Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Conte-Grillo, l'accordo ancora non c'è: il futuro del Movimento 5 stelle è in bilico

C'è chi è più pessimista e sostiene che "le distanze restano invariate" anche dopo il colloquio telefonico di ieri. C'è chi spiega che l'accordo è inevitabile e arriverà, basta attendere. Statuto, comunicazione, due mandati: quali sono i punti critici. Oggi dovrebbe parlare Conte: tutti i big del Movimento, nessuno escluso, stanno con lui

Accordo sì o accordo no? Qualche passo avanti c'è, ma la situazione dentro M5s rimane di stallo e nemmeno la telefonata di domenica pomeriggio tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo è servita a migliorare definitivamente il clima tra i due leader. C'è chi è più pessimista e sostiene che "le distanze restano invariate" anche dopo il colloquio telefonico di ieri. C'è chi spiega che l'accordo è inevitabile e arriverà, basta attendere. Conte parlerà oggi pomeriggio alle 17.30 per spiegare la sua posizione e le sue decisioni. La conferenza stampa si terrà presso il Tempio di Adriano, nel centro di Roma.

Di fatto la trattativa per una possibile ricomposizione della frattura è in pieno svolgimento dopo il caos della scorsa settimana. Beppe Grillo avrebbe rinunciato ad alcuni punti contesi con l'ex premier, come quelli relativi alla comunicazione e alle nomine che rimarrebbero in mano al nuovo capo politico. Giuseppe Conte avrebbe dato l'ok al ruolo di garante sempre cucito addosso a Grillo, come richiesto anche da diversi parlamentari nelle ultime ore.

Lo scontro nel Movimento 5 stelle tra Conte e Grillo

Restano però i nodi sullo statuto: la bozza del nuovo statuto, predisposta dall'ex premier, non convince tutti. Il Movimento 5 stelle deve rimanere "unito" per poter "ripartire più forte". Lo dice il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia. "L'albero cambia le foglie ma conserva le radici: è necessario rifondare le idee e crescere, ma è altrettanto necessario conservare i principi e le origini. Questo non va dimenticato. Il M5s ha tante sensibilità diverse ma sa di dover stare unito per ripartire più forte".

I big del Movimento 5 stelle sono scesi in campo per provare a ricucire lo strappo e dissuadere l'ex premier dal lasciare i 5 stelle per inaugurare forse un nuovo movimento politico. Tra i più attivi c'è sicuramente il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. L'ex capo politico dei 5 stelle è impegnato in una opera di mediazione per riportare tutto sui binari del dialogo. Con lui anche il presidente della Camera Roberto Fico. Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera confida in un accordo. "Beppe è indispensabile per il Movimento, non è solo questione di riconoscenza per quel che è stato finora, ma per dare al Movimento parole nuove e una nuova agenda. Dico a Conte che solo insieme siamo più forti e che i progetti personali nella storia recente hanno fallito".

Il M5s ha bisogno sia di Beppe Grillo che di Giuseppe Conte?

Il Movimento 5 stelle ha bisogno sia di Beppe Grillo che di Giuseppe Conte secondo il deputato M5s Luigi Gallo. "Il destino individuale di ognuno di noi ha un peso irrilevante rispetto al destino del Paese e del pianeta rispetto ai disastri ambientali e alle sfide del futuro che stanno facendo impazzire la vita e la società così come le conosciamo. Come forza politica dobbiamo scegliere tra posizioni radicali sui temi dell'ecologia, delle lobby, degli esclusi e posizioni accomodanti". Lo scontro dentro al M5s non creerà problemi al governo: ne è convinto il leader di Iv Matteo Renzi: "Questo esecutivo andrà avanti fino al 2023, fino a fine legislatura". Il fatto che i 5 stelle si stiano spaccano "non credo che creerà problemi, non ce li vedo a rinunciare alle poltrone in anticipo prima della fine della legislatura".

Ma che cosa bolle in pentola? Quali sono i punti su cui Grillo e Conte sono andati vicinissimi alla rottura? Quando Grillo ha accettato che fosse Conte il nuovo capo politico in pectore gli avrebbe chiesto, secondo quanto riportano oggi alcuni quotidiani, di interfacciarsi con i suoi due avvocati "di fiducia", cosa che l'ex premier non ha gradito. Del resto era stato il comico stesso, nel suo incontro con i parlamentari M5s, a dire che il problema era proprio lo statuto nuovo e la sua genesi. "A Conte avevamo detto di prenderlo e di farlo evolvere, di partire dal nostro statuto. Lui invece ha preso due avvocati e ha scritto un'altra cosa. Me lo ha dato e mi ha detto di non farlo leggere a nessuno. Io l'ho letto e tante cose non andavano" aveva detto Grillo. "C'era anche scritto che io devo essere 'informato', 'sentito', ma che è 'sto avvocatese? Le cose si decidono insieme, tante altre cose di devono votare. Come il vincolo dei due mandati. Io e Conte la pensiamo diversamente, ma decideranno gli iscritti. Il codice etico non l'ha ancora finito, ma anche su quello bisognerà pronunciarsi", ha aggiunto Grillo definendosi "il custode" della storia del Movimento, storia da cui "non si può prescindere, per questo ho detto a Conte di studiarla". Inoltre nel neo statuto M5S messo dall'ex premier "erano previste due comunicazioni diverse, ovvero che io non parlavo a nome del Movimento. Ma io c'entro eccome con la comunicazione. Rocco Casalino è bravissimo sulle tv, ma deve rapportarsi anche con me, non solo con il capo politico". E poi ancora: "Io sono il garante, non sono un coglione".

La rottura non conviene a nessuno

Statuto, comunicazione, due mandati, ruolo di Grillo: Conte ha fissato una conferenza stampa nel tardo pomeriggio di oggi: solo lì si capirà se la trattativa potrà continuare fino all’ultimo minuto. Se il fondatore del M5s rinuncerà ad avere potere di controllo totale sulla comunicazione e sulle nomine, delegando espressamente al capo politico parte di quei ruoli, l'accordo sarà inevitabile. Perché la rottura, e su questo sono tutti d'accordo, dentro e fuori al M5s, non conviene davvero a nessuno.  E' l'avvocato di Volturara Appula l'unica speranza reale per i pentastellati di mantenere il partito centrale nel quadro politico dei prossimi due anni. C'è infine un altro elemento che non si può non evidenziare: tutti i big del Movimento, nessuno escluso, compreso Luigi Di Maio, sono a favore della leadership di Conte. Beppe Grillo se ne dovrà fare probabilmente una ragione: il M5s del 2021 non è più solo "suo".

Sui giornali di oggi c'è anche chi traccia un quadro più fosco però, e va registrato. "Beppe, la verità è che hai distrutto il progetto...". La frase, decisamente forte, sarebbe stata detta - secondo la ricostruzione del Corriere della Sera - dall'ex premier Giuseppe Conte al fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo nel corso della telefonata di ieri tra i due leader che ha sancito, in sostanza che le divergenze nella leadership pentastellata sono rimaste invariate. A poche ore dalla possibilità di dire addio all'offerta di guidare i Cinque Stelle Conte non riterrebbe di avere l'agibilità politica necessaria per accettare l'incarico.

Conte ha in ogni caso ribadito che con Grillo non c'è "nulla di personale". Stasera ne sapremo di più.

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