Domenica, 7 Marzo 2021
I punti chiave

Dal decreto Ristori alla riforma del Fisco: le 'grane' che attendono il nuovo premier

Se Mario Draghi scioglierà la riserva, dovrà subito formare il governo e fare i conti con le prime questioni urgenti: ecco quali sono i punti principali

Mario Draghi

Mario Draghi ha accettato 'con riserva' l'incarico da presidente del Consiglio: adesso dovrà sentire le forze politiche e stilare la lista dei ministri. Appena prenderà corpo il governo Draghi, sempre la netto di colpi di scena, il nuovo esecutivo dovrà vedersela subito con numerose sfide complicate, soprattutto a causa della persistente emergenza sanitaria provocata dall'epidemia di coronavirus. Dal nuovo decreto Ristori ( il numero 5) alla 'bomba' delle cartelle esattoriali, passando per la riforma del Fisco, ecco quali sono le prime 'grane' che dovrà risolvere il nuovo governo.

Ovviamente il lavoro tecnico e amministrativo al dicastero è continuato a ritmi serrati in modo da procedere con rapidità alle scelte politiche con l'insediamento del nuovo esecutivo che nella fattispecie potrebbe essere un governo targato Mario Draghi, se l'ex presidente della Bce scioglierà la riserva.

Decreto Ristori 5, pacchetto da 32 miliardi

La quinta tranche di rimborsi chiamata per dare sollievo alle categorie colpite dalla recrudescenza del Covid, era attesa per l'inizio dell'anno ma la crisi di governo ha ritardato il varo. Al momento è stato approvato solo il nuovo scostamento di bilancio di 32 miliardi necessario per reperire le risorse per un nuovo meccanismo di ristori su base perequativa e non legato al codice Ateco. All'interno del provvedimento sui nuovi indennizzi dovrebbero esserci anche tutta una serie di proroghe. Tra queste, si attende il rinvio delle scadenze fiscali al momento prorogato al 28 febbraio e la proroga della Cig straordinaria. Probabile anche la proroga dello stop ai licenziamenti fino ad aprile, ma per mettere poi mano a misure incisive di politica attiva per il mercato del lavoro.

La "bomba" delle cartelle esattoriali

Un altro dossier caldo che attende di essere affrontato è però la gestione delle nuove cartelle esattoriali che verranno prodotte dopo le proroghe: 50 milioni ai nastri di partenza dal primo marzo, in base all'ultimo rinvio, tra pagamenti, avvisi di accertamento, liquidazione, pignoramenti e altri atti da notificare.

Su questo fronte, i diverse occasioni il vice ministro all'Economia Laura Castelli ha indicato la necessità di lavorare su tre campi d'azione. Primo, pulire il 'magazzino', pre 2015, dai ruoli inesigibili; secondo, gestire gli anni dal 2016 al 2019, con una 'rottamazione quater', un saldo e stralcio per le morosità incolpevoli ed infine, trattare in modo straordinario con sconti su sanzioni e interessi le milioni di cartelle che si genereranno nel 2021, per posizioni maturate nel 2020 e in anni precedenti.

La riforma del Fisco: dalla riforma Irpef al taglio del cuneo

Su un orizzonte più lungo invece l'altro dossier sul quale lavorare sarà la riforma dell'Irpef, avviata dal governo Conte con l'estensione e l'allargamento del taglio del cuneo fiscale per i redditi inferiori ai 40mila euro. I passaggi successivi - che dovrebbero dispiegarsi su un orizzonte triennale - sono prefigurati in legge di Bilancio ma l'intonazione che prenderà l'intervento dipenderà dall'evoluzione della politica e dal colore del governo in carica.

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