Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

Green pass, si va verso il decreto: le ipotesi e cosa potrebbe cambiare

All'inizio della prossima la cabina di regia. Si guarda al modello francese ma con meno restrizioni

Il governo starebbe valutando l'ipotesi un decreto per il green pass obbligatorio, ispirato al "modello francese" lanciato dal presidente francese Emmanuel Macron ma rivisto e ammorbidito. Sì quindi alla certificazione obbligatoria per accedere ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza, stadi, concerti, palestre e discoteche, ma non per bar e ristoranti, a differenza della Francia. Queste al momento sono le ipotesi che circolano. A breve il governo dovrebbe mettere a punto le linee di provvedimento che saranno poi discusse nella prossima cabina di regia, prevista per l'inizio della prossima settimana. Entro fine mese poi il decreto.

Preoccupa infatti la diffusione della variante Delta. Il comitato di emergenza convocato dall'Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato un monito per ricordare che "nonostante gli sforzi nazionali, regionali e globali, la pandemia non è affatto finita" e "continua a evolversi, con 4 varianti di preoccupazione che dominano l'epidemiologia globale". E viene riconosciuta come "forte" la "probabilità" che in futuro emergano e si diffondano globalmente "nuove varianti di preoccupazione, forse più pericolose e ancora più difficili da controllare". L'ultimo bollettino sulla situazione epidemiologica in Italia segna 2.455 nuovi casi registrati su 190.922 tamponi antigenici e molecolari, con un tasso di positività che sale all'1,28%, mentre sono in amento i pazienti in terapia intensiva. In salita anche il Rt a 0.91, in aumento rispetto alla scorsa settimana quando si attestava a 0.66, con in crescita la circolazione della variante Delta, si sottolinea nella bozza del report Iss-ministero della Salute.

Le ipotesi al vaglio

La certificazione verde potrebbe diventare necessaria per viaggiare sui treni a lunga percorrenza e in aereo, ma non per quanto riguarda il trasporto pubblico: per bus e metropolitane dovrebbero rimanere in vigore le attuali regole se non si troverà una soluzione alternativa. Il confronto nel governo è soprattutto sul green pass per i ristoranti al chiuso, ma qualora ci si trovasse di fronte a una risalita dei contagi la misura potrebbe entrare in vigore per garantire alle attività di poter continuare a lavorare. Il green pass potrebbe essere necessario per far entrare più persone a stadi, concerti e altri raduni, nell'ottica di raggiungere la capienza al 100%, come pure per i ricevimenti dopo le cerimonie civili e religiose. I controlli in questi casi sarebbero affidati alle forze dell'ordine.

Tra i provvedimenti allo studio anche l'ipotesi di riservare - almeno per alcune attività - l'utilizzo del green pass solo dopo aver fatto la seconda dose, in linea con l'Unione europea. L'idea è che un utilizzo diffuso della certificazione eviterebbe il ricorso a misure più restrittive. 

Il dibattito politico sul green pass obbligatorio

Il ministro della Salute Roberto Speranza aveva detto di guardare "con preoccupazione a quello che accade nel Regno Unito e in Spagna, per questo bisogna accelerare". Per i parlamentari del Movimento 5 Stelle sarebbe una soluzione "solo in caso di un sensibile aumento dei contagi, allo scopo di evitare una nuova stagione di chiusure e restrizioni", da legarsi però alla "gratuità dei tamponi": una condizione questa ritenuta "imprescindibile". Per il leader della Lega Matteo Salvini "ne parleremo se e quando ce ne sarà la necessità. Adesso chiediamo attenzione e rispetto delle regole, però non possiamo terrorizzare la gente prima del tempo. "Io starei attenta a replicare schemi importanti dall'estero. Penso che da noi sia difficile utilizzarlo per trasporti pubblici, bar e ristoranti, dove fra 'altro le misure a tutela della salute pubblica soo state sempre rispettate. Mentre potrebbe essere opportuno per grandi eventi, viaggi aerei e discoteche, dove il pericolo di assembramento è alto", ha detto la ministra per la Coesione territoriale Mara Carfagna. Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri dice "no al Green pass alla francese ora che i contagi sono ancora bassi: è da valutare in prospettiva per i grandi eventi, se le ospedalizzazioni aumenteranno", ma è "giusto usare il Green pass per stadi e discoteche", mentre "per i ristoranti direi di no, a meno che non si arrivi a 30mila casi al giorno". 

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