Mercoledì, 27 Ottobre 2021
partito spaccato

Green pass, alla Camera un leghista su tre diserta il voto di fiducia

A Montecitorio vota la fiducia solo il 60,61% degli eletti del Carroccio. E quasi un terzo risultavano assenti non giustificati

Salviniani contro governisti? Il primo round ai punti, anzi ai voti, va ai secondi, deputati e deputate vicine, almeno in linea teorica, al ministro Giancarlo Giorgetti. Nella Lega i nervi sono tesi, come dimostrano l’abbandono del partito da parte dell’eurodeputata Francesca Donato e anche i numeri di oggi alla Camera. Durante la votazione per il decreto Green pass del 6 agosto, i deputati leghisti sono i più assenti tra tutti i gruppi parlamentari, maggioranza e opposizione. Un segnale?

Su 132 eletti nelle file del partito di Matteo Salvini, solo 80 partecipano al voto. Sono il 60,61%. Per dire: nel Pd erano il 92%, nei Cinquestelle il 77%, in Fi il 68%; in Fratelli d’Italia il 78%. Tra gli assenti del Carroccio, 11 deputati risultavano in missione, 41 assenti non giustificati: il 31,06%. Il primo round va ai governisti.

''L'ho sempre detto, non si può imporre l'obbligo vaccinale. Io amo la democrazie e la libertà di scelta. Stiamo continuando a chiedere l'estensione dei tamponi rapidi e salivari gratuiti. Va estesa la validità del tampone da 48 a 72 ore come negli altri Paesi Ue". Lo ha detto Matteo Salvini a 'Porta a Porta'. ''Il dibattito sul green pass -ha sottolineato- non c'è a Londra, Berlino, Bruxelles, perchè semplicemente c'è un approccio diverso. La Lega cerca di tenere una posizione di equilibrio tra chi propone l'obbligo vaccinale indistinto'' e chi la pensa diversamente.

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