I sondaggi che hanno convinto Salvini: "Lega forte, ma non abbastanza"

La Lega ha sì guadagnato ma non abbastanza per recitare la parte del leone nel centrodestra né per andare da sola alla caccia di una maggioranza

Proiezione Youtrend su dati 4 marzo

L’ultimo governo della scorsa legislatura, guidato da Paolo Gentiloni, ha ufficialmente presentato le sue dimissioni lo scorso 24 marzo, ma visto l’attuale stallo politico continua ad oggi a rimanere in carica per svolgere l’ordinaria amministrazione. Eppure oggi potrebbe essere il giorno della svolta.

Incontro Salvini - Di Maio: la diretta

Se Salvini ha giocato bene le sue carte riuscendo a presentarsi come vittima dei poteri forti dopo il veto sull'economista euroscettico Savona, lo spettro delle elezioni in piena estate ha fermato i tamburi battenti della campagna elettorale. L'ipotesi di una nuova formazione gialloverde che possa rassicurare il Quirinale (e i mercati) ha impresso una battuta d'arresto, ma molto più hanno forse fatto gli ultimi sondaggi. 

La Lega ha sì guadagnato ma non abbastanza per recitare la parte del leone nel centrodestra né per andare da sola alla caccia di una maggioranza. E questi sondaggi Matteo Salvini deve averli letti bene, così come li hanno letti a via Bellerio: nella sede della Lega i più convengono che il 'capitano' ora debba capitalizzare quanto fatto.

Lega, sfuma il sogno maggioritario

Soprattutto dopo la rinuncia al mandato da parte di Giuseppe Conte domenica scorsa, sono tornati in auge diversi scenari sulla base delle intenzioni di voto in vista di nuove elezioni.

Cosa potrebbe accadere se Lega e M5S si unissero in coalizione nella prossima campagna elettorale?

L'alleanza gialloverde c'è già | Al voto "cappotto" Lega - 5 stelle 

Salvini e Di Maio insieme per un "governo del cambiamento" da presentare agli elettori vincerebbero in oltre il 90% dei collegi uninominali e si garantirebbero una maggioranza talmente larga da poter modificare autonomamente la Costituzione. Almeno secondo un semplice calcolo che ha visto la convergenza dei voti presi dai due schieramenti il 4 marzo scorso.

Eppure... eppure è politicamente difficile che Lega e Movimento 5 Stelle corrano insieme. Al di là di un'accordo su un programma di governo sono siderali le distanze che separano la storia e la pancia dei due partiti.

Meno difficile è immaginare l’evenienza per cui la Lega scelga di presentarsi da sola. O, magari, che scelga di allearsi solo con Giorgia Meloni, lasciando fuori Forza Italia.

Il portale specializzato in analisi politiche Youtrend, partendo dai voti del 4 marzo, ha immaginato la nuova Italia.

Lega al voto senza Forza Italia

Se alle elezioni si presentassero quattro poli con la Lega in corsa da sola contro Movimento 5 Stelle, centrosinistra e il resto del centrodestra il Movimento 5 Stelle sarebbe primo gruppo parlamentare alla Camera con 245 seggi.. La Lega “in solitaria” sarebbe il secondo gruppo con 181 deputati. Segue il centrosinistra con 126 deputati (38 nell’uninominale, compresi i 2 dell’SVP, e 88 nel proporzionale) e quello che rimane del centrodestra con 66 seggi. Il centrodestra “de-salvinizzato" non vincerebbe neanche un collegio uninominale.

I sovranisti contro tutti

Se alle elezioni si presentassero quattro poli con la Lega è alleata di Fratelli d’Italia contro Movimento 5 Stelle, centrosinistra e Forza Italia, i 5 Stelle si confermerebbero primo gruppo alla Camera con 238 seggi ma l’alleanza Lega-Fratelli d’Italia, ridurrebbe il distacco conquistando 210 deputati. Il centrosinistra perderebbe invece 6 seggi, scendendo a 120. Infine Forza Italia in solitaria non vincerebbe alcun collegio uninominale e si fermerebbe a 50 deputati, tutti eletti col proporzionale.

Se la Lega aumenta nei sondaggi

La crescita nei sondaggi della Lega darebbe a Salvini la garanzia di potersi costituire autonomamente quale uno dei poli centrali dello scenario politico. Ma per la formazione di una “maggioranza elettorale” ancora non basterebbe: il sistema politico sarebbe nuovamente bloccato, come dopo il 4 marzo.

A Porta a Porta sono stati mostrati i dati degli istituti demoscopici Euromedia e Piepoli che mostrano la progressione della capacità della Lega di attrarre consenso, mentre per la Ghisleri il M5s regge e aumenta di un punto rispetto al 4 marzo. Per i 5 stelle inoltre la polarizzazione porterebbe a sfondare la quota maggioranza se se Lega, Fi e Fdi corressero con un solo simbolo.

  1. Movimento 5 Stelle 43,0 %
  2. Lista unica di centrodestra (Lega+FI+FdI) 37,6 %
  3. Partito Democratico 15,5%

Nella rilevazione dell'istituto Swg per La7 di lunedì 28 maggio Lega e M5s era sostanzialmente appaiati

  1. Movimento 5 stelle 29,5%
  2. Lega 27,5%
  3. Partito Democratico 19,4%
  4. Forza Italia 8,0%
  5. Fratelli d'Italia 3,8%
  6. Liberi e Uguali 2,7%
  7. +Europa - Bonino 2,4%
  8. Potere al popolo 1,9%

Astensione 32,0%

Ma da dove arrivano i voti della Lega?

Il sondaggista Noto ha provato poi a calcolare i flussi di voto in entrata e in uscita di Lega e Movimento 5 Stelle confrontati con il voto del 4 marzo.

Se si votasse oggi, la Lega prosciugherebbe il bacino di voti degli alleati di centrodestra: il 15% dei nuovi elettori arriverebbe infatti da Forza Italia mentre l’8% da Fratelli d’Italia.

Il miracolo di Salvini sta tutto nell'essere riuscito a cristallizare i voti del Carroccio: il 97% di elettori gli garantirebbe di nuovo la fiducia in caso di elezioni.

Diverso è invece il caso del Movimento 5 Stelle. Qui il flusso in uscita è più alto rispetto a quello in entrata. Il 10% degli elettori che il 4 marzo ha votato i pentastellati, darebbe, o molto probabilmente tornerebbe, a dare fiducia al Pd.

Solo il 2%, tradirebbe i grillini per la Lega di Matteo Salvini

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