Sabato, 24 Luglio 2021
Trame di potere

Grillo minoranza tra gli eletti 5 Stelle: "Sfiduciamolo". Ma il voto è un rischio

L'ultimo video di Grillo, la mazzata a Crimi, il Comitato di Garanzia verso le dimissioni: è guerra totale tra il fondatore del M5s e i parlamentari contiani. L'arma del duello potrebbe essere la sfiducia con il voto della Rete, ma è rischioso per tutti

Beppe Grillo - foto Ansa

E’ caos totale nel Movimento 5 Stelle dove ormai Beppe Grillo è in minoranza tra gli eletti in Parlamento e la sua posizione peggiora col passare del tempo. Peggiora ogni qual volta rinuncia al dialogo e sceglie di usare la clava, come ha fatto con Vito Crimi, come aveva fatto con Conte dopo la sua conferenza stampa. E mentre il Comitato di Garanzia sta pensando di dare le dimissioni, oggi alle 19 è convocata una riunione degli eletti, sia di deputati che di senatori e ha il sapore della resa dei conti. Secondo fonti interne al Movimento 5 Stelle infatti, i contiani, che ormai rappresentano la maggioranza, sarebbero pronti alla conta e, tra i banchi del Parlamento, c’è chi sta pensando di sfiduciare Beppe Grillo. 

Beppe Grillo minoranza tra gli eletti 

La frattura è diventata limpida quando il capo politico reggente si era detto contrario all’uso di Rousseau per votare un Comitato Direttivo. Posizione a cui il Garante ha risposto con l’invito, si fa per dire, “ad autorizzare, entro e non oltre le prossime 24 ore, la Piattaforma Rousseau al trattamento dei dati, come espressamente consentito dal provvedimento del garante della privacy e come rientrante nei poteri del titolare del trattamento” altrimenti “sarai ritenuto direttamente e personalmente responsabile per ogni conseguenza dannosa dovesse occorrere al MoVimento”. 

Parole pesantissime di un Grillo apparentemente fuori controllo perché la situazione gli sta sfuggendo di mano, mentre guarda sempre più alla sua creatura come qualcosa che preferirebbe distruggere piuttosto che consegnare a Giuseppe Conte. Le mazzate di Grillo ai suoi sembrano così la reazione scomposta ad un dato che gira tra le chat degli eletti pentastellati: la maggior parte di loro sta con Giuseppe Conte. A conti fatti, la maggior parte dei senatori vorrebbe il nuovo partito dell’ex Premier, mentre alla Camera la partita è aperta con un Movimento spaccato a metà, ma con la quota dei “grillini” in calo. 

Idea sfiduciare Beppe Grillo, si può ma è un rischio

Se la maggior parte dei parlamentari vuole mettere all’angolo Grillo, perché non farlo? Ecco perché in queste ore deputati e senatori starebbero ragionando sulla possibilità di appellarsi all’articolo 8 dell’attuale Statuto che recita: “Il Garante resta in carica a tempo indeterminato e può essere revocato, in ogni tempo, su proposta del Comitato di Garanzia a maggioranza assoluta dei propri componenti e ratificata da una consultazione in Rete degli iscritti, purché renda parte alla votazione la maggioranza assoluta degli iscritti". Il Comitato di garanzia, nello specifico, è composto da Vito Crimi e Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri. Tutti pronti a fare un passo indietro. 
Dunque Beppe Grillo può cadere, ma chi lo può sfiduciare è solo il popolo sovrano dove uno vale uno. Sarebbe la Rete a decidere. Forse è per questo che Grillo vuole tornare su Rousseau. E’ la sua ultima possibilità di frenare la caduta del Movimento 5 Stelle per come lo vorrebbe lui. A questo punto però sarebbe rischioso anche sfiduciarlo. Il motivo? Se la rete dovesse scegliere di confermare il Garante, si metterebbe male per i contiani perché vorrebbe dire che gli eletti non rappresenterebbero più la base del Movimento, che diventerebbe automaticamente alleata di Grillo, in una partita dove sembra sempre più lontana la possibilità di ricucire lo strappo. 

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Il mercato a 5 Stelle

Di fronte a tutto ciò, che anche chi vuole tentare il tutto per tutto per rinsaldare il Movimento ed evitarne la deflagrazione. Tra questi c’è il presidente della Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio Giuseppe Brescia: "Io sono uno di quelli che ha sempre creduto che le due figure insieme avrebbero fatto il bene del M5s e del Paese. Da parte nostra siamo sempre in continuo contatto tra di noi e con loro, ma poi sta a loro decidere. Sono due personalità forti. La speranza è l'ultima a morire, io davvero ci credo, che possa esserci, cioè, un riavvicinamento in extremis".

Intanto però il mercato 5 Stelle è aperto e secondo fonti che arrivano da altri gruppi Parlamentari, ci sarebbero eletti del Movimento 5 Stelle in contatto con colleghi di altre forze nate proprio da costole del Movimento, cioè Italexit di Gianluigi Paragone e L’Alternativa c’è. In particolare tra gli espulsi del Movimento ci sono deputati che in queste ore starebbero cercando di convincere i loro colleghi ormai disillusi a cambiare casacca, anche se la deputata Emanuela Corda frena: “Non ci sono chiusure a priori, ma nemmeno le porte spalancate. Se qualcuno volesse venire con noi, valuteremo chi, cosa e come perché è chiaro che non abbiamo interesse a lavorare con chi non ha mai dimostrato un briciolo di coerenza”. Paragone invece ha smentito anche se promette che “da qui alla fine succederà di tutto”. 

Il video di Grillo: "Io papà con il cuore, no padre padrone"

In apertura della riunione dei senatori del M5s il nuovo video di Beppe Grillo in cui racconta la parabola del rapporto con Giuseppe Conte fino agli ultimi giorni, a quanto si apprende, è rimbalzato sugli smartphone degli eletti. Ripercorre velocemente tutto il rapporto a distanza con l'ex Premier, come a chiedere conferme a chi lo ascolta e poi alla fine si difende da chi lo accusa di essere padre padrone. 

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