milioni di euro. I 5,8 miliardi che vanno alle categorie particolari vanno invece divisi tra 2,8 milioni di beneficiari, per uno sconto medio di poco superiore ai 2.000 euro.

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