Manovra, tregua nel governo: ma c'è chi inizia a parlare di "maggioranza senza futuro"

Due le principali novità che emergono dal vertice di maggioranza: il carcere per i grandi evasori, che entra nel decreto fiscale, e l'obbligo al Pos e il tetto al contante che slittano a luglio 2020. Ma la maggioranza appare "sfilacciata"

Luigi di Maio e Giuseppe Cpnte, stretta di mano in Aula (Ansa)

L'intesa Pd-M5s resiste e la manovra prende corpo in attesa del passaggio in Parlamento. Dopo ore di confronto con le delegazioni che sostengono il governo, la lunga giornata di incontri del premier Giuseppe Conte è finita con una tregua sulle correzioni alla manovra. Di fatto sono due le principali novità che emergono dal vertice di maggioranza che si è tenuto fino a tarda notte: il carcere per i grandi evasori, che entra nel decreto fiscale, e l'obbligo al Pos e il tetto al contante che slittano a luglio 2020. "Il carcere ai grandi evasori entra nel decreto fiscale. Come aveva chiesto con forza il M5S - scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -. D'ora in avanti chi evaderà centinaia e centinaia di migliaia di euro sarà finalmente punito con il carcere. Colpiamo i pesci grossi".

Pacchetto anti-evasione: che cosa cambia

"Grande soddisfazione" viene espressa anche da parte del premier Giuseppe Conte per il pacchetto anti-evasione, che accoglie tutte le misure caldeggiate dal presidente del Consiglio come il carcere ai grandi evasori (da 4 a 8 anni per somme evase oltre i 100mila euro), l'incentivo all'uso della moneta elettronica e il bonus befana. 

Sul carcere ai grandi evasori inserito nel decreto fiscale, soddisfazione palpabile nelle parole del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede che parla di "risultato importante per il Paese e per tutti i cittadini onesti che pagano le tasse, un segnale inequivocabile per i grandi evasori che sottraggono risorse alla collettività". E plaude alla misura anche il capo delegazione Pd al governo Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali: "Il fatto che nel decreto fiscale sia previsto che le norme entreranno in vigore non subito ma soltanto al momento della conversione garantisce il Parlamento sulla possibilità di approfondirne tutti gli effetti e conseguenze" precisa Franceschini.

Bancomat, multe ai commercianti e cashback: le novità

Nello specifico, per quanto riguarda l'estensione del pagamento con il Pos - e le multe, in questo caso, che scatteranno per gli inadempienti - e l'abbassamento a 2mila euro del limite per l'utilizzo del contante, entrambe le misure slittano a luglio. Una soluzione, spiegano fonti di governo, resa necessaria dai tempi richiesti per l'allestimento della piattaforma informatica collegata con i principali operatori delle carte di credito.

Quando si parte? Il beneficio sarà possibile attuarlo solo nel 2021, ma  a quel punto potrà risultare più corposo e nei fatti consentirà di veder rimborsata una detrazione del 19 per cento sulle spese effettuate, direttamente dagli operatori di carte di credito grazie al sistema informatico, senza dover passare attraverso dichiarazione dei redditi e commercialisti. Da definire anche la lista dei servizi che potranno essere pagati attraverso il Pos, con la possibilità di usufruire del beneficio di restituzione del 19 per cento. Oltre ai ristoranti potrebbero anche entrare i meccanici, parrucchieri ed estetisti.

Il cashback studiato dal governo per incentivare l'uso di moneta elettronica sarà fissato al 19%. Il governo starebbe lavorando inoltre per fare in modo che le risorse vengano stanziate attraverso i circuiti Visa, Mastercard, ecc.. Un modo per alimentare il bonus Befana - da stanziare a gennaio 2021 - senza dover tenere da parte scontrini e ricevute, ma mettendo in piedi un 'sistema centrale' che consenta di stanziare il bonus Befana in modo diretto.

Manovra, l'Europa chiede chiarimenti

L'Europa non resta a guardare. Infatti da Bruxelles la Ue chiede chiarimenti al governo. E' attesa infatti nelle prossime ore la lettera della Commissione Europea nella quale vengono chiesti chiarimenti al governo sui documenti programmatici di bilancio che ha ricevuto. Una missiva bollata da fonti di governo come un atto dovuto, che fa parte del dialogo costruttivo tra l'Italia e la Commissione europea. Si tratta solo di chiarire il dettaglio di alcune misure di coperture, spiegano. Ora la palla passa a Roma, che dovrà rispondere entro i tempi dovuti.

Governo Pd-M5s: ci sono dubbi sulla tenuta dell'esecutivo?

Tutti i dubbi sulla tenuta del governo nei prossimi mesi vengono sintetizzati dal notista politico Stefano Folli, ex portavoce del Presidente del Consiglio, ex direttore del Corriere della Sera, che su Repubblica (quotidiano non certo schierato "a prescindere" contro il Conte bis),  parla di "Maggioranza senza futuro": "Non è la prima volta che un governo di coalizione boccheggia davanti agli scogli della legge di bilancio, come insegna la storia della Prima e un po' anche della cosiddetta Seconda Repubblica. E non è la prima volta che le settimane di fine anno si annunciano tormentate, quando il testo del faticoso compromesso (ieri sera in alto mare) arriverà in Parlamento. Tuttavia è la prima volta che un esecutivo appena nato - meno di due mesi fa - risulta essere così sfilacciato, privo di qualsiasi collante politico, non diciamo di un'idea condivisa del futuro. E' il suo vizio d'origine, essendo nato unicamente per evitare le elezioni guadagnando tempo".

L'impostazione della manovra non ha convinto tutti. Secondo Fabio Tamburini sul Sole 24 Ire, "forse è presto per dire che la luna di miele fra il secondo governo Conte e il mondo dell'imprenditoria è finita, ma certo in poche settimane il patrimonio di consensi iniziale si è pressoché dissolto". Uniche certezze: il passaggio della manovra in parlamento non sarà una passeggiata e il voto in Umbria di domenica prossima darà segnali importanti. I sondaggi negativi per Pd e Movimento 5 stelle non sono un buon viatico.

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giuseppe conte ansa-6

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